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	<title>Hotel Bellevue Syrene &#187; Arte</title>
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		<title>L&#8217;arte nella dimora storica più bella di Sorrento</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 15:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una villa romana che ospitò l&#8217;imperatore Augusto in esilio. Queste le antiche origini della villa che oggi ospita uno degli hotel più esclusivi di Sorrento. L&#8217;edificazione della villa fu commissionata nel 1750 dai conti Mastrobuono che scelsero questo incantevole angolo su Golfo di Sorrento per trascorrere i loro soggiorni estivi. La trasformazione in albergo avvenne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/bellevue-m.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-736" title="bellevue m" src="/wp-content/uploads/2011/12/bellevue-m.jpg" alt="" width="465" height="188" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>villa romana</strong> che ospitò l&#8217;imperatore <strong>Augusto</strong> in esilio. Queste le antiche origini della villa che oggi ospita uno degli hotel più esclusivi di <strong>Sorrento</strong>. L&#8217;edificazione della villa fu commissionata nel <strong>1750 </strong>dai<strong> conti Mastrobuono</strong> che scelsero questo incantevole angolo su <strong>Golfo di Sorrento</strong> per trascorrere i loro soggiorni estivi. La trasformazione in albergo avvenne nel <strong>1820, 30 camere</strong> accoglienti per godere di soggiorni indimenticabili e rilassanti. Lo scelsero come dimora personaggi importanti come <strong>Luigi II di Baviera</strong>, <strong>Eugenia l&#8217;imperatrice di Francia</strong> a cui fu dedicato un sublime affresco ammirabile ancor oggi in una delle Suites, il ministro spagnolo<strong> Emilio Castelar</strong>, la scrittrice <strong>Mrs.</strong> <strong>Harriet Beecher Stowe</strong> e <strong>Ivan Turgenev.</strong> O ancora il poeta francese <strong>De Lamarthine, il re di Grecia Vittorio Emanuele</strong> <strong>III,</strong> <strong>i duchi coniugi D&#8217;Aosta</strong>, il poeta russo <strong>Jorge, Marguerite Yourcenar</strong> che ospite dell&#8217;albergo scrisse &#8220;<strong>Il colpo di Grazia</strong>&#8220;.<br />
Tra il <strong>1905</strong> e il <strong>1907</strong> fu costruita la <strong>Villa Pompeiana</strong>, una copia quasi perfetta della casa dei<strong> Vetti di Pompei.</strong> A volerne la realizzazione fu <strong>William Waldorf Astor</strong>, nell&#8217;intento di ricreare una atmosfera per rivivere i <strong>fasti dell&#8217;Antica Roma</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente <strong>l&#8217;hotel</strong> è stato completamente ristrutturato dal noto architetto <strong>De Luca</strong>. Dal punto di vista numerico ha subito una inversione: le camere sono passate da <strong>70 a 50</strong>. Ed è cambiata la filosofia sottesa all&#8217;ospitalità: l&#8217;albergo è diventato una accogliente dimora, un posto dove ritrovare il calore domestico immersi nella bellezza che trasuda da un posto così ricco di storia e di arte e che gode di un panorama mozzafiato. Il<strong> Bellevue</strong> è stato infatti concepito come una sorta di accogliente riproposizione della casa, non solo un posto per posarsi dalle stanche passeggiate ed escursioni sorrentine ma una dimora da vivere e da scoprire.<br />
<strong>La villa</strong> ospita infatti spazi comuni, finemente arredati, dove , oltre a<strong> sorseggiare un drinks, ascoltare buona musica o leggere un buon libro,</strong> è possibile ammirare <strong>opere d&#8217;arte di artisti locali</strong> <strong>in esposizione</strong>. Gli ospiti possono contemplare dipinti, elementi di arredo d&#8217;epoca, sculture e ceramiche entrando così in contatto in non solo con le bellezze naturali e paesaggistiche, i monumenti, le chiese ma anche con l&#8217;arte, espressione della cultura di un luogo, connotazione simbolica della società che abita un determinato terrirorio.<br />
Un ospite che quindi oltre a visitare un luogo, potrà conoscere e scoprirne l&#8217;anima.<br />
L&#8217;<strong>hotel Bellevue Syrene</strong>, forte di questa filosofia, offre non solo accoglienza ma si propone come fonte di conoscenza <strong>della cultura sorrentina e campana in generale</strong>. Una casa museo, dove poter contemplare gratuitamente e indisturbatamente opere come le surrealistiche pitture del <strong>Napoletano Gennaro Sardella</strong>, le sculture del designer <strong>Roberto Dalisi</strong> o le talentuose realizzazioni dell&#8217;artista avellinese <strong>Paolo Sandulli</strong>.</p>
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		<title>Viaggio nei colori di Gennaro Sardella</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 15:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Sardella]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;artista in esposizione permanente presso l&#8217;hotel Bellevue Syrene di Sorrento Una delle frasi che ama ripetere Gennaro Sardella è che &#8220;Siamo fatti di tanti colori&#8220;. Di tutti quei colori che egli utilizza magistralmente nelle sue opere. Artista, maestro e gran conoscitore dell&#8217;animo umano, dell&#8217;uomo contemporaneo, immerso anzi soffocato nelle contraddizioni e nei condizionamenti della vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/12/sardella.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-733" title="sardella" src="/wp-content/uploads/2011/12/sardella.jpg" alt="" width="465" height="188" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;artista in esposizione permanente presso l&#8217;hotel Bellevue Syrene di Sorrento</strong><br />
Una delle frasi che ama ripetere <strong>Gennaro Sardella</strong> è che &#8220;<strong>Siamo fatti di tanti colori</strong>&#8220;. Di tutti quei colori che egli utilizza magistralmente nelle sue opere.<br />
<strong>Artista, maestro e gran conoscitore dell&#8217;animo umano</strong>, dell&#8217;uomo contemporaneo, immerso anzi soffocato nelle contraddizioni e nei condizionamenti della vita di tutti i giorni. <strong>Un pittore visionario e surrealista</strong>, che dipinge figure dai lunghi colli, lingue acuminate in un mondo apparentemente confuso, fiabesco, fantasioso.<strong> Un pittore libero</strong>, come egli ama definirsi, che ha scelto di affidare alla sua arte un messaggio importante, una filosofia di vita, una denuncia costante ad un mondo convenzionale, standard, stereotipato.<br />
Opere da interpretare, in grado di parlare, di comunicare sofferenza, perplessità, preoccupazione per le attuali condizioni di vita dell&#8217;individuo ma che non dimenticano mai quel particolare messaggio di speranza, di augurio, di gaiezza spesso affidato al colore o a immagini grottesche e comiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gennaro Sardella, napoletano di origine</strong>, inizia giovanissimo a raffigurare quel mondo fantastico, fiabesco e surreale che connoterà l&#8217;atmosfera di quasi tutta la sua produzione pittorica. Ha girato, sin dall&#8217;adolescenza, le principali città italiane: un peregrinare dettato da una inappagabile sete di conoscenza e una curiosità incessante per il mondo. Nel periodo napoletano, precisamente fino al <strong>1975</strong>, egli riprende il suo legame artistico con il pittore <strong>Roberto Carignani</strong>, affina le tecniche di pittura e incontra importanti artisti, come <strong>Giorgio De Chirico e Pietro Annigoni</strong>. Il suo vissuto personale, la sua napoletanità carica di immagini dalla forte valenza simbolica, la particolarità e unicità delle sue tele hanno delineato un persorso, non sempre in discesa, che ha portato l&#8217;artista ad essere riconosciuto come riferimento importante del panonorama artistico napoletano e nazionale. <strong>Oltre ottanta mostre in Italia</strong>, consensi di pubblico italiano ed estero per uno degli artisti più interessanti non solo del panorama aristico campano, ma nazionale e internazionale.</p>
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		<title>La Basilica di Sant&#8217;Antonino</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 15:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica Sant'Antonino]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le più suggestive Chiese di Sorrento, la Basilica di Sant&#8217;Antonino sorge su un antico oratorio che custodiva le spoglia del Santo che, secondo la leggenda, si era rifugiato a Sorrento durante l&#8217;invasione longobarda e vi era rimasto fino alla morte. Eretta nell IX secolo, la Basilica di Sant&#8217;Antonino presenta una pianta a croce latina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/basilica.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-730" title="basilica" src="/wp-content/uploads/2011/12/basilica.jpg" alt="" width="465" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le più suggestive <strong>Chiese di Sorrento</strong>, la <strong>Basilica di Sant&#8217;Antonino</strong> sorge su un antico oratorio che custodiva le spoglia del <strong>Santo</strong> che, secondo la leggenda, si era rifugiato a <strong>Sorrento</strong> durante l&#8217;invasione longobarda e vi era rimasto fino alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Eretta nell <strong>IX secolo</strong>, la <strong>Basilica di Sant&#8217;Antonino</strong> presenta una pianta a croce latina a tre navate e numerosi elementi di spoglio, come le <strong>12</strong> diverse colonne provenienti dalle numerose dimore di architettura greco romana presenti sul territorio.<br />
Al suo interno la <strong>Chiesa</strong> custodisce importanti dipinti, tra questi alcune opere di <strong>Giovan Battista Lama</strong> e due tele di <strong>Giacomo del Po</strong> raffiguranti l&#8217;<strong>assedio di Sorrento</strong> del 1<strong>648</strong> e la peste del <strong>1656.</strong><br />
L&#8217;altare maggiore in marmi convessi, anch&#8217;esso elemento di spoglio, proviene dall&#8217;ex <strong>monastero della</strong> <strong>Santissima Trinità</strong>.<br />
La <strong>Sagrestia della Basilica</strong> ospita importanti opere: una <strong>statua d&#8217;argento</strong> di <strong>Sant&#8217;Antonino</strong> del <strong>1564</strong>, i resti di un suggestivo e antichissimo pavimento maiolicato e uno dei più bei <strong>presepi napoletani</strong> del &#8216;<strong>700</strong> presenti in <strong>Penisola Sorrentina</strong>. Il <strong>presepe</strong>, in esposizione permanente, è stato denominato il &#8220;<strong>Piccolo San Martino</strong>&#8220;, per analogia al più famoso <strong>presepe di Napoli</strong>, e rappresenta una testimonianza unica dell&#8217;arte presepiale settecentesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessanti anche i numerosi ex voto presenti nella <strong>Chiesa</strong>, per la maggior parte donati da marinai scampai a naufragi. A <strong>Sant&#8217;Antonino</strong>, patrono della città di <strong>Sorrento</strong>, è anche attribuito un celebre miracolo che racconta di come il <strong>Santo</strong> abbia tratto in salvo, presso la <strong>Marina Grande</strong>, un fanciullo che era stato inghiottito da un cetaceo. A ricordo di questo prodigio i sorrentini posero nell&#8217;atrio che precede la <strong>Chiesa</strong> due costole di cetaceo.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cripta </strong>della chiesa, ubicata sotto l&#8217;altare maggiore, custodisce <strong>le reliquie di</strong> <strong>Sant&#8217;Antonino</strong>, un antico crocefisso ligneo e un affresco quattrocentesco raffigurante la <strong>Madonna delle Grazie</strong>.</p>
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		<title>Sorrento: Chiese, Museo Correale e Ville</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:50:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[Duomo di Sorrento: Costruito intorno al XI secolo, il Duomo ospita, al suo interno, preziosi affreschi di pittori napoletani. La facciata principale ha tre aperture e la centrale, sulla quale è rappresentata la Madonna Assunta, è delimitata da due colonne di origini pagane. Emblematico, nell’ingresso principale, è il tamburo affrescato con scene religiose locali, sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2012/02/chiese-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-919" title="chiese 1" src="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2012/02/chiese-1.jpg" alt="" width="467" height="189" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Duomo di Sorrento</strong>: Costruito intorno al <strong>XI secolo</strong>, il <strong>Duomo</strong> ospita, al suo interno, preziosi affreschi di pittori napoletani. La facciata principale ha tre aperture e la centrale, sulla quale è rappresentata la <strong>Madonna Assunta</strong>, è delimitata da due colonne di origini pagane. Emblematico, nell’ingresso principale, è il tamburo affrescato con scene religiose locali, sul quale vi è l’organo donato nel <strong>1897 dall’Arcivescovo Giustiniani</strong>. Al posto dell’altare settecentesco, smembrato e spostato dall’abside al transetto, è stato sistemato il coro in legno del <strong>Caucaso</strong> intagliato e con formelle raffiguranti i quattro <strong>Santi di Sorrento</strong>, gli <strong>Apostoli e Sant’Antonino</strong>. All’interno della sagrestia, eretta nel <strong>1608</strong>, si conservano gli affreschi degli arcivescovi succedutisi negli ultimi duecento anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basilica di Sant’Antonino</strong>: La chiesa sorge sull’oratorio eretto presso il sepolcro del <strong>Santo Patrono</strong>, risalente al <strong>X secolo</strong>. L’interno, a tre navate, è diviso da dodici colonne di marmi diversi provenienti da edifici di epoca greca. Al centro del soffitto vi è una tela del <strong>1734, </strong>di<strong> Giovan Battista Lama</strong>, che ritrae <strong>Sant’Antonino</strong> mentre libera dal demonio la figlia di <strong>Sicario, duca di Benevento</strong>. L’altare maggiore proviene dal ex <strong>Monastero della Santissima Trinità</strong>. Attraverso una scala a doppia rampa si accede alla cripta con volte sostenute da colonne di spoglio. Nell’altare sono contenute le spoglie di <strong>Sant’Antonino</strong>, il cui culto è dimostrato dai numerosi ex-voto in argento. Nella cripta è conservato un antico <strong>Crocifisso Ligneo</strong> che veniva portato in processione in caso di calamità, mentre, in sagrestia vi è la statua d’argento di <strong>Sant’Antonino</strong> del <strong>1564</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiesa dell’Addolorata</strong>: La chiesa è stata terminata nel <strong>1739</strong>, presenta due singolari altari in tufo. Sull’altare maggiore vi è una statua lignea settecentesca riproducente la <strong>Madonna Addolorata</strong>. In tufo è anche la facciata che conserva eleganti linee di architettura barocca settecentesca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiesa di San Francesco</strong>: La chiesa fu voluta nel <strong>XIV secolo</strong> dai <strong>frati francescani</strong> nel posto in cui sorgeva un oratorio risalente al <strong>600</strong> e dedicato a <strong>San Martino Vescovo di Tours</strong>. In seguito fu modificata in stile barocco e l’antico chiostro benedettino venne rifatto dai conventuali con arcate ogivali intrecciate su pilastri ottagonali. La chiesa francescana, che nel <strong>1550</strong> si era arricchita di un prezioso coro ligneo, andato poi perduto, fu modificata tra il <strong>1690</strong> e il <strong>1727</strong> ed oggi conserva l’impianto realizzato in quell’epoca. La facciata in marmo bianco, invece, è stata costruita nel <strong>1926</strong>, in occasione del settimo centenario della morte di <strong>San Francesco</strong>. Sull’altare maggiore vi è la tela con <strong>San Francesco</strong> che riceve le stimmate del <strong>1735.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiostro di San Francesco</strong>: Ha pianta rettangolare e presenta una molteplicità di stili perché è stato ristrutturato più volte. Al piano terra vi sono colonne ed archi di tufo che formano delle bifore con lunetta. Sui capitelli vi sono impressi i simboli delle famiglie che hanno provveduto al restauro come lo stemma della famiglia <strong>Sersale</strong> sui capitelli del lato settentrionale. Il refettorio, interno al chiostro, mantiene la sua struttura trecentesca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Museo Correale di Terranova</strong>: Il Museo, inaugurato nel <strong>1924</strong> da <strong>Giovanni Gentile</strong>, è stato costituito per volere dei fratelli <strong>Alfredo e Pompeo Correale</strong> che lasciarono la loro villa di campagna con il fondo rustico lavorato ad agrumeto e, in più, tutta la raccolta di arredi, dipinti e porcellane dal <strong>XVII al XIX secolo.</strong> Il museo è diviso in tre piani e conta di 24 stanze, dalla terrazza della villa si può vedere un magnifico panorama, sul <strong>golfo di Sorrento</strong>, mentre dal giardino, arricchito da platani e piante secolari, si giunge al belvedere che cade a strapiombo sul mare. Al piano terra vi è la sezione archeologica che contiene reperti risalenti all’età imperiale, reperti provenienti dalle necropoli della <strong>Penisola Sorrentina</strong>, frammenti di plutei, amboni, grifoni e aquile risalenti al <strong>IX e XII secolo</strong>. Sempre al piano terra vi è la sezione pittorica, con dipinti risalenti a diverse epoche, e quella degli arredi con, tra l’altro, tavoli, sedie e pannelli in tarsia sorrentina. Al primo piano, invece, vi sono la sezione pittorica e quella delle porcellane con dipinti di matrice caravaggesca o opere di Salvator Rosa. Al secondo piano sono esposti quadri di autori della <strong>Scuola di Posillipo (Giovan Battista Ruoppolo, Andrea Belvedere, Giovanni Cusani</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Comunale</strong>: Costruita tra il <strong>1877 e il 1879</strong>, la villa sorge sugli orti dei frati francescani, si affaccia a picco sul mare ed ha degli alberi secolari che regalano un’atmosfera piacevole e un po’ d’ombra a difesa dalla calura estiva. Vi si possono ammirare due busti: uno dedicato allo storico <strong>Bartolommeo Capasso</strong> e l’altro che ritrae <strong>Francesco Saverio Gargiul</strong>o. É dotata di una discesa a mare, ma i più pigri possono utilizzare l’ascensore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Tritone</strong>: La villa sorge a picco sul mare ed è circondata da una gran varietà di piante esotiche. É stata fatta costruire dal barone <strong>Labonia</strong> accanto ad un convento dedicato a <strong>San Vincenzo</strong>. Oltre che per la sua bellezza, la <strong>Villa</strong> è famosa per la presenza, nel<strong> 1942</strong>, di <strong>Benedetto Croce</strong>, e di altri influenti personaggi storici come <strong>Togliatti, De Nicola e re Umberto di Savoia</strong>. Attualmente la<strong> Villa</strong> è di proprietà privata e non è possibile visitarla al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Fiorentino</strong>: Situata nel centro storico, si affaccia su <strong>Corso Italia</strong> col suo sobrio prospetto frontale. É stata donata al comune di <strong>Sorrento</strong> dalla famiglia <strong>Cuomo-Fiorentino</strong>, ed è destinata a sede museale, da anni infatti ospita mostre archeologiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Regina Giovanna</strong>: Tra il <strong>I sec. a.C e il I sec d.C</strong>. sul promontorio di <strong>Capo di Sorrento</strong> sorgeva una villa marittima di cui oggi è possibile visitare solo i ruderi, interpretabili grazie alle notizie lasciateci da <strong>Stazio</strong> nella sua opera <strong>Silvae</strong>. La villa, meglio conosciuta come “<strong>I bagni della Regina Giovanna”</strong>, con un’estensione di circa due ettari, era divisa in due zone: la villa a mare ed una domus a monte con funzione agricola. Le due aree erano collegate tra loro attraverso cunicoli, gallerie e terrazze artificiali. Gli ambienti mostrano grande fruibilità del paesaggio grazie ad ampie finestre e alla passeggiata attorno al porticciolo. L’elemento più rilevante è il bacino naturale che i proprietari usavano come attracco e piscina. I due isolotti ad ovest mostrano delle strutture murarie che probabilmente li collegavano con un ponticello.</p>
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		<title>Museo Correale di Terranova</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:23:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Correale]]></category>

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		<description><![CDATA[Antica dimora storica risalente al Settecento e immersa nei colori e profumi di un tipico agrumeto sorrentino, &#8220;Villa alla Rota&#8221; ospita uno dei più importanti Musei della Campania: il Museo Correale di Terranova. Istituito nel 1924 dalla Fondazione Correale, nata a sua volta nel 1902 grazie agli ingenti lasciti testamentari di Alfredo e Pompeo Correale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/museo-correale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-922" title="museo correale" src="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/museo-correale.jpg" alt="" width="424" height="230" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Antica dimora storica risalente al Settecento e immersa nei colori e profumi di un tipico agrumeto sorrentino, &#8220;<strong>Villa alla Rota</strong>&#8221; ospita uno dei più importanti <strong>Musei della Campania: il Museo Correale di Terranova</strong>.<br />
Istituito nel <strong>1924</strong> dalla <strong>Fondazione Correale</strong>, nata a sua volta nel <strong>1902</strong> grazie agli ingenti lasciti testamentari di <strong>Alfredo e Pompeo Correale</strong>, il <strong>Museo Correale di Terranova di Sorrento</strong> restituisce una importante testimonianza dei flussi culturali che hanno influenzato il bacino geografico di <strong>Sorrento</strong> e dei suoi dintorni alla fine dello scorso secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Porcellane, dipinti, elementi d&#8217;arredo e prodotti di artigianato locale appartenenti alla famiglia Correale offerti in visione gratuita ai visitatori.<br />
La struttura che ospita il <strong>Museo</strong>, dotata di una delle più incantevoli terrazze panoramiche a picco sul mare con vista sul <strong>Golfo di Sorrento</strong>, è suddivisa in tre piani con 24 sale dove sono esposti mobili d&#8217;epoca, maioliche, dipinti e porcellane italiane ed internazionali del <strong>XVIII secolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Al <strong>piano terra</strong> si colloca la sezione archeologica del <strong>Museo</strong>: tra i reperti più importanti l&#8217;ara raffigurante l&#8217;inaugurazione del <strong>Tempio di Vesta sul Palatino</strong> e resti delle necropoli dell&#8217;area sorrentina risalenti al periodo che va dal <strong>IX al XII secolo</strong>. Al piano terra è ubicata l&#8217;intera sala dedicata a <strong>Torquato Tasso</strong>, poeta d&#8217;origine sorrentina, e la sala dedicata a dipinti e arredi della scuola napoletana e straniera dei <strong>secoli</strong> <strong>XVI-XIX.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>primo piano</strong> ospita invece pitture e arredi del <strong>XVIII secolo</strong>, porcellane orientali e dipinti di illustri esponenti della scuola fiamminga. Tra le opere più rilevanti del <strong>Museo Correale di Sorrento</strong> vi sono quadri di matrice caravaggesca, paesaggi su tela di <strong>Domenico Gargiulo</strong>, il famoso dipinto di <strong>Salvator Rosa</strong> &#8220;<strong>Marina con i Pescatori</strong>&#8221; e tele di <strong>Rubens, Van Cassell e Grimmer</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Collocate al <strong>secondo piano</strong> le sale dedicate ai paesaggi e alle nature morte dei <strong>pittori della &#8220;Scuola di Posillipo</strong>&#8221; e a pendole e orologi italiani ed europei, molti dei quali ancor&#8217;oggi perfettamente funzionanti, risalenti al <strong>XVIII e XIX secolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Al <strong>terzo piano</strong> sono in esposizione le porcellane, pezzi pregiati ed unici di manifatture italiane come la veneziana <strong>Vezzi,</strong> la fiorentina<strong> Doccia</strong> e le napoletane <strong>Capodimonte</strong> e <strong>Real Fabbrica</strong>.<br />
A rappresentare invece le porcellane internazionali preziosi elementi austriaci, francesi, olandesi e tedeschi.</p>
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		<title>Museo Archeologico Territoriale George Vallet</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>

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		<description><![CDATA[La Penisola Sorrentina offre ai suoi visitatori numerose attrattive ambientali e storico &#8211; culturali. Tra le tappe d&#8217;obbligo per coloro che decidono di trascorrere una vacanza in Penisola Sorrentina c&#8217;è la visita al Museo Archeologico Territoriale intitolato all&#8217;archeologo George Vallet. Il Museo ha sede nella prestigiosa Villa Fondi di Sangro, una incantevole dimora storica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/villa_fondi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-925" title="villa_fondi" src="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/villa_fondi.jpg" alt="" width="471" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Penisola Sorrentina</strong> offre ai suoi visitatori numerose attrattive ambientali e storico &#8211; culturali. Tra le tappe d&#8217;obbligo per coloro che decidono di trascorrere una <strong>vacanza in Penisola Sorrentina</strong> c&#8217;è la visita al <strong>Museo Archeologico Territoriale</strong> intitolato all&#8217;archeologo <strong>George Vallet</strong>.<br />
Il Museo ha sede nella prestigiosa <strong>Villa Fondi di Sangro</strong>, una incantevole dimora storica di stile neoclassico risalente all&#8217;Ottocento, che ospita oltre al <strong>Museo</strong> anche una sala Congressi, una Sala Mostre, un bar caffetteria e un parco pubblico. La struttura della villa si erge a picco sul mare, sulla <strong>Marina di Cassano</strong>, a <strong>Piano di Sorrento</strong> offrendo alla vista dei visitatori un panorama mozzafiato sul <strong>Golfo di Napoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Recente è la nascita del <strong>Museo</strong>: è stato inaugurato infatti il 17 luglio 1999 e il suo allestimento è stato curato dalla <strong>Sopraintendenza delle</strong> <strong>Province di Napoli e Caserta</strong> in accordo con il <strong>comune di Piano di Sorrento</strong>.<br />
Il Museo è nato con l&#8217;intento di raccogliere e documentare la storia delle popolazioni e delle trasformazioni culturali avvenute in Penisola Sorrentina dalla preistoria fino a giungere all&#8217;età romana.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Museo</strong> custodisce i reperti degli scavi archeologici compiuti sul territorio della <strong>Penisola Sorrentina</strong>: di epoca greca sono i resti del tempio di Athena ritrovati presso <strong>Punta Campanella</strong> e di un santuario edificato in onore delle Sirene; di epoca romana invece sono i ritrovamenti delle sfarzose ville marittime come la <strong>villa di Pollio Felice</strong>, che si trova al <strong>Capo di Sorrento</strong>, e la <strong>villa di Pipiano</strong>, costruita agli inizi del secolo presso la <strong>Marina di Puolo</strong> a <strong>Massa Lubrense</strong>.<br />
Il <strong>Museo Archeologico Territoriale George Vallet</strong> ospita inoltre i resti degli scavi recuperati nelle due necropoli di <strong>Vico Equense</strong> come corredi funerari, sculture e utensili di vario genere.</p>
<p style="text-align: justify;">La visita al <strong>Museo</strong> è gratuita e non è necessario effettuare nessuna prenotazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Museo Archeologico Territoriale George Vallet</strong><br />
via Ripa di Cassano<br />
Piano di Sorrento</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orario di apertura</strong>: 9.00 &#8211; 19.00<br />
<strong>Tel</strong>.: 0818087078<br />
<strong>Sito Web</strong>: http://www.campaniabeniculturali.it</p>
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		<title>Le sculture di Riccardo Dalisi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 10:54:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Dalisi]]></category>

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		<description><![CDATA[  Oltre ad essere uno dei più incantevoli e rinomati hotel di Sorrento, il Bellevue Syrene è un posto unico dove ammirare pregiate opere d&#8217;arte come tele, elementi d&#8217;arredo d&#8217;epoca, sculture e ceramiche di artisti di grande talento. Un hotel Museo &#8220;sensibile all&#8217;arte&#8221; che si propone non solo di ospitare ma di trasmettere la conoscenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/r-dalisi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-931" title="r-dalisi" src="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/r-dalisi.jpg" alt="" width="480" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad essere uno dei più incantevoli e rinomati <strong>hotel di Sorrento</strong>, il <strong>Bellevue Syrene</strong> è un posto unico dove ammirare pregiate opere d&#8217;arte come tele, elementi d&#8217;arredo d&#8217;epoca, sculture e ceramiche di artisti di grande talento.<br />
Un<strong> hotel Museo</strong> &#8220;sensibile all&#8217;arte&#8221; che si propone non solo di ospitare ma di trasmettere la conoscenza della cultura artistica italiana, consentendo ai suoi ospiti di ammirare liberamente suggestive opere d&#8217;arte.<br />
Tra le opere in esposizione presso il<strong> Bellevue Syrene</strong> anche alcune sculture di <strong>Riccardo Dalisi</strong>, icona del design partenopeo.<br />
<strong>Riccardo Dalisi</strong> nasce a Potenza ma vive a Napoli dove insegna presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Ateneo Federiciano.<br />
Elaboratore della teoria del design &#8220;<strong>ultrapoverissimo</strong>&#8220;, sin dal suo esordio conduce una continua ricerca estetica su materiali e tecniche di lavorazione che consentono la realizzazione di elementi di design privi di ogni velleità esteriore. Cartapesta, legno abbandonato, ferro grezzo, latta, rame sono i materiali &#8220;poveri&#8221; che <strong>Dalisi</strong> ha trasformato in strumenti per realizzare manualmente oggetti dal grande valore comunicativo contrapposti alle produzioni meccaniche, omologate e seriali.<br />
Oltre al design ultrapoverissimo, <strong>Dalisi</strong> si è impegnato anche nel campo della Progettazione archittetonica intervenendo attivamente nella ricostruzione dopo il terremoto dell&#8217;Irpinia e in importanti opere in edifici ecclesiastici. Egli ha fatto parte dell&#8217;avanguardia radicale riproponendo nelle sue opere le antiche tecniche manuali e la creatività degli artigiani napoletani.<br />
Famosa la progettazione della <strong>caffettiera napoletana</strong> divenuta oggetto cult di <strong>ALessi</strong>. In campo industriale <strong>Dalisi</strong> ha disegnato e progettato per <strong>Zabro</strong>, per <strong>Baleari</strong>, per<strong> Vanini</strong>.<br />
Altri oggetti d&#8217;arte sono stati profotti per <strong>Tendenze, Eschenbach, Rithzenhoff, Cleto Munari e Glass</strong>. Dal 1990 è impegnato nella creazione di lampade per <strong>Oluce</strong>.</p>
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		<title>La Cattedrale di Sorrento</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 10:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cattedrale di Sorrento è la chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. La sua edificazione risale probabilmente al periodo dell&#8217;occupazione longobarda anche se poco rimane, a causa di vicende storiche legate ai saraceni, della sua architettura originaria. La Cattedrale custodisce preziose opere d&#8217;arte e interessanti reperti, come ad esempio molti bassorilievi di epoca trecentesca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/cattedrale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-713" title="cattedrale" src="/wp-content/uploads/2011/12/cattedrale.jpg" alt="" width="465" height="191" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cattedrale di Sorrento</strong> è la chiesa dedicata ai <strong>Santi Filippo e Giacomo</strong>. La sua edificazione risale probabilmente al periodo dell&#8217;occupazione longobarda anche se poco rimane, a causa di vicende storiche legate ai saraceni, della sua architettura originaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cattedrale</strong> custodisce preziose opere d&#8217;arte e interessanti reperti, come ad esempio molti bassorilievi di epoca trecentesca attribuiti ad <strong>Andrea Pisano</strong>.<br />
La <strong>Chiesa</strong>, con pianta a tre navate separate da quattordici pilastri, presenta un soffitto dipinto su tela a motivi floreali, realizzato tra il primo e il secondo decennio del <strong>Settecento</strong> da <strong>Francesco Francareccio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le opere degne di nota, la paletta intitolata &#8220;<strong>La Vergine tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista</strong>&#8221; di <strong>Silvestro Buono</strong>, che si trova sotto il pulpito in marmo della fine del cinquecento. Nel transetto collocato alla destra dei visitatori che entrano è custodita una tavola su fondo d&#8217;oro, di scuola senese e risalente al 1400, in cui viene rappresentata la nascita di Gesù. Tra le atre importanti opere pittoriche <strong>i dipinti di Oronzo Malinconico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cattedrale</strong> presenta un ingresso completamente ricostruito agli inizi del &#8217;900, con due grosse colonne di marmo che, alla base, riportano lo stemma dell&#8217;<strong>arcivescovo Brancaccio</strong>.<br />
Nella <strong>Cappella del Santissimo Sacramento</strong> è conservato un <strong>Crocefisso ligneo del XV secolo</strong>, posto su un altare in marmi policromi con pitti laterali.<br />
Un <strong>organo settecentesco di Nicola Mancino</strong> si trova nella settima cappella a destra, mentre nella prima cappella a destra, dove è ubicata la fonte battesimale, è possibile ammirare la raffigurazione del <strong>Sacrificio del Sangue di Cristo</strong>, datata 1522, con ai lati docici formelle del Trecento con gli Apostoli.<br />
Dutrante il <strong>periodo natalizio</strong> nella <strong>Cattedrale</strong> è possibile contemplare un incantevole <strong>presepe di scuola napoletana</strong> con<strong> pastori originali del Settecento</strong>.</p>
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		<title>Città della Scienza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 10:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Città della Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Struttura unica in Europa, Città della Scienza è uno dei più interessanti Musei scientifici che integra al suo interno scienza, arte, cultura e innovazione. Il concept di fondo è basato sull&#8217;interattività e sul coinvolgimento diretto dei visitatori. Situato sul Golfo di Pozzuoli il Museo Città della Scienza di Napoli è caratterizzato da 5 imponenti navate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/citta-scienza-na.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-937" title="citta scienza na" src="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2011/12/citta-scienza-na.jpg" alt="" width="465" height="209" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Struttura unica in <strong>Europa, Città della Scienza</strong> è uno dei più interessanti <strong>Musei scientifici</strong> che integra al suo interno scienza, arte, cultura e innovazione.<br />
Il concept di fondo è basato sull&#8217;interattività e sul coinvolgimento diretto dei visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Situato sul <strong>Golfo di Pozzuoli</strong> il <strong>Museo Città della Scienza di Napoli</strong> è caratterizzato da 5 imponenti navate per una superficie complessiva di 10.000 mq.<br />
L&#8217;edificio è stato ristrutturato nel rispetto della sua originaria architettura industriale e al suo interno offre un percorso espositivo che narra la conoscenza umana e il modo in cui si confronta con la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Museo della Scienza</strong> è diviso in varie sezioni: lo <strong>spettacolo del Cielo</strong>, uno dei più grandi planetari del Sud Italia dotato di tutti gli strumenti per osservare il cielo da Copernico in poi; la <strong>Palestra della Scienza</strong> articolata in tre sottosezioni in cui sono esposti i &#8220;segreti&#8221; della fisica classica, della scienza contemporanea e della biologia;o ancora la sezione <strong>Segni, Simboli e Segnali</strong>, mostra permanente sulla comunicazione, unica in Italia ad essere ospitata in un museo.</p>
<p style="text-align: justify;">Degna di nota l&#8217;<strong>Officina dei Piccoli</strong>, un vero e proprio laboratorio interattivo per i bimbi, anche i più piccoli (da 0 a 3 anni), dove vivere interessanti esperienze alla scoperta del mondo umano e artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle varie sezioni, il <strong>Museo di Città della Scienza</strong> propone ai suoi visitatori <strong>Bit</strong>, una simpatica guida virtuale in grado di divertire e consigliare.</p>
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		<title>Museo Bottega della Tarsia Lignea</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Museo Bottega della Tarsia Lignea]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i più importanti Musei di Arte Applicata presenti in Italia, il Museo Bottega della Tarsia Lignea è tra le attrattive più interessanti della città di Sorrento. Il Museo è un luogo polifunzinale che, oltre alla valorizzazione dei prodotti dell&#8217;artigianato artistico sorrentino, custodisce e offre ai visitatori anche le tecniche artistiche tradizionali. Quindi non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/museo-bottega.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-705" title="museo bottega" src="/wp-content/uploads/2011/12/museo-bottega.jpg" alt="" width="465" height="186" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i più importanti <strong>Musei di Arte Applicata</strong> presenti in Italia, il <strong>Museo Bottega della Tarsia Lignea</strong> è tra le attrattive più interessanti della città di <strong>Sorrento</strong>.<br />
Il <strong>Museo</strong> è un luogo polifunzinale che, oltre alla valorizzazione dei prodotti dell&#8217;artigianato artistico sorrentino, custodisce e offre ai visitatori anche le tecniche artistiche tradizionali. Quindi non solo una struttura deputata alla conservazione ma anche un luogo dove è possibile assistere alla produzione delle opere di <strong>intarsio ligneo sorrentino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Museo Bottega</strong> dedicato all&#8217;<strong>intarsio ligneo sorrentino</strong> è situato nel <strong>centro storico di Sorrento</strong>, nello storico <strong>Palazzo Pomarici Santomasi</strong> di epoca Settecentesca, recentemente ristrutturato nel rispetto della sua architettura originaria.<br />
Nella struttura, progettata e realizzata dall&#8217;architetto <strong>Alessandro Fiorentino</strong>, è possibile ammirare sezioni tematiche dedicate alla tecnica artistica nella sua evoluzione storica dal Quattrocento al Settecento, fino a quella più moderna dell&#8217;Ottocento e a quella attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione delle opere comprende un percoso tra oggetti con svariate destinazioni d&#8217;uso: mobili, complementi d&#8217;arredo ma anche disegni, stampe e foto d&#8217;epoca e utensili adoperati dai maestri artigiani per la realizzazione di numerosi capolavori di tarsia come scrigni, portasigari, cornici, quadri e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Museo Bottega è aperto tutti i giorni</strong>:<br />
-10.00-13.00; 15.00-18.30 (ottobre-giugno)<br />
-16.00-19.30 (luglio-settembre)<br />
<strong>Chiuso nei giorni festivi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso costa circa <strong>8 Euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si possono effettuare prenotazioni telefoniche al <strong>num.081-8771942</strong><br />
Per i gruppi la prenotazione è indispensabile.</p>
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