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La Pastiera Napoletana

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:


Ingredienti:

Pasta frolla Gr. 500g

Crema Pasticciera Gr. 300

Ricotta Gr. 500

Zucchero Gr. 500

Grano cotto Gr. 500

Burro Gr. 50

Uova Nr. 5

Latte Gr. 200

Frutta Candita Gr. 50

Fiori d’arancio ½ fialetta

Cannella ½ Bustina

Procedimento:

Portare a bollore burro, latte, grano e 250 Gr. di zucchero e far raffreddare.

In un contenitore a parte, mettere la ricotta, le uova ed la rimanenza dello zucchero, gli aromi, la frutta candita la crema ed il composto di grano.

Dopo aver impastare il tutto, riempire gli stampi con il composto, con un pò della pasta rimasta, fare delle strisce di ca. 1 cm larghe e della lunghezza del diametro dello stampo, dopodiché adagiarle sullo stampo.

Cuocere a 180° per ca. 45 Minuti, raffreddare e servire con una spruzzata di zucchero a velo.

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Il limone di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Giallo come il caldo sole estivo. Originario dell’India e dell’Indocina, il limone è simbolo e rappresentazione dei paesi del Mediterraneo.
Conosciuto per le sue proprietà terapeutiche e considerato sacro nei paesi islamici, il frutto dal colore del sole si diffonde in Occidente intorno all’anno 1000 grazie all’importazione araba in Sicilia.
Ovale tipico della vegetazione mediterranea, deve il suo nome al persiano “Limu”. La prima coltivazione europea fu impiantata a Genova a metà del XV secolo, risale a tale data anche la comparsa nelle Azzorre.
In America il giallo frutto giunge alla fine del XV secolo, dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, grazie all’introduzione per mano spagnola.

Lo sviluppo delle coltivazioni del limone nelle regioni del Sud Italia, dalla Sicilia alla Campania, avviene in seguito alla scoperta delle numerose proprietà benefiche del frutto. Esso si rivela infatti medicamento portentoso dello scorbuto, patologia causata da carenza di vitamina C di cui invece il limone è ricco.
In territorio italiano la coltura del limone vanta una lunga tradizione e un livello qualitativo impareggiabile. Bisognoso di modeste cure e adatto anche a terreni poveri, l’albero del limone teme il freddo ma non ha bidogno di temperature particolarmente elevate per dare i suoi frutti. Grazie a queste sue caratteristiche si è ben adeguato al clima mite e temperato che contraddistingue le zone costiere del Sud Italia che ben presto, sin da tempi antichi, ha iniziato una prospera produzione dell’agrume. Per secoli, in particolar modo dal 1400 al 1800, gli italiani hanno esportato ingenti quantità di limoni a livello mondiale, specie nei paesi del Nord Europa e in America.

Tra le tante varietà presenti sul territorio nazionale, il limone di Sorrento IGP. Parte integrante del paesaggio della penisola sorrentina, odoroso profumo delle atmosfere della costiera, “il femminiello comune ovale di Sorrento” dalla buccia medio spessa, ricca di olii essenziali, è uno degli elementi costitutivi dell’identità culturale degli abitanti della penisola sorrentina. I limoneti sorrentini e quelli della costiera amalfitana, che nel corso dei secoli sono andati aumentando nel numero e in ampiezza, rappresentano una delle risorse principali per gli abitanti della zona, che hanno sottratto alla natura impervia delle coste suoli scoscesi e impenetrabili per adattarli alla coltivazione di piante di limone. Protetto dal logo del Consorzio di Tutela, il limone di Sorrento IGP è uno dei prodotti più pregiati della terra campana, tanto che la produzione molto spesso viene venduta ancor prima del raccolto. Rappresenta, per l’agricoltura sorrentina e amalfitana, una delle risorse più fruttuose e performanti dal punto di vista economico.

Oltre a numerose proprietà terapeutiche, che lo vedono rimedio efficace per depurare l’organismo, aumentare le difese immunitarie, proteggere le pareti vascolari, essere un ottimo ipotensivo e un antierumatico naturale, il giallo frutto vanta un largo impiego in svariati ambiti. Ingrediente fondamentale della cucina mediterranea, viene adoperato per la preparazione di deliziosi primi e secondi piatti, ma anche di gustose bevande alcoliche e non e di deliziosi dolci.

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Le noci di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Risale all’antichità la presenza dell’albero di noce in Campania: i ritrovamenti di Pompei ed Ercolano testimoniano la conoscenza della pianta dian dal I secolo d.C.

Rinomata e fiorente, grazie al particolare clima e a fattori geologici, la produzione delle noci in Campania: tra le più pregiate varietà ritroviamo la noce cultivar Sorrento, tipica della Penisola sorrentina.

Le noci di Sorrento sono di due tipi: allungato e leggermente appuntito uno, rotondeggiante e di piccole dimensioni l’altro. I due tipi differiscono però solo nella forma mentre risultano simili le caratteristiche organolettiche. Il gheriglio è il prelibato frutto che nel caso delle noci di Sorrento si presenta con un colore bianco crema di norma poco oleoso e facilmente estraibile integro.
Le coltivazioni dell’albero di noce in Campania, negli ultimi tempi, si sono spostate anche nell’Agro Nolano-Palmese-Sarnese, nella zona Flegrea e in quella Vesuviana.

Il periodo di raccolta del frutto è quello estivo, da giugno a settembre. Le noci ancora acerbe vengono raccolte e adoperate per la preparazione del famoso Nocino, liquore digestivo tipico della Penisola Sorrentina.

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Arancia di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

La Penisola Sorrentina, e Sorrento in particolare, è nota per la produzione di agrumi IGP. La coltura dell’arancio e del limone hanno tradizioni antiche e rappresentano da secoli una delle principali risorse economiche del territorio. I rinomati agrumi della Penisola sorrentina infatti vengono esportati nei principali mercati italiani ed europei.
L’arancia sorrentina, proprio come il più famoso limone, viene coltivata secondo la tradizione: per riparare le piante dal vento e dal freddo vengono costruite impalcature di legno, solitamente di castagno, alte anche 7 metri e coperte da pergolati di paglia.
La crescita dei frutti sotto i pergolati conferisce una peculiarità unica al prodotto che, proprio per la particolare maturazione, può essere venduto in tempi diversi e più ampi rispetto alle altre produzioni di agrumi italiane.
La produzione della Penisola Sorrentina vede due principali ecotipi di alberi: il Biondo Sorrentino e il Biondo Equense.
Entrambe le tipologie di piante hanno uno sviluppo vigoroso e raggiungono anche i 7 metri di altezza, i frutti che esse producono invece hanno un intenso colore giallo-arancio con una buccia di medio spessore. Le arance di Sorrento presentano numerosi spicchi ma ricchi di semi che regalano una generosa quantità di succo dal sapore zuccherino.
La raccolta delle arance sorrentine si colloca nell’ampio periodo che va da Maggio ad Agosto.
Proprio come per i limoni, anche le arance sono la base per un ottimo liquore noto anch’esso come prodotto tipico locale.

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Le Palme di confetti

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Tra gli appuntamenti più sentiti dalla popolazione sorrentina, la Settimana Santa a Sorrento e in Penisola è ricca di antichi riti e di millenarie usanze che ancor’oggi vengono riproste e valorizzate.

La Domenica delle Palme a Sorrento, oltre ai tradizionali ramoscelli d’ulivo, è consuetudine far benedire anche caratteristiche palme, realizzate a mano con confetti colorati, legate ad una suggestiva leggenda. Si narra infatti che durante un attacco alla costa sorrentina da parte dei saraceni, gli abitanti di Sorrento di rifugiarono presso la Cattedrale.

A lungo pregarono affinchè la città venisse salvata dall’attacco dei pirati e così avvenne: le navi naufragarono e i pirati perirono nelle acque in prossimità di Sorrento. Unica superstite fu una giovane schiava che raggiunse Sorrento a nuoto e, giunta anche’essa in Cattedrale, fu accolta e accudita. La giovane per ringraziare donò al popolo sorrentino l’unica cosa di cui era in possesso: dei confetti colorati. Secondo il mito questo avvenne durante la Domenica delle Palme e da allora, ogni anno a Sorrento, si realizzano palme di variopinti confetti da far benidere assieme all’ulivo.

La realizzazione delle Palme di confetti è divenuta nei secoli una vera e propria arte tipica della Penisola Sorrentina. La lavorazione artigianale è meticolosa e prevede la realizzazione di Fiori i cui petali variopinti sono costituiti con i confetti che vengono infilati in bastoncini di metallo ricoperti di carta velina e abbellitti con pizzi e passameneria d’ogni tipo.

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Il provolone del Monaco

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

La Penisola Sorrentina, oltre ad essere una terra dalle straordinarie bellezze storico architettoniche e naturali, è nota anche per l’ottima gastronomia e i deliziosi prodotti tipici.

Tra questi, uno dei più gustosi e apprezzati in tutto il mondo, è il Provolone del Monaco, eccellenza gastronomica prodotta tradizionalmente nella zona dei Monti Lattari di Vico Equense, area caratterizzata da un salubre clima, da pascoli e acqua in abbondanza.

Una volta prodotto, il formaggio veniva portato dai Monti Lattari a Napoli per essere venduto, in quanto troppo costo per gli abitanti delle zone rurali. Nel tragitto via mare, dalla spiaggia di Seiano al porto di Napoli, i pastori erano soliti indossare una lunga mantella per ripararsi dal freddo e dall’umidità, e questo loro abbigliamento li rendeva da lontano simili a dei “monaci”. Da ciò la denominazione del formaggio in Provolone del Monaco.

Tecnicamente il Provolone del Monaco è il risultato della lavorazione di latte crudo di ogni singola mungitura della vacca Agerolese, un latte a bassa resa ma dalle strordinarie proprietà organolettiche. La forma caratteristica del formaggio è a pera ma può anche essere modellato a cilindro. Dopo aver preso forma, seguono le fasi della salamoia, dell’asciugatura e della stagionatura, effettuata in cantine per un periodo che oscilla da 4 a 18 mesi.

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Il pomodoro sorrentino

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Oltre a limoni, noci e olive tra i deliziosi prodotti tipici Sorrento annovera anche i Pomodori Sorrentini. Grossi di forma irregolare e rotondeggiante, i Pomodori Sorrentini hanno un sapore delicatissimo e vanno consumati crudi per gustare appieno la dolcezza e la compattezza del frutto.

Di derivazione dal pomodoro “Cuore di Bue“, il Pomodoro Sorrentino deve il suo successo alla caprese, l’insalata che lo vede protagonista insieme alla mozzarella fiordilatte, al basilico e all’olio extravergine d’oliva.

Secondo tradizione la coltivazione del pomodoro sorrentino avviene sull’area collinare dei colli di Sorrento, nella fascia di territorio compresa tra Piano di Sorrento e Sant’Agnello.
Altre fonti invece fanno risalire la coltivazione del Pomodoro Sorrentino agli inizi del Novecento, quando il seme fu importato da alcuni armatori sorrentini.

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La ceramica di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Tipica della Costiera Amalfitana, l’antica lavorazione artigianale della ceramica riprende vita anche in Penisola Sorrentina.
Disegni d’ogni genere e vivaci colori rendono le ceramiche sorrentine oggetti pregiati da ammirare e, perchè no, da comprare.

Negli ultimi decenni si è infatti verificata una considerevole crescita dell’artigianato specializzato in produzione di ceramiche decorate.
La lavorazione artistica della ceramica è il frutto di una attività che risale al V secolo a.C. L’”epoca d’oro” della ceramica sorrentina, nel XIX secolo, coincide con l’affermarsi della vicina ceramica vietrese: i lavori d’ispirazione “naif” di questo periodo vengono realizzati con colori vivi e solari e motivi particolari ed unici.

I lavori possono essere ammirati, commissionati ed eventualmente acquistati nelle numerose botteghe del centro storico di Sorrento.
E’ possibile scegliere il proprio oggetto in ceramica tra le numerose fogge e i variegati colori di bottiglie, vasi, complementi d’arredo, utensili da cucina e tanto altro.

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Dolci tipici natalizi di Sorrento

autore: admin | data: 27 dicembre 2011 | Tag:

Famosa per la sua deliziosa Gastronomia, la Penisola Sorrentina e la Campania in generale si distinguono anche per le golosità tipiche natalizie, specie in ambito dolciario.

Se avete programmato una vacanza di Natale o Capodanno a Sorrento non potrete fare a meno di degustare le dolci bontà che la città del Tasso offre ai suoi visitatori.
Di antica tradizione gli Struffoli, deliziose palline di pasta fritte condite con miele e vivaci zuccherini colorati. O ancora le Zeppole, dall’impasto aromatizzato all’anice e condite anch’esse con miele e zucchero.

Famosi e dal gusto deciso anche i Rococò, a forma di ciambella, preparati con un impasto aromatizzato con noce moscata, cannella e pepe arricchito da mandorle nocciole e bucce di agrumi.
Colorati e dalle forme più svariate le Paste di Mandorle o Paste Reali, confezionati con zucchero, farina di mandorle e spezie.

Degni di nota anche i Mostaccioli, biscotti a forma di rombo ricoperti di cioccolato, e i Susamielli, a forma di S, delicati biscotti impastati con miele liquido.
Queste sono solo alcune delle ricette dolciarie sorrentine che potrete assaggiare durante il periodo natalizio, periodo in cui la città di Sorrento, vive un momento in cui luci, colori e profumi la immergono in una atmosfera esclusiva e magica.

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L’arte nella dimora storica più bella di Sorrento

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

Una villa romana che ospitò l’imperatore Augusto in esilio. Queste le antiche origini della villa che oggi ospita uno degli hotel più esclusivi di Sorrento. L’edificazione della villa fu commissionata nel 1750 dai conti Mastrobuono che scelsero questo incantevole angolo su Golfo di Sorrento per trascorrere i loro soggiorni estivi. La trasformazione in albergo avvenne nel 1820, 30 camere accoglienti per godere di soggiorni indimenticabili e rilassanti. Lo scelsero come dimora personaggi importanti come Luigi II di Baviera, Eugenia l’imperatrice di Francia a cui fu dedicato un sublime affresco ammirabile ancor oggi in una delle Suites, il ministro spagnolo Emilio Castelar, la scrittrice Mrs. Harriet Beecher Stowe e Ivan Turgenev. O ancora il poeta francese De Lamarthine, il re di Grecia Vittorio Emanuele III, i duchi coniugi D’Aosta, il poeta russo Jorge, Marguerite Yourcenar che ospite dell’albergo scrisse “Il colpo di Grazia“.
Tra il 1905 e il 1907 fu costruita la Villa Pompeiana, una copia quasi perfetta della casa dei Vetti di Pompei. A volerne la realizzazione fu William Waldorf Astor, nell’intento di ricreare una atmosfera per rivivere i fasti dell’Antica Roma.

Recentemente l’hotel è stato completamente ristrutturato dal noto architetto De Luca. Dal punto di vista numerico ha subito una inversione: le camere sono passate da 70 a 50. Ed è cambiata la filosofia sottesa all’ospitalità: l’albergo è diventato una accogliente dimora, un posto dove ritrovare il calore domestico immersi nella bellezza che trasuda da un posto così ricco di storia e di arte e che gode di un panorama mozzafiato. Il Bellevue è stato infatti concepito come una sorta di accogliente riproposizione della casa, non solo un posto per posarsi dalle stanche passeggiate ed escursioni sorrentine ma una dimora da vivere e da scoprire.
La villa ospita infatti spazi comuni, finemente arredati, dove , oltre a sorseggiare un drinks, ascoltare buona musica o leggere un buon libro, è possibile ammirare opere d’arte di artisti locali in esposizione. Gli ospiti possono contemplare dipinti, elementi di arredo d’epoca, sculture e ceramiche entrando così in contatto in non solo con le bellezze naturali e paesaggistiche, i monumenti, le chiese ma anche con l’arte, espressione della cultura di un luogo, connotazione simbolica della società che abita un determinato terrirorio.
Un ospite che quindi oltre a visitare un luogo, potrà conoscere e scoprirne l’anima.
L’hotel Bellevue Syrene, forte di questa filosofia, offre non solo accoglienza ma si propone come fonte di conoscenza della cultura sorrentina e campana in generale. Una casa museo, dove poter contemplare gratuitamente e indisturbatamente opere come le surrealistiche pitture del Napoletano Gennaro Sardella, le sculture del designer Roberto Dalisi o le talentuose realizzazioni dell’artista avellinese Paolo Sandulli.

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