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L’arte di Pablo Picasso in mostra a Sorrento

autore: Bellevue | data: 31 maggio 2014
Picasso art in Sorrento

Dopo il grande successo della mostra su Salvador Dalì (oltre 40 mila visitatori), quest’anno a Sorrento si potrà ammirare l’arte del grande maestro Pablo Picasso. Infatti si terrà in Villa Fiorentino dal 30 maggio al 12 ottobre 2014, la mostra “Picasso. Eclettismo di un Genio”.

La rassegna dedicata all’artista spagnolo sarà incentrata su oltre 240 incisioni grafiche, ma anche 25 ceramiche, oli ed opere uniche, per ricreare un breve viaggio tra le tecniche e gli stili utilizzati dall’artista durante la sua vita: dal disegno alla pittura, dall’acquaforte alla puntasecca, dalla terracotta alla ceramica, così da poter comprendere l’evoluzione stilistica di Picasso, dagli anni giovanili, fino alla maturità.

Villa Fiorentino - Picasso Exhibition

Villa Fiorentino, la location della mostra di Picasso

Grazie alla grande arte del Novecento italiano ed europeo, Sorrento dimostra che oltre al paesaggio, alla buona cucina ed al mare, la città offre tanto anche per gli appassionati d’arte.

In occasione di questo grande evento è stato creato l’hashtag #PicassoSorrento che permetterà di aggiungere le foto dei visitatori sui social network.

Location: “Villa Fiorentino” Corso Italia, 53 – Sorrento

Durata: 30 maggio al 12 ottobre 2014

Orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21, sabato domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. Prezzi d’ ingresso: € 5

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Il “Rigoletto Itinerante” fa tappa al Relais & Châteaux Bellevue Syrene a Sorrento

autore: Bellevue | data: 15 ottobre 2013

Riparte il Rigoletto Itinerante: il 21 Ottobre 2013 all’Hotel Bellevue Syrene a Sorrento cena a quattro mani 

Le violente scosse che hanno ferito l’Emilia nel maggio 2012 e hanno fortemente danneggiato Villa Manfredini – la dimora settecentesca che da 14 anni ospitava il Rigoletto – hanno costretto Fulvia e Gianni D’Amato a chiudere il loro ristorante, ma non hanno fermato la voglia di ripartire.

È nata così l’iniziativa Il Rigoletto Itinerante: ospitato dalle dimore dell’Associazione, secondo lo spirito di famiglia, Giovanni D’Amato – Grand Chef Relais & Châteaux insignito di due stelle Michelin – è protagonista di serate gourmand di altissimo livello con l’obiettivo di raccogliere fondi per Il Rigoletto.

Menu improntati ad una cucina semplice e ricca di sapori, che ricorda i piatti de “Il Rigoletto” ma li adatta alle esigenze della regione in cui si trova, per interpretare al meglio lo spirito della dimora e del territorio.

 

Una commistione di sapori e di tradizioni, un progetto che profuma di speranza e di voglia di ricominciare. Quella di lunedì 21 ottobre, al Relais & Châteaux Bellevue Syrene, sarà una cena che avrà per tema la Campania e l’Emilia grazie alla partecipazione dello chef di casa, Salvatore Buonocore.

 

Per info e prenotazioni tel. 081 8781024 o info@bellevue.it

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Shopping a Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

In una incantevole cittadina come Sorrento come non dedicarsi ad una delle attività ricreazionali più divertente e appagante. Lo shopping, specie in vacanza, è una delle terapie più efficaci per ritrovare il benessere psicofisico e regalarsi un pò di tempo da trascorrere in completo relax.

Fare shopping a Sorrento non significa solo comperare ma seguire un itinerario preciso, significa addentrarsi in un colorato e variegato universo di negozi, dislocati per le vie centrali della città. Dall’abbigliamento all’arredo, dall’ artigianato locale alle calzature: Sorrento offre ai suoi visitatori una ampia scelta di prodotti.

Il centro dello shopping sorrentino è sicuramente Via San Cesareo, una delle vie più ricca di negozi dove acquistare prodotti tipici o dell’artigianato locale. E’ in questa via infatti che si trovano le botteghe più famose dei maestri dell’intarsio sorrentino, dell’arte presepiale del 700 o ancora dei ceramisti e degli artigiani delle cere e delle calzature. Ma vi troverete anche gioielli, cammei, coralli e golosità tipiche come il limoncello o il nocino, i dolci, i prodotti caseari e molto altro.

Lungo il Corso Italia, parellelo a Via San Cesareo, sono situati i negozi dedicati alla moda: abbigliamento, accessori, calzature, pelletteria e cosmetici per ogni esigenza e per ogni tasca, dalle grandi firme al low cost.
Da non dimenticare inoltre la presenza di numerosi negozi anche in altri punti nevralgici della città come Piazza Lauro, Via Tasso, Via San Nicola o ancora Via degli Aranci.

Nonostante Sorrento sià già piena di attrattive, storiche, paesaggistiche e artistiche, non potete assolutamente esimervi dal dedicare del tempo allo shopping sorrentino: potrete curiosare e ammirare e, perchè no, fare il vostro acquisto perfetto.

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Il Gozzo sorrentino

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

La conoscenza di un luogo passa anche per la scoperta della sua cultura, delle sue tradizioni. La costruzione delle barche in legno, in particolare di quelle imbarcazioni note in tutto il mondo col nome di gozzo sorrentino, è una delle più antiche consuetudini dell’artigianato sorrentino.

Sorrento ha una tradizione cantieristica e nautica che risale al X secolo. La realizzazione dei gozzi nell’ antico cantiere della Marina Grande di Sorrento risale, secondo le fonti storiche, al XVII secolo. Il nome dei cantieri Aprea mare, il loro noto gozzo Aprea, a vela o cabinato, in legno o in vetroresina, è uno dei nomi più importanti nel panorama dell’ artigianato nautico. Gli abili maestri d’ascia mantengono, ancor oggi, fiorente la tradizione del gozzo sorrentino, costruito secondo antiche tecniche artigianali. L’appellativo di “Gozzo” deriva dalla conformazione gonfia e arrotondata della sezione maestra delle imbarcazioni. Secondo l’immaginario collettivo la nascita del gozzo sorrentino deriva dal riadattamento di una barca saracena abbandonata.

Il gozzo sorrentino ha una gestazione di circa cinquanta anni prima di essere costruito. I legni scelti per la fabbricazione, di olmo, quercia o pino marittimo, provengono da alberi a fusto grande con una vita non inferiore ai cinquanta anni. Barche di legno, dal grande fascino estetico, oggi riproposte anche in vetroresina, la cui costruzione è affidata a regole e dettami tramandati oralmente di generazione in generazione. Imbarcazioni misurate in palmi napoletani (un palmo misura 26,4 cm) e realizzate dalle abili mani deglia artigiani sorrentini che non hanno bisogno di un canonico progetto, bensì di garbi e sagome.

Questa piccola imbarcazione a remi e a vela latina, con poppa e prua di forma aguzza, è tipica di tutti i paesi del Mediterraneo ed è destinata alla pesca.Una tipologia di barca da lavoro dotata di una grazia che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Legato alla tradzione religiosa, il gozzo di norma ospita a prua un crocifisso e una immagine del santo di cui porta il nome. I gozzi sorrentini sono dedicati al patrono della città, Sant’Antonino, protettore di marinai e agricoltori. La struttura del gozzo sorrentino rimane pressochè invariata fino agli anni trenta del ventesimo secolo quando vengono montati i primi motori. La propulsione a motore segna la fortunata sorte del gozzo come imparcazione diportistica prescelta dagli amanti del mare.

Due sono i gozzi tipici della penisola sorrentina, ancor’oggi presenti nelle acque del Golfo di Napoli, la “varchetta” e il gozzo a “menaide“, caratterizzati da uno scafo con prua e poppa a punta. Le due tipologie di barche differiscono tra loro per lunghezza, funzione d’uso e conformazione estetica. Il gozzo a menaide, lungo 27, 30 e 32 palmi, solitamente impiegato per la pesca del pesce azzurro, prende il suo nome proprio da un tipo di reti adoperate per la pesca.

La varchetta, lunga circa 14 palmi e più larga del gozzo a menaide, veniva utilizzata per la pesca di polipi, calamari e seppie lungo le scogliere.

Retaggio culturale di un luogo che dal mare ha tratto risorse e ricchezza, il gozzo sorrentino è ormai caratteristica iconografica di Sorrento, incantevole e magnetica attrattiva del Golfo di Napoli.

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La Tarsia Sorrentina

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Sorrento e la Penisola Sorrentina hanno dato alla Tarsia il suo massimo splendore nella seconda metà dell‘Ottocento. L’arte della Tarsia ha però origini antichissime e la sua nascita è localizzata con molta probabilità in Asia Minore. Risalgono infatti al 350 a.C. i primi oggetti intarsiati ritrovati in Turchia.

Nel XV secolo l’ arte della viene esportata in Italia dove a Firenze prima, e a Sorrento in seguito, si evolve nella tecnica e nei materiali utilizzati.
A Sorrento la Tarsia, grazie all’eccellenza dei manufatti e alla peculiare caratterizzazione artistica, assume un ruolo rilevante che porterà la tecnica artistica Sorrentina ad essere riconosciuta in tutto il mondo. In particolare la diffusione e lo sviluppo dell’arte dell’intarsio ligneo a Sorrento è legata alla presenza di religiosi, in particolare monaci benedettini, che nel monastero di Sant’Agrippino eseguivano opere d’intarsio adoperando legno di noce, limone, arancio e ulivo. Inoltre testimonianza della fiorente arte nel territorio sorrentino è data dalla presenza di numerose opere di intarsio nelle chiese della cittadina.

I temi rappresentati variano dai paesaggi, alle nature morte, ai prodotti locali, a vicende legate alla storia locale e alle tradizioni popolari.
La tecnica della Tarsia consiste nella realizzazione di disegni su superfici di legno attraverso l’assemblamento di piccoli pezzetti di legno, precendentemente tagliati e sagomati. Le tessere di legno hanno varie tonalità di colore e sono di spessore inferiore ad un millimetro che a seguito del taglio vengono ombreggiati grazie all’immersione nella sabbia calda. L’ultima fase, nella realizzazione di un manufatto intarsiato, prevede la realizzazione del disegno attraverso il montaggio delle tessere di legno che vengono incollate su superfici di legno con colla di pesce, poi carteggiate e verniciate.

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Il mito delle Sirene

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Antico villaggio greco, Sorrento deve il suo nome alla mitologia: Syrenusion o Syreon infatti significa “Terra delle Sirene“. E’ Omero, nell’Odissea, a narrare dell’ammaliante, ma mortale, canto delle sirene a cui Ulisse riuscì a sottrarsi proprio mentre attraversava il Golfo di Sorrento.
Il mito delle sirene è quindi tradizione antica nella mitologia locale sorrentina: queste incantevoli creature, capaci di ammaliare con il loro canto chiunque si trovasse a breve distanza, pare avessero scelto come dimora il suggestivo litorale sorrentino.

Queste figure leggendarie compaiono negli scritti di Eraclito di Efeso, Eratostene di Cirene, Igino, Apollodoro, Lattanzio Placido, Strabone, Virgilio e Marco Tullio Cicerone che considerò le sirene simbolo di eloquenza e sapienza.
Il mito delle sirene si è evoluto nel corso dei secoli: le variazioni della leggenda hanno coivolto sia il numero che il luogo esatto di dimora di queste affascinanti figure.
Secondo il mito le sirene avrebbero dimorato nei pressi degli isolotti dei Galli, nel tratto di costa che va da Sorrento a Positano, ma numerose sono le supposizioni circa altri luoghi della Costiera Sorrentina.
Personificazione dei pericoli del mare, le sirene vengono descritte in alcune testimonianze come esseri dal corpo di uccelli rapaci e volto femminile, in altre come spendide creature femminili fino al busto e con una sinuosa coda di pesce.

Tra le più famose sirene della letteratura mitologica vi sono Partenope, Leucosia e Ligia.

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La Tarantella Sorrentina

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

La Tarantella è una danza che per molti deriva dalle celebrazioni in onore del dio Dioniso, per altri deriva dal Tarantismo, danza di “possessione” per autoindurre stati di trance. In Spagna la Tarantella, una sorta di ibrido tra fandango e follia, veniva accompagnata dalla vihuela, antico strumento a pizzico risalente al Rinascimento.
Le danze suddette sono danze di apotropaiche di cui ci si avvaleva per allontanare influenze negative: a caratterizzarle la ripetizione ossessiva e quasi ipnotica di movimenti e motivi musicali per creare una sorta di alleanza con lo spirito possessore permettendo così l’eliminazione dei sintomi della “malattia”.
A seconda del luogo geografico la tarantella ha assunto forme locali per cui oltre ad una danza comune per tutti ritroviamo diverse versioni sviluppatesi in dati contesti.
Tra le tarantelle più famose vi sono quella campana e quella pugliese; di particolare rilevanza artistica è la “Tarantella Sorrentina“, nota in ambito internazionale per le musiche, i costumi e l’armonicità della danza. A distinguerla dalle altre tarantelle un tempo di gavotta, mentre nelle altre si trova in genere un passo di polka, che spezza il ritmo rapido e “ossessivo” dell’intero spettacolo. Altro carattere distintivo della tarantella sorrentina è che si tratta principalmente di una danza d’amore che immerge gli spettatori in una atmosfera magica e idilliaca. A dare questa connotazione “dolce” alla danza sorrentina è il fatto che lo spettacolo fosse stato adattato nel tempo ad un pubblico fatto prevalentemente di famiglie nobili: il tradizionale ballo popolare venne quindi corretto con l’eliminazione di ogni riferimento violento e/o sessuale acquistando nel tempo una specifica differenziazione in termini di eleganza, grazia e semplicità.
Nell’esecuzione della Tarantella Sorrentina sono previsti momenti dedicati alla riproposizione musicale delle più belle melodie sorrentine e napoletane. I canti sono accompagnati da cori formati dagli stessi ballerini che, in molti casi, si adoperano anche nel suonare i tipici strumenti del folklore napoletano come nacchere, tamburelli, etc.
Degni di nota anche i costumi adoperati nella Tarantella Sorrentina che, pur modificati nell’aggiunta e/o sostiruzione di alcuni particolari, si mantengono fedeli agli originali risalenti al XVIII secolo.

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Il presepe napoletano

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Emblema della tradizione natalizia partenopea, il presepe napoletano è uno dei simboli religiosi entrati a tutti gli effetti anche nell’immaginario collettivo profano.

Una magica sintesi tra sacro e profano che popola ritualmente le case campane e non, sintesi tra storia e vita quotidiana, il presepe napoletano è una delle produzioni artigianali apprezzate e stimate in tutto il mondo.

Il termine deriva dal latino e le prime testimonianze documentate di presepe napoletano risalgono al 1205. Le prime rappresentazioni del presepe, un pò in tutta Italia, riproponevano la scena della natività: la mangiatoia, il bue e l’asinello e San Giuseppe e la Madonna accanto al Bambinello. E’ nel Seicento che il presepe napoletano accorpa nella sua trasposizione simbolica scene di vita quotidiana, curate nei minimi dettagli per riproporle nel modo più fedele possibile.

Ma il secolo per eccellenza del presepe napoletano è il Settecento: a tale epoca risale la produzione artigianale migliore di pupi e scene della natività. Durante il XVIII secolo infatti nacque quella che poi diventò una vera e propria scuola riconosciuta universalmente, la scuola d’arte presepiale napoletana.
I personaggi che popolano i presepi napoletani non sono mai stereotipati: nuova e costante la ricerca, ispirata sempre alla vita quotidiana, di soggetti e ambientazioni inedite.

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Il presepe della cattedrale di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Il presepe napoletano della Cattedrale di Sorrento, opera permanente ma ammirabile solo durante il periodo natalizio, si trova nell’area adiacente alla sagrestia, ed è famoso per le numerose riproduzioni di pastori (ispirate ai pastori napoletani del 700) che lo popolano.

Progettato nel rispetto dei canoni dell’arte presepiale napoletana, il presepe della Cattedrale di Sorrento è composto da icantevoli scene che rappresentano la Natività, l’Annunzio ai Pastori e la tradizionale Locanda.

Legno, sughero, cartapesta e plastica, giochi di luce ripropongono fedelmente scene religiose e momenti di vita quotidiana tanto da essere considerate ricostruzioni museali della civiltà agreste e pastorale.

Il presepe fu privato dei suoi pezzi più preziosi donati dal poeta e letterato Saltovar in seguito ad un furto successivo al terremoto del 1980. Lo scoglio è però stato riassemblato: l’ opera, materialmente realizzata da Antonino e Giuseppe Parlato, è frutto della passione e dell’impegno di tanti tra i quali spiccano il parroco don Luigi Di Prisco e i suoi predecessori.

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La festa patronale di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Affollata e animata d’estate, Sorrento è una cittadina ricca di eventi e manifestazioni anche durante la stagione invernale.

Il 14 febbraio, di ogni anno, in concomitanta con la festa di San Valentino, Sorrento celebra la festa di Sant’ Antonino, Santo patrono della città. Dopia festa quindi per quanti decidono di trascorrere questo periodo nella Terra delle Sirene che vive con grande intensità i festeggiamenti in onore del Santo Patrono.

La leggenda racconta che Sant’Antonino Abate sia stato un monaco che, dopo l’apparizione dell’Arcangelo Michele e su ordine di questi, edificò una chiesa a Sorrento, oggi nota come Basilica di Sant’Antonino, tra le bellezze artistiche e architettoniche della città più importanti. Caro alla popolazione anche per i numerosi miracoli compiuti, ogni anno il patrono viene ricordato con una serie di piacevoli eventi.

Appuntamento religioso ma anche folcloristico e culturale, il 14 febbraio è quindi uno dei momenti più belli per vivere la magica atmosfera in cui è immersa Sorrento: riti religiosi si alternano a numerosi eventi profani rendendo fitta di avvenimenti la festa.
Sant’Antonino viene celebrato con una suggestiva processione devozionale che si svolge il 14 febbraio di mattina: a girare per la città è l’incantevole statua d’argento raffigurante il patrono che, accompagnata dai cittadini ma anche dalle autorità religiose, civili e militari, sfila per le strade sotto gli occhi affascinati dei presenti.

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