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	<title>Hotel Bellevue Syrene &#187; Cultura &amp; Tradizione</title>
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		<title>Il Gozzo sorrentino</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 14:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Tradizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Gozzo Sorrentino]]></category>

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		<description><![CDATA[La conoscenza di un luogo passa anche per la scoperta della sua cultura, delle sue tradizioni. La costruzione delle barche in legno, in particolare di quelle imbarcazioni note in tutto il mondo col nome di gozzo sorrentino, è una delle più antiche consuetudini dell&#8217;artigianato sorrentino. Sorrento ha una tradizione cantieristica e nautica che risale al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/gozzo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-819" title="gozzo" src="/wp-content/uploads/2011/12/gozzo.jpg" alt="" width="465" height="188" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La conoscenza di un luogo passa anche per la scoperta della sua cultura, delle sue tradizioni. La costruzione delle barche in legno, in particolare di quelle imbarcazioni note in tutto il mondo col nome di <strong>gozzo sorrentino</strong>, è una delle più antiche consuetudini <strong>dell&#8217;artigianato sorrentino</strong>.</p>
<p><strong>Sorrento</strong> ha una <strong>tradizione cantieristica</strong> e nautica che risale al X secolo. La realizzazione dei gozzi nell&#8217; antico cantiere della <strong>Marina Grande di Sorrento</strong> risale, secondo le fonti storiche, al XVII secolo. Il nome dei <strong>cantieri Aprea mare</strong>, il loro noto <strong>gozzo Aprea</strong>, a vela o cabinato, in legno o in vetroresina, è uno dei nomi più importanti nel panorama dell&#8217; artigianato nautico. Gli abili maestri d&#8217;ascia mantengono, ancor oggi, fiorente la tradizione del <strong>gozzo sorrentino</strong>, costruito secondo antiche tecniche artigianali. L&#8217;appellativo di &#8220;<strong>Gozzo</strong>&#8221; deriva dalla conformazione gonfia e arrotondata della sezione maestra delle imbarcazioni. Secondo l&#8217;immaginario collettivo la nascita del gozzo sorrentino deriva dal riadattamento di una barca saracena abbandonata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>gozzo sorrentino</strong> ha una gestazione di circa cinquanta anni prima di essere costruito. I legni scelti per la fabbricazione, di olmo, quercia o pino marittimo, provengono da alberi a fusto grande con una vita non inferiore ai cinquanta anni. Barche di legno, dal grande fascino estetico, oggi riproposte anche in vetroresina, la cui costruzione è affidata a regole e dettami tramandati oralmente di generazione in generazione. Imbarcazioni misurate in palmi napoletani (un palmo misura 26,4 cm) e realizzate dalle abili mani deglia artigiani sorrentini che non hanno bisogno di un canonico progetto, bensì di garbi e sagome.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa piccola imbarcazione a remi e a vela latina, con poppa e prua di forma aguzza, è tipica di tutti i paesi del <strong>Mediterraneo</strong> ed è destinata alla pesca.Una tipologia di barca da lavoro dotata di una grazia che l&#8217;ha resa famosa in tutto il mondo. Legato alla tradzione religiosa, il gozzo di norma ospita a prua un crocifisso e una immagine del santo di cui porta il nome. I <strong>gozzi sorrentini</strong> sono dedicati al patrono della città, <strong>Sant&#8217;Antonino</strong>, protettore di marinai e agricoltori. La struttura del <strong>gozzo sorrentino</strong> rimane pressochè invariata fino agli anni trenta del ventesimo secolo quando vengono montati i primi motori. La propulsione a motore segna la fortunata sorte del gozzo come imparcazione diportistica prescelta dagli amanti del mare.</p>
<p>Due sono i <strong>gozzi tipici della penisola sorrentina</strong>, ancor&#8217;oggi presenti nelle acque del <strong>Golfo di Napoli,</strong> la &#8220;<strong>varchetta</strong>&#8221; e il<strong> gozzo a &#8220;menaide</strong>&#8220;, caratterizzati da uno scafo con prua e poppa a punta. Le due tipologie di barche differiscono tra loro per lunghezza, funzione d&#8217;uso e conformazione estetica. Il <strong>gozzo a menaide</strong>, lungo 27, 30 e 32 palmi, solitamente impiegato per la pesca del pesce azzurro, prende il suo nome proprio da un tipo di reti adoperate per la pesca.</p>
<p>La <strong>varchetta</strong>, lunga circa 14 palmi e più larga del <strong>gozzo a menaide</strong>, veniva utilizzata per la pesca di polipi, calamari e seppie lungo le scogliere.</p>
<p>Retaggio culturale di un luogo che dal mare ha tratto risorse e ricchezza, il <strong>gozzo sorrentino</strong> è ormai caratteristica iconografica di <strong>Sorrento</strong>, incantevole e magnetica attrattiva del <strong>Golfo di Napoli</strong>.</p>
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		<title>La Tarsia Sorrentina</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 14:03:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura & Tradizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Tarsia Sorrentina]]></category>

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		<description><![CDATA[Sorrento e la Penisola Sorrentina hanno dato alla Tarsia il suo massimo splendore nella seconda metà dell&#8216;Ottocento. L&#8217;arte della Tarsia ha però origini antichissime e la sua nascita è localizzata con molta probabilità in Asia Minore. Risalgono infatti al 350 a.C. i primi oggetti intarsiati ritrovati in Turchia. Nel XV secolo l&#8217; arte della viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/tarsia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-816" title="tarsia" src="/wp-content/uploads/2011/12/tarsia.jpg" alt="" width="465" height="232" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sorrento</strong> e la<strong> Penisola Sorrentina</strong> hanno dato alla <strong>Tarsia</strong> il suo massimo splendore nella seconda metà dell<strong>&#8216;Ottocento</strong>. L&#8217;<strong>arte della Tarsia</strong> ha però origini antichissime e la sua nascita è localizzata con molta probabilità in <strong>Asia Minore</strong>. Risalgono infatti al <strong>350 a.C</strong>. i primi oggetti intarsiati ritrovati in <strong>Turchia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>XV secolo</strong> l&#8217; arte della viene esportata in Italia dove a <strong>Firenze</strong> prima, e a <strong>Sorrento</strong> in seguito, si evolve nella tecnica e nei materiali utilizzati.<br />
A <strong>Sorrento</strong> la <strong>Tarsia</strong>, grazie all&#8217;eccellenza dei manufatti e alla peculiare caratterizzazione artistica, assume un ruolo rilevante che porterà la tecnica artistica <strong>Sorrentina</strong> ad essere riconosciuta in tutto il mondo. In particolare la diffusione e lo sviluppo <strong>dell&#8217;arte dell&#8217;intarsio ligneo a Sorrento</strong> è legata alla presenza di religiosi, in particolare monaci benedettini, che nel monastero di <strong>Sant&#8217;Agrippino</strong> eseguivano opere d&#8217;intarsio adoperando legno di <strong>noce, limone, arancio e ulivo</strong>. Inoltre testimonianza della fiorente arte nel <strong>territorio sorrentino</strong> è data dalla presenza di numerose opere di intarsio nelle chiese della cittadina.</p>
<p style="text-align: justify;">I temi rappresentati variano dai paesaggi, alle nature morte, ai prodotti locali, a vicende legate alla <strong>storia locale</strong> e alle <strong>tradizioni popolari</strong>.<br />
La <strong>tecnica della Tarsia</strong> consiste nella realizzazione di disegni su superfici di legno attraverso l&#8217;assemblamento di piccoli pezzetti di legno, precendentemente tagliati e sagomati. Le tessere di legno hanno varie tonalità di colore e sono di spessore inferiore ad un millimetro che a seguito del taglio vengono ombreggiati grazie all&#8217;immersione nella sabbia calda. L&#8217;ultima fase, nella realizzazione di un manufatto intarsiato, prevede la realizzazione del disegno attraverso il montaggio delle tessere di legno che vengono incollate su superfici di legno con colla di pesce, poi carteggiate e verniciate.</p>
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		<title>Il mito delle Sirene</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:56:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura & Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[Mito delle Sirene]]></category>

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		<description><![CDATA[Antico villaggio greco, Sorrento deve il suo nome alla mitologia: Syrenusion o Syreon infatti significa &#8220;Terra delle Sirene&#8220;. E&#8217; Omero, nell&#8217;Odissea, a narrare dell&#8217;ammaliante, ma mortale, canto delle sirene a cui Ulisse riuscì a sottrarsi proprio mentre attraversava il Golfo di Sorrento. Il mito delle sirene è quindi tradizione antica nella mitologia locale sorrentina: queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/sirene.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-813" title="sirene" src="/wp-content/uploads/2011/12/sirene.jpg" alt="" width="465" height="205" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Antico villaggio greco, <strong>Sorrento</strong> deve il suo nome alla mitologia: <strong>Syrenusion</strong> o <strong>Syreon</strong> infatti significa &#8220;<strong>Terra delle Sirene</strong>&#8220;. E&#8217; <strong>Omero</strong>, nell&#8217;<strong>Odissea</strong>, a narrare dell&#8217;ammaliante, ma mortale, <strong>canto delle sirene</strong> a cui <strong>Ulisse</strong> riuscì a sottrarsi proprio mentre attraversava il <strong>Golfo di Sorrento</strong>.<br />
Il <strong>mito delle sirene</strong> è quindi tradizione antica nella <strong>mitologia locale</strong> <strong>sorrentina</strong>: queste incantevoli creature, capaci di ammaliare con il loro canto chiunque si trovasse a breve distanza, pare avessero scelto come dimora il suggestivo <strong>litorale sorrentino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste figure leggendarie compaiono negli scritti di <strong>Eraclito di Efeso, Eratostene di Cirene, Igino, Apollodoro, Lattanzio Placido, Strabone, Virgilio e Marco Tullio Cicerone che considerò le sirene simbolo di eloquenza e sapienza</strong>.<br />
Il <strong>mito delle sirene</strong> si è evoluto nel corso dei secoli: le variazioni della leggenda hanno coivolto sia il numero che il luogo esatto di dimora di queste affascinanti figure.<br />
Secondo il mito le <strong>sirene</strong> avrebbero dimorato nei pressi degli<strong> isolotti dei Galli</strong>, nel tratto di costa che va da <strong>Sorrento</strong> a <strong>Positano</strong>, ma numerose sono le supposizioni circa altri luoghi della <strong>Costiera Sorrentina</strong>.<br />
Personificazione dei pericoli del mare, le <strong>sirene</strong> vengono descritte in alcune testimonianze come esseri dal corpo di uccelli rapaci e volto femminile, in altre come spendide creature femminili fino al busto e con una sinuosa coda di pesce.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le più famose <strong>sirene della letteratura mitologica</strong> vi sono <strong>Partenope, Leucosia e Ligia</strong>.</p>
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		<title>La Tarantella Sorrentina</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:50:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Tarantella è una danza che per molti deriva dalle celebrazioni in onore del dio Dioniso, per altri deriva dal Tarantismo, danza di &#8220;possessione&#8221; per autoindurre stati di trance. In Spagna la Tarantella, una sorta di ibrido tra fandango e follia, veniva accompagnata dalla vihuela, antico strumento a pizzico risalente al Rinascimento. Le danze suddette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/tarantella.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-810" title="tarantella" src="/wp-content/uploads/2011/12/tarantella.jpg" alt="" width="465" height="208" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Tarantella</strong> è una danza che per molti deriva dalle celebrazioni in onore del dio Dioniso, per altri deriva dal Tarantismo, danza di &#8220;possessione&#8221; per autoindurre stati di trance. In Spagna la<strong> Tarantella</strong>, una sorta di ibrido tra fandango e follia, veniva accompagnata dalla vihuela, antico strumento a pizzico risalente al Rinascimento.<br />
Le danze suddette sono danze di apotropaiche di cui ci si avvaleva per allontanare influenze negative: a caratterizzarle la ripetizione ossessiva e quasi ipnotica di movimenti e motivi musicali per creare una sorta di alleanza con lo spirito possessore permettendo così l&#8217;eliminazione dei sintomi della &#8220;malattia&#8221;.<br />
A seconda del luogo geografico la tarantella ha assunto forme locali per cui oltre ad una danza comune per tutti ritroviamo diverse versioni sviluppatesi in dati contesti.<br />
Tra le <strong>tarantelle</strong> più famose vi sono quella<strong> campana</strong> e quella <strong>pugliese</strong>; di particolare rilevanza artistica è la &#8220;<strong>Tarantella Sorrentina</strong>&#8220;, nota in ambito internazionale per le musiche, i costumi e l&#8217;armonicità della danza. A distinguerla dalle altre tarantelle un tempo di gavotta, mentre nelle altre si trova in genere un passo di polka, che spezza il ritmo rapido e &#8220;ossessivo&#8221; dell&#8217;intero spettacolo. Altro carattere distintivo della tarantella sorrentina è che si tratta principalmente di una danza d&#8217;amore che immerge gli spettatori in una atmosfera magica e idilliaca. A dare questa connotazione &#8220;dolce&#8221; alla danza sorrentina è il fatto che lo spettacolo fosse stato adattato nel tempo ad un pubblico fatto prevalentemente di famiglie nobili: il tradizionale ballo popolare venne quindi corretto con l&#8217;eliminazione di ogni riferimento violento e/o sessuale acquistando nel tempo una specifica differenziazione in termini di eleganza, grazia e semplicità.<br />
Nell&#8217;esecuzione della <strong>Tarantella Sorrentina</strong> sono previsti momenti dedicati alla riproposizione musicale delle più belle melodie sorrentine e napoletane. I canti sono accompagnati da cori formati dagli stessi ballerini che, in molti casi, si adoperano anche nel suonare i tipici strumenti del folklore napoletano come nacchere, tamburelli, etc.<br />
Degni di nota anche i costumi adoperati nella <strong>Tarantella Sorrentina</strong> che, pur modificati nell&#8217;aggiunta e/o sostiruzione di alcuni particolari, si mantengono fedeli agli originali risalenti al <strong>XVIII secolo</strong>.</p>
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		<title>Il presepe napoletano</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:43:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Presepe napoletano]]></category>

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		<description><![CDATA[Emblema della tradizione natalizia partenopea, il presepe napoletano è uno dei simboli religiosi entrati a tutti gli effetti anche nell&#8217;immaginario collettivo profano. Una magica sintesi tra sacro e profano che popola ritualmente le case campane e non, sintesi tra storia e vita quotidiana, il presepe napoletano è una delle produzioni artigianali apprezzate e stimate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/presepe-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-806" title="presepe 2" src="/wp-content/uploads/2011/12/presepe-2.jpg" alt="" width="465" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Emblema della <strong>tradizione natalizia partenopea</strong>, il presepe napoletano è uno dei simboli religiosi entrati a tutti gli effetti anche nell&#8217;immaginario collettivo profano.</p>
<p style="text-align: justify;">Una magica sintesi tra sacro e profano che popola ritualmente le case campane e non, sintesi tra storia e vita quotidiana, il <strong>presepe napoletano</strong> è una delle produzioni artigianali apprezzate e stimate in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine deriva dal latino e le prime testimonianze documentate di <strong>presepe napoletano</strong> risalgono al <strong>1205</strong>. Le prime rappresentazioni del <strong>presepe</strong>, un pò in tutta Italia, riproponevano la scena della natività: la mangiatoia, il bue e l&#8217;asinello e San Giuseppe e la Madonna accanto al Bambinello. E&#8217; nel Seicento che il <strong>presepe napoletano</strong> accorpa nella sua trasposizione simbolica scene di vita quotidiana, curate nei minimi dettagli per riproporle nel modo più fedele possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il secolo per eccellenza del <strong>presepe napoletano</strong> è il Settecento: a tale epoca risale la produzione artigianale migliore di pupi e scene della natività. Durante il XVIII secolo infatti nacque quella che poi diventò una vera e propria scuola riconosciuta universalmente, la <strong>scuola d&#8217;arte presepiale napoletana</strong>.<br />
I personaggi che popolano i <strong>presepi napoletani</strong> non sono mai stereotipati: nuova e costante la ricerca, ispirata sempre alla vita quotidiana, di soggetti e ambientazioni inedite.</p>
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		<title>Il presepe della cattedrale di Sorrento</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:37:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mag]]></category>
		<category><![CDATA[presepe sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presepe napoletano della Cattedrale di Sorrento, opera permanente ma ammirabile solo durante il periodo natalizio, si trova nell&#8217;area adiacente alla sagrestia, ed è famoso per le numerose riproduzioni di pastori (ispirate ai pastori napoletani del 700) che lo popolano. Progettato nel rispetto dei canoni dell&#8217;arte presepiale napoletana, il presepe della Cattedrale di Sorrento è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/presepe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-803" title="presepe" src="/wp-content/uploads/2011/12/presepe.jpg" alt="" width="465" height="188" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>presepe napoletano</strong> della <strong>Cattedrale di Sorrento</strong>, opera permanente ma ammirabile solo durante il periodo natalizio, si trova nell&#8217;area adiacente alla sagrestia, ed è famoso per le numerose riproduzioni di pastori (ispirate ai pastori napoletani del 700) che lo popolano.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato nel rispetto dei canoni dell&#8217;arte presepiale napoletana, il <strong>presepe della Cattedrale di Sorrento</strong> è composto da icantevoli scene che rappresentano la Natività, l&#8217;Annunzio ai Pastori e la tradizionale Locanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Legno, sughero, cartapesta e plastica, giochi di luce ripropongono fedelmente scene religiose e momenti di vita quotidiana tanto da essere considerate ricostruzioni museali della civiltà agreste e pastorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>presepe</strong> fu privato dei suoi pezzi più preziosi donati dal poeta e letterato <strong>Saltovar</strong> in seguito ad un furto successivo al terremoto del 1980. Lo scoglio è però stato riassemblato: l’ opera, materialmente realizzata da <strong>Antonino e Giuseppe Parlato</strong>, è frutto della passione e dell&#8217;impegno di tanti tra i quali spiccano il <strong>parroco don</strong> <strong>Luigi Di Prisco</strong> e i suoi predecessori.</p>
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		<title>La festa patronale di Sorrento</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:31:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Festa Sant'Antonino Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[Affollata e animata d&#8217;estate, Sorrento è una cittadina ricca di eventi e manifestazioni anche durante la stagione invernale. Il 14 febbraio, di ogni anno, in concomitanta con la festa di San Valentino, Sorrento celebra la festa di Sant&#8217; Antonino, Santo patrono della città. Dopia festa quindi per quanti decidono di trascorrere questo periodo nella Terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/santantonino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-799" title="sant'antonino" src="/wp-content/uploads/2011/12/santantonino.jpg" alt="" width="465" height="188" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Affollata e animata d&#8217;estate, <strong>Sorrento</strong> è una cittadina ricca di eventi e manifestazioni anche durante la stagione invernale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>14 febbraio</strong>, di ogni anno, in concomitanta con la festa di <strong>San Valentino</strong>, <strong>Sorrento</strong> celebra la <strong>festa di Sant&#8217; Antonino</strong>, Santo patrono della città. Dopia festa quindi per quanti decidono di trascorrere questo periodo nella Terra delle Sirene che vive con grande intensità i festeggiamenti in onore del <strong>Santo Patrono</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La leggenda racconta che <strong>Sant&#8217;Antonino Abate</strong> sia stato un monaco che, dopo l&#8217;apparizione dell&#8217;Arcangelo Michele e su ordine di questi, edificò una chiesa a <strong>Sorrento</strong>, oggi nota come <strong>Basilica di Sant&#8217;Antonino</strong>, tra le bellezze artistiche e architettoniche della città più importanti. Caro alla popolazione anche per i numerosi miracoli compiuti, ogni anno il patrono viene ricordato con una serie di piacevoli eventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Appuntamento religioso ma anche folcloristico e culturale, il <strong>14 febbraio</strong> è quindi uno dei momenti più belli per vivere la magica atmosfera in cui è immersa <strong>Sorrento</strong>: riti religiosi si alternano a numerosi eventi profani rendendo fitta di avvenimenti la festa.<br />
<strong>Sant&#8217;Antonino</strong> viene celebrato con una suggestiva processione devozionale che si svolge il <strong>14 febbraio</strong> di mattina: a girare per la città è l&#8217;incantevole statua d&#8217;argento raffigurante il patrono che, accompagnata dai cittadini ma anche dalle autorità religiose, civili e militari, sfila per le strade sotto gli occhi affascinati dei presenti.</p>
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		<title>Le processioni Pasquali a Sorrento: cenni storici</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Tradizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Pasqua a Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[A Sorrento le processioni degli Incappucciati che si tengono durante la Settimana Santa sono due: la Processione Bianca, anche nota come processione dell&#8217;Addolorata, messa in scena dall&#8217;Arciconfraternita di Santa Monica e la Processione Nera, o anche processione del Cristo Morto, rappresentata per le vie cittadine dalla Arciconfraternita della Morte e Orazione. La tradizione delle processioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/pasqua.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-796" title="pasqua" src="/wp-content/uploads/2011/12/pasqua.jpg" alt="" width="465" height="186" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Sorrento</strong> le processioni degli Incappucciati che si tengono durante la <strong>Settimana Santa</strong> sono due: la <strong>Processione Bianca</strong>, anche nota come <strong><em>processione dell&#8217;Addolorata</em></strong>, messa in scena <strong>dall&#8217;Arciconfraternita di Santa Monica e la Processione Nera</strong>, o anche <strong><em>processione del Cristo Morto</em></strong>, rappresentata per le vie cittadine dalla <strong>Arciconfraternita della Morte e Orazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La tradizione delle <strong>processioni pasquali a Sorrento</strong> risale al <strong>1300 circa</strong>: testimonianze riportano l&#8217;usanza di sfilate di <strong>incappucciati</strong> che si flagellavano durante il percorso in segno di penitenza. La rappresentazione delle processioni ebbe notevole importanza anche durante la dominazione spagnola nel Regno di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Espressioni di fede religiosa ma anche interessanti rappresentazioni folcloristiche, le <strong>processioni della Settimana Santa</strong> hanno quindi antichissima origine e vengono organizzate e curate nei minimi dettagli ancor&#8217;oggi. Rinomate in tutto il mondo per l&#8217;atmosfera mistica e suggestiva che riescono a creare sono sicuramente un&#8217;incantevole spettacolo a cui partecipare durante una <strong>vacanza a Sorrento</strong>.</p>
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		<title>I Sepolcri</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Tradizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Sepolcri]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le celebrazioni religiose della Settimana Santa che accompagnano i fedeli fino alle spettacolari Processioni degli Incappucciati della notte del giovedì e del pomeriggio del venerdì santo, tipica del giovedì pomerigggio è l&#8217;adorazione del Santissimo con una visita alle principali chiese della cittadina, conosciuta come la Visita ai Sepolcri. Fortemente sentita e partecipata questa tradizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/sepolcri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-793" title="sepolcri" src="/wp-content/uploads/2011/12/sepolcri.jpg" alt="" width="465" height="255" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le celebrazioni religiose della <strong>Settimana Santa</strong> che accompagnano i fedeli fino alle spettacolari <strong>Processioni degli Incappucciati</strong> della notte del giovedì e del pomeriggio del venerdì santo, tipica del giovedì pomerigggio è l&#8217;<strong>adorazione del Santissimo</strong> con una visita alle principali chiese della cittadina, conosciuta come la <strong>Visita ai Sepolcri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortemente sentita e partecipata questa tradizione a <strong>Sorrento</strong>, la <strong>Visita ai Sepolcri</strong> raggruppa un notevole numero di fedeli e visitatori che la sera del giovedì santo fa visita agli altari con i sepolcri delle varie chiese.</p>
<p style="text-align: justify;">La visita, effettuata in religioso silenzio, prevede la preghiera e l&#8217;<strong>ammirazione dei Sepolcri</strong>, che vengono allestiti con fiori e germogli di grano portati dai fedeli.<br />
L&#8217;atmosfera è sommessa, le campane non suonano e le chiese si privano di illuminazione eccessiva: solo l&#8217;altare dedicato al <strong>Sepolcro</strong> diventa il luogo di raccolta dei semplici doni offerti dal sentimento religioso popolare. Tra questi umili simboli a rappresentare l&#8217;intera comunità: il pane, il vino, il grano germoglieto e i fiori di stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione dei <strong>Sepolcri</strong> si protrae fino a tardi proprio per consentire a fedeli e visitatori di compiere il giro delle chiese principali della cittadina.</p>
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		<title>La Festa Patronale di Sant&#8217;Anna</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festa Patronale Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[La Marina Grande di Sorrento si trova in un borgo incantato, abitato da pescatori e caratterizzato da un piccolo arenile e alcuni stabilimenti balneari. E&#8217; uno degli angoli più famosi di Sorrento, reso celebre dal film di Dino Risi &#8220;Pane Amore e..&#8220;, e vanta circa tremila anni di storia. Ogni anno, il 26 luglio, gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/12/santanna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-790" title="sant'anna" src="/wp-content/uploads/2011/12/santanna.jpg" alt="" width="465" height="186" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Marina Grande di Sorrento</strong> si trova in un borgo incantato, abitato da pescatori e caratterizzato da un piccolo arenile e alcuni stabilimenti balneari.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; uno degli angoli più famosi di <strong>Sorrento,</strong> reso celebre dal film di <strong>Dino Risi &#8220;Pane Amore e..</strong>&#8220;, e vanta circa tremila anni di storia. Ogni anno, il 26 luglio, gli abitanti di questo vllaggio incantato celebrano la festa di<strong> Sant&#8217;Anna</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritualità attesa con trepidazione, la <strong>festa di Sant&#8217;Anna</strong> è un appuntamento che unisce in sè fede e folclore del popolo sorrentino. Per la popolazione sorrentina, <strong>Sant&#8217;Anna</strong> è la Santa Patrona del Borgo della Marina Grande nonchè protettrice delle donne incinte.</p>
<p style="text-align: justify;">Musica, giochi, degustazioni e caratteristici riti religiosi, tra cui una suggestiva processione che vede la statua della Santa girare per le vie della città, caratterizzano ogni anno questa festa.<br />
Le celebrazioni in onore della <strong>Santa Patrona del Borgo</strong> si chiudono sempre con un superbo spettacolo pirotecnico sul mare.</p>
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