Sorrento: Chiese, Museo Correale e Ville

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

Duomo di Sorrento: Costruito intorno al XI secolo, il Duomo ospita, al suo interno, preziosi affreschi di pittori napoletani. La facciata principale ha tre aperture e la centrale, sulla quale è rappresentata la Madonna Assunta, è delimitata da due colonne di origini pagane. Emblematico, nell’ingresso principale, è il tamburo affrescato con scene religiose locali, sul quale vi è l’organo donato nel 1897 dall’Arcivescovo Giustiniani. Al posto dell’altare settecentesco, smembrato e spostato dall’abside al transetto, è stato sistemato il coro in legno del Caucaso intagliato e con formelle raffiguranti i quattro Santi di Sorrento, gli Apostoli e Sant’Antonino. All’interno della sagrestia, eretta nel 1608, si conservano gli affreschi degli arcivescovi succedutisi negli ultimi duecento anni.

Basilica di Sant’Antonino: La chiesa sorge sull’oratorio eretto presso il sepolcro del Santo Patrono, risalente al X secolo. L’interno, a tre navate, è diviso da dodici colonne di marmi diversi provenienti da edifici di epoca greca. Al centro del soffitto vi è una tela del 1734, di Giovan Battista Lama, che ritrae Sant’Antonino mentre libera dal demonio la figlia di Sicario, duca di Benevento. L’altare maggiore proviene dal ex Monastero della Santissima Trinità. Attraverso una scala a doppia rampa si accede alla cripta con volte sostenute da colonne di spoglio. Nell’altare sono contenute le spoglie di Sant’Antonino, il cui culto è dimostrato dai numerosi ex-voto in argento. Nella cripta è conservato un antico Crocifisso Ligneo che veniva portato in processione in caso di calamità, mentre, in sagrestia vi è la statua d’argento di Sant’Antonino del 1564.

Chiesa dell’Addolorata: La chiesa è stata terminata nel 1739, presenta due singolari altari in tufo. Sull’altare maggiore vi è una statua lignea settecentesca riproducente la Madonna Addolorata. In tufo è anche la facciata che conserva eleganti linee di architettura barocca settecentesca.

Chiesa di San Francesco: La chiesa fu voluta nel XIV secolo dai frati francescani nel posto in cui sorgeva un oratorio risalente al 600 e dedicato a San Martino Vescovo di Tours. In seguito fu modificata in stile barocco e l’antico chiostro benedettino venne rifatto dai conventuali con arcate ogivali intrecciate su pilastri ottagonali. La chiesa francescana, che nel 1550 si era arricchita di un prezioso coro ligneo, andato poi perduto, fu modificata tra il 1690 e il 1727 ed oggi conserva l’impianto realizzato in quell’epoca. La facciata in marmo bianco, invece, è stata costruita nel 1926, in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco. Sull’altare maggiore vi è la tela con San Francesco che riceve le stimmate del 1735.

Chiostro di San Francesco: Ha pianta rettangolare e presenta una molteplicità di stili perché è stato ristrutturato più volte. Al piano terra vi sono colonne ed archi di tufo che formano delle bifore con lunetta. Sui capitelli vi sono impressi i simboli delle famiglie che hanno provveduto al restauro come lo stemma della famiglia Sersale sui capitelli del lato settentrionale. Il refettorio, interno al chiostro, mantiene la sua struttura trecentesca.

Museo Correale di Terranova: Il Museo, inaugurato nel 1924 da Giovanni Gentile, è stato costituito per volere dei fratelli Alfredo e Pompeo Correale che lasciarono la loro villa di campagna con il fondo rustico lavorato ad agrumeto e, in più, tutta la raccolta di arredi, dipinti e porcellane dal XVII al XIX secolo. Il museo è diviso in tre piani e conta di 24 stanze, dalla terrazza della villa si può vedere un magnifico panorama, sul golfo di Sorrento, mentre dal giardino, arricchito da platani e piante secolari, si giunge al belvedere che cade a strapiombo sul mare. Al piano terra vi è la sezione archeologica che contiene reperti risalenti all’età imperiale, reperti provenienti dalle necropoli della Penisola Sorrentina, frammenti di plutei, amboni, grifoni e aquile risalenti al IX e XII secolo. Sempre al piano terra vi è la sezione pittorica, con dipinti risalenti a diverse epoche, e quella degli arredi con, tra l’altro, tavoli, sedie e pannelli in tarsia sorrentina. Al primo piano, invece, vi sono la sezione pittorica e quella delle porcellane con dipinti di matrice caravaggesca o opere di Salvator Rosa. Al secondo piano sono esposti quadri di autori della Scuola di Posillipo (Giovan Battista Ruoppolo, Andrea Belvedere, Giovanni Cusani).

Villa Comunale: Costruita tra il 1877 e il 1879, la villa sorge sugli orti dei frati francescani, si affaccia a picco sul mare ed ha degli alberi secolari che regalano un’atmosfera piacevole e un po’ d’ombra a difesa dalla calura estiva. Vi si possono ammirare due busti: uno dedicato allo storico Bartolommeo Capasso e l’altro che ritrae Francesco Saverio Gargiulo. É dotata di una discesa a mare, ma i più pigri possono utilizzare l’ascensore.

Villa Tritone: La villa sorge a picco sul mare ed è circondata da una gran varietà di piante esotiche. É stata fatta costruire dal barone Labonia accanto ad un convento dedicato a San Vincenzo. Oltre che per la sua bellezza, la Villa è famosa per la presenza, nel 1942, di Benedetto Croce, e di altri influenti personaggi storici come Togliatti, De Nicola e re Umberto di Savoia. Attualmente la Villa è di proprietà privata e non è possibile visitarla al suo interno.

Villa Fiorentino: Situata nel centro storico, si affaccia su Corso Italia col suo sobrio prospetto frontale. É stata donata al comune di Sorrento dalla famiglia Cuomo-Fiorentino, ed è destinata a sede museale, da anni infatti ospita mostre archeologiche.

Villa Regina Giovanna: Tra il I sec. a.C e il I sec d.C. sul promontorio di Capo di Sorrento sorgeva una villa marittima di cui oggi è possibile visitare solo i ruderi, interpretabili grazie alle notizie lasciateci da Stazio nella sua opera Silvae. La villa, meglio conosciuta come “I bagni della Regina Giovanna”, con un’estensione di circa due ettari, era divisa in due zone: la villa a mare ed una domus a monte con funzione agricola. Le due aree erano collegate tra loro attraverso cunicoli, gallerie e terrazze artificiali. Gli ambienti mostrano grande fruibilità del paesaggio grazie ad ampie finestre e alla passeggiata attorno al porticciolo. L’elemento più rilevante è il bacino naturale che i proprietari usavano come attracco e piscina. I due isolotti ad ovest mostrano delle strutture murarie che probabilmente li collegavano con un ponticello.


0 commento disponibile


Lascia un Commento