Blog

Viaggio nei colori di Gennaro Sardella

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

L’artista in esposizione permanente presso l’hotel Bellevue Syrene di Sorrento
Una delle frasi che ama ripetere Gennaro Sardella è che “Siamo fatti di tanti colori“. Di tutti quei colori che egli utilizza magistralmente nelle sue opere.
Artista, maestro e gran conoscitore dell’animo umano, dell’uomo contemporaneo, immerso anzi soffocato nelle contraddizioni e nei condizionamenti della vita di tutti i giorni. Un pittore visionario e surrealista, che dipinge figure dai lunghi colli, lingue acuminate in un mondo apparentemente confuso, fiabesco, fantasioso. Un pittore libero, come egli ama definirsi, che ha scelto di affidare alla sua arte un messaggio importante, una filosofia di vita, una denuncia costante ad un mondo convenzionale, standard, stereotipato.
Opere da interpretare, in grado di parlare, di comunicare sofferenza, perplessità, preoccupazione per le attuali condizioni di vita dell’individuo ma che non dimenticano mai quel particolare messaggio di speranza, di augurio, di gaiezza spesso affidato al colore o a immagini grottesche e comiche.

Gennaro Sardella, napoletano di origine, inizia giovanissimo a raffigurare quel mondo fantastico, fiabesco e surreale che connoterà l’atmosfera di quasi tutta la sua produzione pittorica. Ha girato, sin dall’adolescenza, le principali città italiane: un peregrinare dettato da una inappagabile sete di conoscenza e una curiosità incessante per il mondo. Nel periodo napoletano, precisamente fino al 1975, egli riprende il suo legame artistico con il pittore Roberto Carignani, affina le tecniche di pittura e incontra importanti artisti, come Giorgio De Chirico e Pietro Annigoni. Il suo vissuto personale, la sua napoletanità carica di immagini dalla forte valenza simbolica, la particolarità e unicità delle sue tele hanno delineato un persorso, non sempre in discesa, che ha portato l’artista ad essere riconosciuto come riferimento importante del panonorama artistico napoletano e nazionale. Oltre ottanta mostre in Italia, consensi di pubblico italiano ed estero per uno degli artisti più interessanti non solo del panorama aristico campano, ma nazionale e internazionale.

Continua...

La Basilica di Sant’Antonino

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

Tra le più suggestive Chiese di Sorrento, la Basilica di Sant’Antonino sorge su un antico oratorio che custodiva le spoglia del Santo che, secondo la leggenda, si era rifugiato a Sorrento durante l’invasione longobarda e vi era rimasto fino alla morte.

Eretta nell IX secolo, la Basilica di Sant’Antonino presenta una pianta a croce latina a tre navate e numerosi elementi di spoglio, come le 12 diverse colonne provenienti dalle numerose dimore di architettura greco romana presenti sul territorio.
Al suo interno la Chiesa custodisce importanti dipinti, tra questi alcune opere di Giovan Battista Lama e due tele di Giacomo del Po raffiguranti l’assedio di Sorrento del 1648 e la peste del 1656.
L’altare maggiore in marmi convessi, anch’esso elemento di spoglio, proviene dall’ex monastero della Santissima Trinità.
La Sagrestia della Basilica ospita importanti opere: una statua d’argento di Sant’Antonino del 1564, i resti di un suggestivo e antichissimo pavimento maiolicato e uno dei più bei presepi napoletani del ‘700 presenti in Penisola Sorrentina. Il presepe, in esposizione permanente, è stato denominato il “Piccolo San Martino“, per analogia al più famoso presepe di Napoli, e rappresenta una testimonianza unica dell’arte presepiale settecentesca.

Interessanti anche i numerosi ex voto presenti nella Chiesa, per la maggior parte donati da marinai scampai a naufragi. A Sant’Antonino, patrono della città di Sorrento, è anche attribuito un celebre miracolo che racconta di come il Santo abbia tratto in salvo, presso la Marina Grande, un fanciullo che era stato inghiottito da un cetaceo. A ricordo di questo prodigio i sorrentini posero nell’atrio che precede la Chiesa due costole di cetaceo.

La Cripta della chiesa, ubicata sotto l’altare maggiore, custodisce le reliquie di Sant’Antonino, un antico crocefisso ligneo e un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna delle Grazie.

Continua...

Sorrento: Chiese, Museo Correale e Ville

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

Duomo di Sorrento: Costruito intorno al XI secolo, il Duomo ospita, al suo interno, preziosi affreschi di pittori napoletani. La facciata principale ha tre aperture e la centrale, sulla quale è rappresentata la Madonna Assunta, è delimitata da due colonne di origini pagane. Emblematico, nell’ingresso principale, è il tamburo affrescato con scene religiose locali, sul quale vi è l’organo donato nel 1897 dall’Arcivescovo Giustiniani. Al posto dell’altare settecentesco, smembrato e spostato dall’abside al transetto, è stato sistemato il coro in legno del Caucaso intagliato e con formelle raffiguranti i quattro Santi di Sorrento, gli Apostoli e Sant’Antonino. All’interno della sagrestia, eretta nel 1608, si conservano gli affreschi degli arcivescovi succedutisi negli ultimi duecento anni.

Basilica di Sant’Antonino: La chiesa sorge sull’oratorio eretto presso il sepolcro del Santo Patrono, risalente al X secolo. L’interno, a tre navate, è diviso da dodici colonne di marmi diversi provenienti da edifici di epoca greca. Al centro del soffitto vi è una tela del 1734, di Giovan Battista Lama, che ritrae Sant’Antonino mentre libera dal demonio la figlia di Sicario, duca di Benevento. L’altare maggiore proviene dal ex Monastero della Santissima Trinità. Attraverso una scala a doppia rampa si accede alla cripta con volte sostenute da colonne di spoglio. Nell’altare sono contenute le spoglie di Sant’Antonino, il cui culto è dimostrato dai numerosi ex-voto in argento. Nella cripta è conservato un antico Crocifisso Ligneo che veniva portato in processione in caso di calamità, mentre, in sagrestia vi è la statua d’argento di Sant’Antonino del 1564.

Chiesa dell’Addolorata: La chiesa è stata terminata nel 1739, presenta due singolari altari in tufo. Sull’altare maggiore vi è una statua lignea settecentesca riproducente la Madonna Addolorata. In tufo è anche la facciata che conserva eleganti linee di architettura barocca settecentesca.

Chiesa di San Francesco: La chiesa fu voluta nel XIV secolo dai frati francescani nel posto in cui sorgeva un oratorio risalente al 600 e dedicato a San Martino Vescovo di Tours. In seguito fu modificata in stile barocco e l’antico chiostro benedettino venne rifatto dai conventuali con arcate ogivali intrecciate su pilastri ottagonali. La chiesa francescana, che nel 1550 si era arricchita di un prezioso coro ligneo, andato poi perduto, fu modificata tra il 1690 e il 1727 ed oggi conserva l’impianto realizzato in quell’epoca. La facciata in marmo bianco, invece, è stata costruita nel 1926, in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco. Sull’altare maggiore vi è la tela con San Francesco che riceve le stimmate del 1735.

Chiostro di San Francesco: Ha pianta rettangolare e presenta una molteplicità di stili perché è stato ristrutturato più volte. Al piano terra vi sono colonne ed archi di tufo che formano delle bifore con lunetta. Sui capitelli vi sono impressi i simboli delle famiglie che hanno provveduto al restauro come lo stemma della famiglia Sersale sui capitelli del lato settentrionale. Il refettorio, interno al chiostro, mantiene la sua struttura trecentesca.

Museo Correale di Terranova: Il Museo, inaugurato nel 1924 da Giovanni Gentile, è stato costituito per volere dei fratelli Alfredo e Pompeo Correale che lasciarono la loro villa di campagna con il fondo rustico lavorato ad agrumeto e, in più, tutta la raccolta di arredi, dipinti e porcellane dal XVII al XIX secolo. Il museo è diviso in tre piani e conta di 24 stanze, dalla terrazza della villa si può vedere un magnifico panorama, sul golfo di Sorrento, mentre dal giardino, arricchito da platani e piante secolari, si giunge al belvedere che cade a strapiombo sul mare. Al piano terra vi è la sezione archeologica che contiene reperti risalenti all’età imperiale, reperti provenienti dalle necropoli della Penisola Sorrentina, frammenti di plutei, amboni, grifoni e aquile risalenti al IX e XII secolo. Sempre al piano terra vi è la sezione pittorica, con dipinti risalenti a diverse epoche, e quella degli arredi con, tra l’altro, tavoli, sedie e pannelli in tarsia sorrentina. Al primo piano, invece, vi sono la sezione pittorica e quella delle porcellane con dipinti di matrice caravaggesca o opere di Salvator Rosa. Al secondo piano sono esposti quadri di autori della Scuola di Posillipo (Giovan Battista Ruoppolo, Andrea Belvedere, Giovanni Cusani).

Villa Comunale: Costruita tra il 1877 e il 1879, la villa sorge sugli orti dei frati francescani, si affaccia a picco sul mare ed ha degli alberi secolari che regalano un’atmosfera piacevole e un po’ d’ombra a difesa dalla calura estiva. Vi si possono ammirare due busti: uno dedicato allo storico Bartolommeo Capasso e l’altro che ritrae Francesco Saverio Gargiulo. É dotata di una discesa a mare, ma i più pigri possono utilizzare l’ascensore.

Villa Tritone: La villa sorge a picco sul mare ed è circondata da una gran varietà di piante esotiche. É stata fatta costruire dal barone Labonia accanto ad un convento dedicato a San Vincenzo. Oltre che per la sua bellezza, la Villa è famosa per la presenza, nel 1942, di Benedetto Croce, e di altri influenti personaggi storici come Togliatti, De Nicola e re Umberto di Savoia. Attualmente la Villa è di proprietà privata e non è possibile visitarla al suo interno.

Villa Fiorentino: Situata nel centro storico, si affaccia su Corso Italia col suo sobrio prospetto frontale. É stata donata al comune di Sorrento dalla famiglia Cuomo-Fiorentino, ed è destinata a sede museale, da anni infatti ospita mostre archeologiche.

Villa Regina Giovanna: Tra il I sec. a.C e il I sec d.C. sul promontorio di Capo di Sorrento sorgeva una villa marittima di cui oggi è possibile visitare solo i ruderi, interpretabili grazie alle notizie lasciateci da Stazio nella sua opera Silvae. La villa, meglio conosciuta come “I bagni della Regina Giovanna”, con un’estensione di circa due ettari, era divisa in due zone: la villa a mare ed una domus a monte con funzione agricola. Le due aree erano collegate tra loro attraverso cunicoli, gallerie e terrazze artificiali. Gli ambienti mostrano grande fruibilità del paesaggio grazie ad ampie finestre e alla passeggiata attorno al porticciolo. L’elemento più rilevante è il bacino naturale che i proprietari usavano come attracco e piscina. I due isolotti ad ovest mostrano delle strutture murarie che probabilmente li collegavano con un ponticello.

Continua...

Museo Correale di Terranova

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

Antica dimora storica risalente al Settecento e immersa nei colori e profumi di un tipico agrumeto sorrentino, “Villa alla Rota” ospita uno dei più importanti Musei della Campania: il Museo Correale di Terranova.
Istituito nel 1924 dalla Fondazione Correale, nata a sua volta nel 1902 grazie agli ingenti lasciti testamentari di Alfredo e Pompeo Correale, il Museo Correale di Terranova di Sorrento restituisce una importante testimonianza dei flussi culturali che hanno influenzato il bacino geografico di Sorrento e dei suoi dintorni alla fine dello scorso secolo.

Porcellane, dipinti, elementi d’arredo e prodotti di artigianato locale appartenenti alla famiglia Correale offerti in visione gratuita ai visitatori.
La struttura che ospita il Museo, dotata di una delle più incantevoli terrazze panoramiche a picco sul mare con vista sul Golfo di Sorrento, è suddivisa in tre piani con 24 sale dove sono esposti mobili d’epoca, maioliche, dipinti e porcellane italiane ed internazionali del XVIII secolo.

Al piano terra si colloca la sezione archeologica del Museo: tra i reperti più importanti l’ara raffigurante l’inaugurazione del Tempio di Vesta sul Palatino e resti delle necropoli dell’area sorrentina risalenti al periodo che va dal IX al XII secolo. Al piano terra è ubicata l’intera sala dedicata a Torquato Tasso, poeta d’origine sorrentina, e la sala dedicata a dipinti e arredi della scuola napoletana e straniera dei secoli XVI-XIX.

Il primo piano ospita invece pitture e arredi del XVIII secolo, porcellane orientali e dipinti di illustri esponenti della scuola fiamminga. Tra le opere più rilevanti del Museo Correale di Sorrento vi sono quadri di matrice caravaggesca, paesaggi su tela di Domenico Gargiulo, il famoso dipinto di Salvator RosaMarina con i Pescatori” e tele di Rubens, Van Cassell e Grimmer.

Collocate al secondo piano le sale dedicate ai paesaggi e alle nature morte dei pittori della “Scuola di Posillipo” e a pendole e orologi italiani ed europei, molti dei quali ancor’oggi perfettamente funzionanti, risalenti al XVIII e XIX secolo.

Al terzo piano sono in esposizione le porcellane, pezzi pregiati ed unici di manifatture italiane come la veneziana Vezzi, la fiorentina Doccia e le napoletane Capodimonte e Real Fabbrica.
A rappresentare invece le porcellane internazionali preziosi elementi austriaci, francesi, olandesi e tedeschi.

Continua...

Museo Archeologico Territoriale George Vallet

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

La Penisola Sorrentina offre ai suoi visitatori numerose attrattive ambientali e storico – culturali. Tra le tappe d’obbligo per coloro che decidono di trascorrere una vacanza in Penisola Sorrentina c’è la visita al Museo Archeologico Territoriale intitolato all’archeologo George Vallet.
Il Museo ha sede nella prestigiosa Villa Fondi di Sangro, una incantevole dimora storica di stile neoclassico risalente all’Ottocento, che ospita oltre al Museo anche una sala Congressi, una Sala Mostre, un bar caffetteria e un parco pubblico. La struttura della villa si erge a picco sul mare, sulla Marina di Cassano, a Piano di Sorrento offrendo alla vista dei visitatori un panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli.

Recente è la nascita del Museo: è stato inaugurato infatti il 17 luglio 1999 e il suo allestimento è stato curato dalla Sopraintendenza delle Province di Napoli e Caserta in accordo con il comune di Piano di Sorrento.
Il Museo è nato con l’intento di raccogliere e documentare la storia delle popolazioni e delle trasformazioni culturali avvenute in Penisola Sorrentina dalla preistoria fino a giungere all’età romana.

Il Museo custodisce i reperti degli scavi archeologici compiuti sul territorio della Penisola Sorrentina: di epoca greca sono i resti del tempio di Athena ritrovati presso Punta Campanella e di un santuario edificato in onore delle Sirene; di epoca romana invece sono i ritrovamenti delle sfarzose ville marittime come la villa di Pollio Felice, che si trova al Capo di Sorrento, e la villa di Pipiano, costruita agli inizi del secolo presso la Marina di Puolo a Massa Lubrense.
Il Museo Archeologico Territoriale George Vallet ospita inoltre i resti degli scavi recuperati nelle due necropoli di Vico Equense come corredi funerari, sculture e utensili di vario genere.

La visita al Museo è gratuita e non è necessario effettuare nessuna prenotazione.

Museo Archeologico Territoriale George Vallet
via Ripa di Cassano
Piano di Sorrento

Orario di apertura: 9.00 – 19.00
Tel.: 0818087078
Sito Web: http://www.campaniabeniculturali.it

Continua...

Le sculture di Riccardo Dalisi

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

 

Oltre ad essere uno dei più incantevoli e rinomati hotel di Sorrento, il Bellevue Syrene è un posto unico dove ammirare pregiate opere d’arte come tele, elementi d’arredo d’epoca, sculture e ceramiche di artisti di grande talento.
Un hotel Museo “sensibile all’arte” che si propone non solo di ospitare ma di trasmettere la conoscenza della cultura artistica italiana, consentendo ai suoi ospiti di ammirare liberamente suggestive opere d’arte.
Tra le opere in esposizione presso il Bellevue Syrene anche alcune sculture di Riccardo Dalisi, icona del design partenopeo.
Riccardo Dalisi nasce a Potenza ma vive a Napoli dove insegna presso la Facoltà di Architettura dell’Ateneo Federiciano.
Elaboratore della teoria del design “ultrapoverissimo“, sin dal suo esordio conduce una continua ricerca estetica su materiali e tecniche di lavorazione che consentono la realizzazione di elementi di design privi di ogni velleità esteriore. Cartapesta, legno abbandonato, ferro grezzo, latta, rame sono i materiali “poveri” che Dalisi ha trasformato in strumenti per realizzare manualmente oggetti dal grande valore comunicativo contrapposti alle produzioni meccaniche, omologate e seriali.
Oltre al design ultrapoverissimo, Dalisi si è impegnato anche nel campo della Progettazione archittetonica intervenendo attivamente nella ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia e in importanti opere in edifici ecclesiastici. Egli ha fatto parte dell’avanguardia radicale riproponendo nelle sue opere le antiche tecniche manuali e la creatività degli artigiani napoletani.
Famosa la progettazione della caffettiera napoletana divenuta oggetto cult di ALessi. In campo industriale Dalisi ha disegnato e progettato per Zabro, per Baleari, per Vanini.
Altri oggetti d’arte sono stati profotti per Tendenze, Eschenbach, Rithzenhoff, Cleto Munari e Glass. Dal 1990 è impegnato nella creazione di lampade per Oluce.

Continua...

La Cattedrale di Sorrento

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

La Cattedrale di Sorrento è la chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. La sua edificazione risale probabilmente al periodo dell’occupazione longobarda anche se poco rimane, a causa di vicende storiche legate ai saraceni, della sua architettura originaria.

La Cattedrale custodisce preziose opere d’arte e interessanti reperti, come ad esempio molti bassorilievi di epoca trecentesca attribuiti ad Andrea Pisano.
La Chiesa, con pianta a tre navate separate da quattordici pilastri, presenta un soffitto dipinto su tela a motivi floreali, realizzato tra il primo e il secondo decennio del Settecento da Francesco Francareccio.

Tra le opere degne di nota, la paletta intitolata “La Vergine tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista” di Silvestro Buono, che si trova sotto il pulpito in marmo della fine del cinquecento. Nel transetto collocato alla destra dei visitatori che entrano è custodita una tavola su fondo d’oro, di scuola senese e risalente al 1400, in cui viene rappresentata la nascita di Gesù. Tra le atre importanti opere pittoriche i dipinti di Oronzo Malinconico.

La Cattedrale presenta un ingresso completamente ricostruito agli inizi del ’900, con due grosse colonne di marmo che, alla base, riportano lo stemma dell’arcivescovo Brancaccio.
Nella Cappella del Santissimo Sacramento è conservato un Crocefisso ligneo del XV secolo, posto su un altare in marmi policromi con pitti laterali.
Un organo settecentesco di Nicola Mancino si trova nella settima cappella a destra, mentre nella prima cappella a destra, dove è ubicata la fonte battesimale, è possibile ammirare la raffigurazione del Sacrificio del Sangue di Cristo, datata 1522, con ai lati docici formelle del Trecento con gli Apostoli.
Dutrante il periodo natalizio nella Cattedrale è possibile contemplare un incantevole presepe di scuola napoletana con pastori originali del Settecento.

Continua...

Città della Scienza

autore: admin | data: 26 dicembre 2011 | Tag:

Struttura unica in Europa, Città della Scienza è uno dei più interessanti Musei scientifici che integra al suo interno scienza, arte, cultura e innovazione.
Il concept di fondo è basato sull’interattività e sul coinvolgimento diretto dei visitatori.

Situato sul Golfo di Pozzuoli il Museo Città della Scienza di Napoli è caratterizzato da 5 imponenti navate per una superficie complessiva di 10.000 mq.
L’edificio è stato ristrutturato nel rispetto della sua originaria architettura industriale e al suo interno offre un percorso espositivo che narra la conoscenza umana e il modo in cui si confronta con la natura.

Il Museo della Scienza è diviso in varie sezioni: lo spettacolo del Cielo, uno dei più grandi planetari del Sud Italia dotato di tutti gli strumenti per osservare il cielo da Copernico in poi; la Palestra della Scienza articolata in tre sottosezioni in cui sono esposti i “segreti” della fisica classica, della scienza contemporanea e della biologia;o ancora la sezione Segni, Simboli e Segnali, mostra permanente sulla comunicazione, unica in Italia ad essere ospitata in un museo.

Degna di nota l’Officina dei Piccoli, un vero e proprio laboratorio interattivo per i bimbi, anche i più piccoli (da 0 a 3 anni), dove vivere interessanti esperienze alla scoperta del mondo umano e artificiale.

Oltre alle varie sezioni, il Museo di Città della Scienza propone ai suoi visitatori Bit, una simpatica guida virtuale in grado di divertire e consigliare.

Continua...

Museo Bottega della Tarsia Lignea

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Tra i più importanti Musei di Arte Applicata presenti in Italia, il Museo Bottega della Tarsia Lignea è tra le attrattive più interessanti della città di Sorrento.
Il Museo è un luogo polifunzinale che, oltre alla valorizzazione dei prodotti dell’artigianato artistico sorrentino, custodisce e offre ai visitatori anche le tecniche artistiche tradizionali. Quindi non solo una struttura deputata alla conservazione ma anche un luogo dove è possibile assistere alla produzione delle opere di intarsio ligneo sorrentino.

Il Museo Bottega dedicato all’intarsio ligneo sorrentino è situato nel centro storico di Sorrento, nello storico Palazzo Pomarici Santomasi di epoca Settecentesca, recentemente ristrutturato nel rispetto della sua architettura originaria.
Nella struttura, progettata e realizzata dall’architetto Alessandro Fiorentino, è possibile ammirare sezioni tematiche dedicate alla tecnica artistica nella sua evoluzione storica dal Quattrocento al Settecento, fino a quella più moderna dell’Ottocento e a quella attuale.

L’esposizione delle opere comprende un percoso tra oggetti con svariate destinazioni d’uso: mobili, complementi d’arredo ma anche disegni, stampe e foto d’epoca e utensili adoperati dai maestri artigiani per la realizzazione di numerosi capolavori di tarsia come scrigni, portasigari, cornici, quadri e tanto altro.

Il Museo Bottega è aperto tutti i giorni:
-10.00-13.00; 15.00-18.30 (ottobre-giugno)
-16.00-19.30 (luglio-settembre)
Chiuso nei giorni festivi.

L’ingresso costa circa 8 Euro.

Si possono effettuare prenotazioni telefoniche al num.081-8771942
Per i gruppi la prenotazione è indispensabile.

Continua...

Le Chiese nei dintorni di Sorrento

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Numerosi sono gli edifici religiosi da visitare nei dintorni di Sorrento. Ricche di storia e tradizioni, di elementi storico artistici di grande pregio, le Chiese dell’inteland sorrentino regalano ai visitatori un viaggio attraverso la storia, l’arte e la cultura di questo incantevole angolo d’Italia.

Chiesa di S. Attanasio vescovo – Priora
A Priora, frazione sui colli sorrentini, è possibile ammirare la Chiesa di S. Attanasio, eretta in onore del santo vescovo probabilmente nel V secolo. L’edificio religioso si presenta con una pianta a due navate, la cui maggiore è coperta da un cassettone a tela mentre l’altra presenta una volta a botte e termina in un quadrilatero cupolato che cusodisce un altare alle cui spalle è affissa una tela del ’700 raffigurante la Vergine Maria. Sotto la navata più grande ci sono due altari e una lapide commissionata nel primo ’800 a seguito dei lavori di restauro eseguiti. L’altare maggiore è intitolato alla Madonna delle Grazie ed è ornato di una tela del 1776 realizzata dal grande pittore De Piscopo e da una statua a zezzo busto di S. Attanasio vescovo.
La Chiesa custodisce anche le sepolture dei sacerdoti presso l’altare maggiore e dei bambini nei pressi dell’ingresso.

Chiesa La Purità – Capo di Sorrento
La struttura religiosa la Purità dedicata alla Vergine si trova in località Li Simoni nella collina del Capo di Sorrento.
Nel 1888, grazie alla Santa visita di Mons. Giustiniani, la cappella, che versava in condiizoni di degrado e abbandono, fu restaurata. Presenta una pianta a nave unica con volta a botte custodisce al suo inteno un solo altare in legno che versa in uno stato di notevole deterioramento e una tela che ripropone l’immagine della Vergine.

Chiesa S. Maria di Costantinopoli
La Cappella di Santa Maria di Costantinopoli, situata presso il Capo di Sorrento, fu eretta nel 1600. La struttura presenta un unico ambiante con presbiterio cupolato e pianta rettangolare. La cupola viene sostenuta dal tiburio che presenta a sua volta tre finestre rettangolari.
All’interno della Cappella c’è un unico altare che probabilmente risale alla fine del ’700, in marmo policromo, alle cui spalle presenta un dipinto del pittore Carlo Amalfi in cui è raffigurata Santa Maria di Costantinopoli con il Bambinello in braccio e intorno angeli e anime del purgatorio.
La Chiesetta inoltre offre ai suoi visitatori altre due rilevanti tele settecentesche che rappresentano San Giuseppe con Gesù e Sant’Ignazio di Loyola.

Continua...

Pagina 4 di 7« Prima...23456...Ultima »