Sorrento da visitare

autore: admin | data: 20 dicembre 2011 | Tag:

Sorrento offre ai visitatori una gran varietà di bellezze da ammirare, luoghi naturali ove contemplare una molteplicità di paesaggi suggestivi, come tutta la Penisola Sorrentina. Oltre alle ricchezze naturalistiche, però, la città si avvale di un grande patrimonio di monumenti, chiese, musei e piazze di gran valore storico-culturale, che soddisfano la sete di cultura di turisti e visitatori contribuendo, assieme agli altri aspetti, a rendere indimenticabile un soggiorno a Sorrento.
Piazza Tasso: Sorge nel corso del XIX secolo in seguito ad alcune modificazioni urbanistiche che si ebbero a Sorrento. Anticamente era chiamata Largo del Castello perché, dove oggi vi è la statua di Sant’Antonino, vi era un castello dell’epoca aragonese. Nel 1844 furono abbattute le mura cinquecentesche, costruite attorno ai valloni come difesa dalle incursioni, mentre più tardi fu abbattuta la porta che dava accesso alla città dal lato orientale, detta Porta del Piano, alla cui sommità si trovava la statua in tufo di Sant’Antonino, statua che, rimossa dal suo artefice A.Torrese, fu collocata su un pilastro presso l’albergo Rispoli. Nel 1870 fu inaugurato il monumento dedicato a Torquato Tasso. Fu in quel periodo, grazie all’apertura di una nuova strada, che sorsero la serie di edifici ottocenteschi che delimitano l’attuale Corso Italia.
Antiche Mura: Sorgono presso la Porta di Parsano Nuova, aperta nel 1745, in quella zona, in cui, già doveva esistere un accesso alla città risalente al XVI secolo, e testimoniato dalla presenza dei due bastioni e delle cannoniere poste ai loro fianchi. Sotto il piano stradale della Porta vi è la cinta delle mura difensive che, come testimoniano i blocchi di pietra dell’arco, sistemati di lungo e di testa, risalirebbero all’epoca greca. Nel corso degli scavi del 1921 si scoprirono le vestigia che si pensava risalissero all’epoca di Augusto. Queste mura servirono nell’epoca medievale come difesa della città dagli attacchi esterni. Il rifacimento, iniziato nella pria metà del Cinquecento, terminò nel 1558, dopo l’attacco dei turchi.
Sedile Dominova: Il nome del Sedile deriva dall’espressione “domus nova” e fu fatto edificare dai nobili che nel XIV secolo si erano affrancati dal gruppo del Sedile di Porta. Sui piccoli pilastri presenti lungo la balaustra vi è lo stemma che rappresenta una lupa passante. La linea architettonica è di origine rinascimentale: le due facciate sono in piperno con due arcate. Molto interessanti sono gli affreschi come quello dello stemma di Sorrento retto da un gruppo di angeli. Nella cupola, realizzata con le “riggiole” maiolicate a squame di pesce gialle e verdi, vi sono le insegne araldiche delle famiglie nobiliari che facevano parte del Sedile.
Sedile di Porta: Oggi sede del Circolo Sorrentino, il Sedile di Porta è ubicato all’angolo che via Tasso forma con via Cesareo, e deve il suo nome al fatto che fu costruito presso la porta maggiore di Sorrento, nei pressi del Largo Castello. Con l’abolizione dei Sedili la struttura fu trasformata in carcere e successivamente in corpo di guardia per la milizia urbana. L’orologio che si vede dalla facciata principale risale al 1882 e fu costruito dopo circa quarant’anni dal primo che si trovava sotto la torre campanaria del Castello, là dove ore si trova Piazza Tasso. Gli orologi erano molto utili per la popolazione perché segnavano la sveglia, le ore per gli incontri, per gli affari e per le partenze verso altre città di mare, per cui l’amministrazione doveva sempre garantirne il funzionamento.
Vallone dei Mulini: Tra i cinque valloni che caratterizzano la Penisola Sorrentina, e che nell’antichità servivano per dividere un paese dall’altro, l’unico meglio conservato, e sfuggito alle modifiche apportate nelle varie epoche, è il Vallone dei Mulini che trae il nome dalla presenza di un mulino utilizzato fino agli inizi del ‘900 per macinare il grano. Le acque che scendevano dalle colline e quelle sorgive alimentavano una segheria annessa al mulino, utile per la lavorazione di vari tipi di legno, utilizzati per l’arte dell’intarsio. Altra caratteristica del Vallone era la presenza di un lavatoio pubblico dove le donne andavano a lavare i panni. Dopo il 1866 il Vallone fu abbandonato e le uniche testimonianze della sua attività sono le stampe e le immagini lasciateci da artisti e visitatori di quei tempi.
Via delle Grazie: Al civico 16 di questa strada vi è un palazzo durazzesco della prima metà del ‘400, il Palazzo Ferola. Il portale si presenta adornato di un decoro a rilievo lungo la ghiera e di uno stemma sulla sommità. Nella stessa strada anche una bifora medievale che presenta un motivo decorato a doppia fila di dentelli nell’arcata interna.
Via Pietà: Corrisponde al decumano superiore dell’antica pianta urbana che adottava lo schema degli antichi accampamenti militari. La strada, che congiunge Piazza Tasso sino all’ingresso principale della Cattedrale, e si interrompe presso il campanile di quest’ultima, conserva pregevoli esempi dell’architettura medievale. Tra questi: Palazzo Veniero, Palazzo Correale e la Loggia di Vico Galantario.
Via San Cesareo: La strada, con caratteristica forma ippodomea, è raggiungibile da diversi punti della città, ed in passato era utilizzata per difendersi dalle incursioni dei nemici. É possibile compiervi una piacevole passeggiata, per l’acquisto di souvenirs, con ampia scelta tra pastori dipinti a mano, carillon dell’intarsio sorrentino, abitini ricamati a mano etc. Lungo gli assi si trovano diversi edifici sei-settecenteschi che hanno subito l’influsso del barocco napoletano. Vi si scorgono antichi portali, caratterizzati da disegni semplici con archi a tutto sesto e grosse bugne.
Porta di Marina Grande: All’estremità di una stradina pendente che in passato era aperta ai piedi di una torre, è la più antica porta conservata dopo le demolizioni del 1800. Della torre oggi è visibile la porta e qualche brandello del cordone. Nel XV secolo era l’unico accesso alla città dalla zona costiera e, sebbene abbia subito varie modificazioni, rimane la più antica come si può constatare dal perfetto apparato isodomico e dalla compattezza dei due blocchi, i due muri che fiancheggiavano la via e che dall’esterno portavano alla porta.
Porta di Parsano Nuova: É stata eretta nel 1745, anche se i due bastioni accanto alla porta e le cannoniere dimostrano che nel XVI secolo era possibile accedere alla città grazie alla porta di via Sersale. Con gli scavi del 1900 è venuto alla luce che sotto l’attuale porta settecentesca vi erano dei ruderi di una porta risalente all’epoca dei Greci. Nel 1925 sono stati costruiti dei parapetti e delle mura per salvaguardare quei ruderi.
Porta di Marina Piccola: La strada della spiaggia, approdo e cantiere della città, era sbarrata da una porta che costituiva l’unico approdo ad essa. Si trovava accanto alla chiesa di Sant’Antonino, ed era sormontata da un torrione. A destra vi era un giardino dei padri Teatini mente sul lato nord vi era uno spiazzo dal quale ammirare la Marina Piccola. Spiazzo acquistato dal comune nel 1835 per dare la possibilità ai visitatori di ammirare la marina.


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