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Museo Mineralogico Campano

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Nel cuore di Vico Equense, incantevole località della Costiera Sorrentina, sorge il Museo Mineralogico Campano, un posto unico dove immergersi nei segreti della natura e dell’evoluzione della vita.

Il Museo è stato istituito nel 1992 dalla Fondazione Discepolo, un ente nato dalla passione della famiglia Discepolo in collaborazione con il Comune di Vico Equense. Il Museo Mineralogico Campano racchiude in 28 vetrine 3.500 minerali, di 1.400 tipi, frutto della cinquantennale attività di riera dell’ingegnere Pasquale Discepolo.

Dal 1997, il Museo si è ampliato con una sezione paleontologica, articolata in quattro vetrine, dedicata ai fossili dall’era Paleozoica o Primaria a quella quaternaria con testimonianze
delle ultime glaciazioni (echinodermi, lamellibranchi, gasteropodi, vegetali ed altre specie). Attualmente, grazie ad una donazione, sono in esposizione circa 30 attrezzi litici rinvenuti in scavi condotti nel Sahara, in Libia e in Ciad.

Le collezioni museali sono visitabilisul sito www.museomineralogicocampano.it

Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo
Via S. Ciro 2 – 80069 Vico Equense (Na)
Tel. 081/801.56.68

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La Reggia di Caserta

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Nota come la Versailles italiana, la Reggia di Caserta o Palazzo Reale è una delle più superbe costruzioni realizzate durante la dinastia reale dei Borbone.
L’edificio è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco e accoglie ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

La dimora relae è circondata da un immenso parco che si divide in due giardini: quello all’italiana e quello all’inglese. Voluta da Carlo III, fu progettata nel 1751 dall’architetto Luigi Vanvitelli, a cui successe il figlio Carlo nel 1773, e divenne il simbolo del nuovo stato borbonico e della sua potenza così come era nelle intenzioni del re.

L’imponente edificio reale è preceduto da una piazza intitolata a Carlo III, delimitata ad est e ad ovest da due costruzioni che si rifanno al colonnato della basilica di San Pietro.
Gli appartamenti reali, preceduti da un imponente colonnato a tre navate, sono composti da una parte settecentesca e da una ottocentesca. Della Reggia fa parte una Biblioteca che comprende oltre 10.00 volumi di arte, diritto, scenza e filosofia.

In esposizione stabile, in una sala ellittica adiacente alle sale per la lettura è allestito il Presepe reale, composto da statuine dei mastri dell’arte presepiale napoletana del Settecento e dell’Ottocento. Dalla Sala del Presepe si accede alla parte della Reggia più ricca di dipinti del XVIII e XIX secolo.
La dimora reale comprende anche il Teatro di Corte, il Museo dell’Opera e la Cappella Palatina ad una sola navata, con abside semicircolare e vota a botte lavorata a cassettoni.

Chiusura: tutti i Martedì; 25 dicembre; 1 gennaio

Orari Appartamenti: 8:30 – 19:30 ultimo ingresso: 19:00

Orari mostra: 9:00 – 18:00 visita guidata da Assistenti Museali ogni ora

Orario Parco e Giardino: Apertura: 8,30

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Il Sedile Dominova di Sorrento

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Il Sedile Dominova si trova nel centro storico di Sorrento, nell’angolo che via S. Cesareo forma con Piazza Tasso, e deve il suo nome alla locuzione latina di “domus nova”. Il sedile fu infatti edificato nel XIV secolo da un gruppo di nobili e rappresenta l’unica testimonianza rimasta nella regione campania degli antichi sedili nobiliari, luoghi deputati all’incontro e alle discussioni dei nobili, prevalentemente durante il Medioevo.

A pianta quadrata che culmina in una loggia aperta ad arcate, il Sedile Dominova di Sorrento custodisce all’interno della volta stupendi affreschi sui quali è apposto lo stemma di Sorrento tenuto da un gruppo di angeli. Nella cupola sono raffigurate le insegna araldiche della famiglie nobiliari che facevano parte del sedile. La cupola è realizzata con le “riggiole” maiolicate a squame di pesce di colore giallo e verde.
Attualmente presso il Sedile Dominova è ospitato il circolo Sorrentino, dopo essersi trasformato, a causa dell’abolizione dei sedili, prima in carcere poi in corpo di guardia per la milizia urbana e infine in luogo di convegno del circolo Sorrentino.

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Ercolano

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Insieme a Pompei, Ercolano rappresenta una delle maggiori attrattivo turistiche d’interesse archeologico e culturale della Campania.

Gravemente danneggiata dal terremoto del 62 a.C., Ercolano fu, proprio come Pompei, completamante distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 a.C.
Lo strato solido che seppellì la cittadina di Ercolano fu rimosso solo nel XVIII secolo, quando a seguito di alcuni lavori vennero alla luce interessanti reperti di epoca romana.

Gli scavi di Ercolano sono meta turistica di migliaia di viaggiatori che ogni anno decidono di lasciarsi affascinare dalla magia di una buona parte di città sotterranea “riemersa” nella sua quasi più totale integrità.
Gli scavi archeologici di Ercolano hanno riportato alla luce solo una parte della città sepolta, quella più vicina al mare. Restano sotterrati parte del Foro, le necropoli e molte abitazioni.
L’itinerario degli Scavi di Ercolano comprende la visita a numerose case, tra le più interessanti ricordiamo la Casa di Aristide e Argo, la Casa del Genio, la Casa dello Scheletro, la Casa dell’Albergo, la Casa del Tramezzo di legno e tante altre ancora.

Di notevole interesse anche il complesso delle Terme Centrali, imponente edificio risalente all’età augustea composto da due parti separate, una per gli uomini, l’altra per le donne.
Da ammirare anche le Terme Suburbane, il Pistrinum, la Palestra, il Foro e l’Antiquarium.

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Pompei: Patrimonio Mondiale dell’Umanità

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Pompei, situata alle falde del Vesuvio, su un altipiano di formazione vulcanica, a circa 30 metri dal livello del mare, non solo è uno dei centri archeologici più famosi al mondo perché custodisce, nei suoi scavi, tratti di antiche civiltà come nessun altro posto, ma anche un importante polo religioso venerato e visitato, ogni anno, da migliaia di turisti. L’antica Pompei fu fondata, probabilmente dagli Osci, ed abitata, in seguito, dagli Etruschi, Greci, Sanniti e divenne colonia romana nel 91 a.C.

La città fu completamente distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C. La sua riscoperta è avvenuta grazie all’opera di scavo intrapresa nel 1748 dal re di Napoli Carlo di Borbone. Gli scavi, i reperti e gli accesi dibattiti condizionarono, nel ‘700, la nascita dell’arte neoclassica. In una zona fino ad un secolo fa paludosa, è sorto il centro abitato sviluppato soprattutto grazie alla costruzione del Santuario della Madonna del Rosario, nel 1883, per opera del Beato Bartolo Longo. Il centro è nato come comune autonomo il 29 marzo 1928, comprendendo parti dei territori di Scafati, Boscoreale, Gragnano e Torre Annunziata. Le più recenti espansioni hanno determinato la quasi completa saldatura del centro con i vicini agglomerati di Scafati e Torre Annunziata. Attualmente il comune si estende su un territorio di 12.4 km² per 25745 abitanti.

La sua risorsa principale è, soprattutto, il turismo, richiamato dal celebre Santuario e dal notevole patrimonio archeologico, unico al mondo, tanto che nel 1997 l’Unesco ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell’Umanità, considerando, in base a presupposti culturali, che Pompei, assieme ad Ercolano ed altri paesi limitrofi, sepolti dall’eruzione del 79 d.C., costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato, e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo. Inoltre, la città è nota anche per le sue produzioni artistiche e artigianali, di cui sono testimonianza le numerose botteghe disseminate per le strade, ed ogni anno vi si tiene la Mostra dell’Artigianato Religioso. Anche a Pompei, dunque, è possibile compiere diversi itinerari artistici, culturali e religiosi, con la possibilità di soggiornare comodamente grazie alla molteplicità di strutture ricettive ben organizzate, come alberghi, residence, bed and breakfast e campeggi. La meta più ambita dai turisti è certamente quella degli Scavi, visitati, in base ad una stima, nel 2007, da 2.571.725 persone. Nell’area degli Scavi Archeologici è stata portata alla luce un’intera civiltà sepolta dall’eruzione del vicino Vesuvio nell’anno 79 d.C., si tratta della civiltà romana, dei suoi usi e costumi, che è possibile ricostruire grazie ai molteplici monumenti che sono stati riscoperti dopo il lavoro di scavo. Il Foro, dove sorgevano i più importanti edifici pubblici e religiosi, era la zona attorno a cui ruotava la vita, o la Basilica, il luogo deputato all’amministrazione della giustizia, o i templi di Giove e di Apollo, o le terme e il macellum, una sorta di mercato dove si vendeva ogni genere di mercanzia.

Al commercio gli antichi pompeiani alternavano l’ozio, frequentando diversi luoghi di svago, come il Teatro Grande, con una capienza di circa 5000 spettatori, il Teatro Piccolo, con una gradinata in grado di ospitare circa 1000 persone e l’Anfiteatro, dove circa 12000 persone assistevano alle lotte tra gladiatori. Del raffinato gusto dei pompeiani per l’architettura e l’arte restano varie testimonianze come la Casa dei Vettii, di Menandro, del Fauno e la Villa dei Misteri, in cui restano interessanti testimonianze di decorazioni pittoriche antiche. Negli ultimi anni è possibile svolgere una visita notturna agli scavi, attraverso un itinerario illuminato e multimediale. Si parte dalle Terme Suburbane e si prosegue per l’intrico di case, giardini,orti, peristili e vicoli affacciati su Via Marina, fin dentro il tempio di Apollo (info al numero 0818575111).
Di grande effetto è anche l’Antiquarium, il museo che ripercorre gli eventi più salienti della storia di Pompei, distrutto dai bombardamenti bel 1943 e successivamente ricostruito. Nella sezione pre-sannitica è raccolto il materiale più antico della civiltà osco-campana della Valle del Sarno. Poi vi sono altre sezioni dedicate alla vita economica e commerciale dell’antica Pompei, con una valente iconografia e con resti di utensili, strumenti di lavoro, materiale di officine e strumenti medici (info: 0818575111). Di grande valore religioso e meta di flussi di pellegrinaggi che partono da ogni posto del mondo è, poi, il Santuario della Madonna del Rosario , edificato nel 1876 per volere del futuro Beato Bartolo Longo. L’interno, a croce latina a tre navate sovrastate da un cupola alta 57 m, è ricco di affreschi, mosaici e marmi. Sull’altare maggiore vi è la tela della Madonna risalente al ‘600 e racchiusa in una grande cornice di bronzo. Per la sua mole, il Santuario sovrasta l’area circostante e culmina con una statua della Madonna del Rosario, ricavata da un solo blocco di marmo di Carrara. L’imponente campanile è alto ben 80 metri ed è dotato di un elevatore che può condurre sino in cima e permettere di ammirare il suggestivo spettacolo del Golfo di Napoli. Pompei è una città ricca di tradizioni, e numerose sono le manifestazioni che vi si svolgono durante l’anno, come spettacoli in piazza, concerti e sagre. Di certo la tradizione più antica è la venerazione della Madonna del Rosario, patrona della città e festeggiata l’8 maggio, che ogni anno richiama a Pompei e al santuario milioni di fedeli provenienti da ogni parte del mondo.

Informazioni utili:
Come raggiungere Pompei:
Distanza da Sorrento: 28 km
In auto/moto: percorrendo la Strada Statale 145 in direzione Napoli e poi l’autostrada A3 in direzione Napoli, uscire a Pompei.
In treno: con la Circumvesuviana, linea Sorrento- Napoli, scendere a Pompei Villa dei Misteri

Numeri utili:
Polizia Municipale: tel 0818506164
Taxi: tel. 0818632686- 0815367852- 0818503199
Uffici Postali: Via Sacro Cuore 32, Via Sacra 3, Via Esedra 1
Azienda autonoma di Soggiorno Cura e Turismo: Via Sacra 1, tel. 0818507255

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La Casa dei Vettii a Pompei

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Lussuosa villa rinvenuta negli scavi archeologici di Pompei, la Casa dei Vettii, attribuita grazie a due sigilli in bronzo ai due liberti Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, è famosa per i numerosi dipinti che ne ornano le pareti.
La villa conserva l’antica struttura a due atri anche dopo la ristutturazione della metà del I secolo d.C. e il restauro del 62 d.C.
Il primo atrio, quello tuscanico, era destinato alla abitazione padronale mentre il secondo invece ospitava le stanze della servitù.

Raffigurato all’entrata un Priapo Itifallico, emblema di benessere e fecondità, raffigurato mentre pesa il suo grande fallo su una bilancia con il contrappeso di un sacco pieno di monete.
Due casseforti rivestite di ferro e decorate con elementi in bronzo sono presenti ai lati dell’atrio, mentre di rara bellezza sono i dipinti alle pareti che rappresentano scene mitologiche come la lotta di Amore e Pan alla presenza di Dioniso e Arianna e il mito di Ciparisso.

L’atrio della servitù presenta al centro un impulvio in tufo e un larario a nicchia con semicolonne corinzie che sostengono un timpano triangolare, dove è raffigurato un Genio tutelare della famiglia dalle sembianze di Nerone, con una toga che copre il capo mentre brinda con due lari che danzano.

A circoscrivere il giardino con le fontane in marmo e bronzo, il Peristilio costituito da diciotto colonne.
A sinistra, nell’ingresso del Peristilio, sulle pareti gialle vi sono riproposizioni degli episodi mitotlogici tebani come Anfione e Zeto che legano Dirce a un toro; Penteo assalito e ucciso da Baccanti; Ercole bambino che strangola i serpenti.

La parete a Nord est ospita un dipinto di Dedalo mentre dona a Pasifae la vacca di legno costruita in suo onore. Sulla parete di fondo è ritratto il mito di Issione condannato da Zeus a girare su una ruota, legato da serpenti. A nord del peristilio si trova il Triclino, luogo deputato a festeggiamenti e banchetti, che ospita il più noto complesso pittorico della villa che rappresenta gli amorini e pasycai affaccendati in varie attività.

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L’Isola di Capri

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Nelle acque iridescenti del Golfo di Napoli si erge l’isola più celebrata per la sua bellezza fin dai tempi dell’Impero Romano: l’isola di Capri. É una massa calcarea con un’estensione di circa 10 km², distante non più di tre miglia marine da Punta della Campanella, l’estremità della Penisola Sorrentina, a cui inizialmente era legata fino a quando, sommersa dal mare, si è separata dalla terraferma. Il suo territorio, con una struttura morfologica particolare, con cime di media altezza, è composto dalla stessa Capri e dall’altopiano Anacapri. Fin all’antichità l’isola vanta una prosperosa tradizione turistica tanto che i due maggiori imperatori romani, Tiberio e Augusto, la elessero a meta e dimora delle proprie vacanze, per la salubrità del clima e la bellezza del paesaggio.

Fin dal I secolo d.C. molti patrizi, emulando gli imperatori, soggiornarono a Capri per le proprie vacanze. Nel corso dei secoli, poi, il territorio è diventato luogo di ispirazione e riposo di molti artisti, vip e aristocratici oltre che di poeti, attori e musicisti. Capri è diventata seconda patria di scrittori come Norman Douglas, Massimo Gorkij, Jacques d’Adelsward Fersen, Curzio Malaparte, Oscar Wilde, Alessandro Dumas, oltre che al grande medico svedese Axel Munte e molti altri. La bellezza di Capri, oltre che dalle numerose leggende legate al suo nome e dalla fama che ha acquisito nel corso dei secoli, è determinata da una serie di bellezze naturalistiche e monumentali che la rendono unica nel suo genere. L’icona di Capri sono, di certo, i Faraglioni che si stagliano dalle acque del mare e sono visibili da diversi punti della costiera come immagine emblematica dell’isola. Si tratta di rocce staccatesi dall’isola a causa dell’erosione marina e conservano una piccola colonia di lucertole azzurre.

Altra bellezza naturalistica, legata al nome di Capri è la Grotta Azzura, dove è possibile ammirare uno splendido spettacolo offerto dal cromatismo dei colori e la struttura stessa della grotta. Vi si può accedere in barca attraverso un ingresso angusto. Sui Faraglioni si apre il Belvedere di Tragara, splendido punto panoramico. Numerosi anche i monumenti e le chiese che : dell’arte caprese. É stato costruito nel 1374 da Giacomo Arcucci, segretario della regina Giovanna I D’Angiò. Nel suo interno si nota la sovrapposizione di diversi stili architettonici che rivelano i continui restauri cui è stata sottoposta, come quello successivo alle invasioni ottomane.

La copertura a volta è tipica dell’architettura medievale come il caratteristico portale con bassorilievi ed un affresco del 1300. Il chiostro piccolo risale al Quattrocento e conserva capitelli romani e bizantini, mentre, quello grande è stato costruito nel secolo successivo. Il refettorio ospita il museo dedicato a Diefenbach con opere del pittore tedesco rinvenute all’interno della Grotta Azzurra. Importante è anche la Chiesa di San Costanzo, in stile bizantino, nei pressi di Marina Grande e dedicata al santo patrono dell’isola. Ad Anacapri, invece, sorge la Chiesa di San Michele ed è uno degli esempi di architettura barocca dell’isola. Rilevante il pavimento maiolicato rappresentante una scena del paradiso terrestre. Alla sommità del Monte Tiberio, sorge, invece, Villa Jovis o Villa di Tiberio, dalla cui loggia imperiale, definita Salto di Tiberio, è possibile godere di un panorama straordinario.

Non meno spettacolare è il Palazzo a Mare coi Bagni di Tiberio, di grande valenza archeologica, in passato la residenza preferita dall’imperatore Augusto. Inoltre ad Anacapri è possibile ammirare il Castello Barbarossa che prende il nome dal pirata Kair-ed-Din che saccheggiò l’isola nel 1534. Particolare è anche Pizzolungo, una colonna rocciosa in mezzo al mare che cambia forma in base alla prospettiva da cui la si guarda, o l’Eremo di Santa Maria di Cetrella, sul versante del Monte Solaro, a strapiombo su Marina Piccola rivolto verso Capri. All’estremità sud-occidentale dell’isola si trova un altro Belvedere, quello di Migliera, che si affaccia sulla zona del faro ed ha una veduta spettacolare. Matermania è la zona collinare compresa tra Monte Tuoro e Tiberio, sul versante orientale dell’isola di Capri. Alla fine di Via Matermania si trova una vera rarità, un’opera d’arte della natura: l’Arco Naturale. Si tratta di un possente arco di roccia che poggia su un esile pilastro e attraverso cui si gode una vista suggestiva della baia sottostante.

Anche Capri conta diverse feste tradizionali, soprattutto di stampo religioso, che sono organizzate con grande precisione e maestria. Tra queste ricordiamo la Processione di San Costanzo in onore di San Costanzo, il Santo protettore di tutta l’isola di Capri, che si celebra il 14 maggio di ogni anno, la Processione di S.Antonio da Padova, il santo protettore di Anacapri, che si festeggia il 13 giugno di ogni anno e la Settembrata Anacaprese, che è una gara tra le quattro contrade del paese (Le Boffe, La Porta, Le Stalle e La Pietra) organizzata ogni anno dal comune. Capri, inoltre, affascina anche per la sua pregiata gastronomia, offerta dai vari Chef del posto che si esprimono nei più lussuosi ristoranti e alberghi dell’isola.

Noti anche i prodotti tipici capresi: accanto al caratteristico limone e all’olio extravergine della Penisola Sorrentina, vi è il gustoso tarallino caprese che viene lavorato a mano con la formazione di tante striscioline intrecciate. Il tarallino può gustarsi in diverse fragranze: all’olio extravergine, al finocchio selvatico dell’isola, al pomodoro e origano, al prezzemolo e aglio, alla maggiorana, alla salvia e burro, allo strutto e pepe, alle mandorle, al sesamo e all’arachide.

Informazioni utili:
Come raggiungere Capri:
Distanza da Sorrento: 8 miglia marine
Via mare: imbarcarsi al Porto di Marina Piccola, verso Capri, o noleggiare imbarcazione da diporto.

Numeri utili:
Polizia Municipale: tel. 0818370167
Taxi: tel. 0818376657
Uffici postali: Via Roma, 50 Capri- Viale de Tommaso 8/a Anacapri
Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo: Via P. Serafino Cimmino 1, tel. 0818370424
Via Marina Grande, tel. 0818370634 Piazza Umberto I 1, tel. 0818370686

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Positano

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Casette bianche adagiate su un promontorio che cade a picco nel Golfo di Salerno. Un mare cristallino, un clima mite, una natura incontaminata. Questa è Positano, tra le più suggestive località della Costiera Amalfitana: un posto unico dove vivere una vacanza da sogno.
Meta turistica fin dall’epoca dell’Impero Romano, Positano è il luogo ideale per rilassare e ritemprare corpo e mente immersi in una atmosfera magica.

Il borgo di Positano è incantevole anche per la sua conformazione urbanistica: caratteristiche le numerose scalinate che collegano la parte alta del paese con le spiagge. Stradine strette, numerosissimi negozi e scorci panoramici in un percorso suggestivo dove poter trascorrere momenti di vero relax.
Tra le bellezze storico artistiche di Positano, la Chiesa di Santa Maria Assunta con la sua cupola di maioliche vietresi gialle e verdi, la Chiesa Nuova e quelle dedicate a San Giovanni, a San Matteo, alla Madonna del Rosario, a Santa Margherita, a Santa Caterina ed a San Giacomo.

Vasta la scelta tra le spiagge di Positano: le più ampie e raggiungibili a piedi sono la Spiaggia Grande e la spiaggia di Fornillo. Le altre spiagge di Positano sono invece raggiungibili via mare, tra le più famose La Porta, San Pietro Laurito e Arienzo.
Numerosi anche gli itinerari naturalistici che una vacanza a Positano consente: famoso e imperdibile il percorso trekking più famoso della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina, il Sentiero degli Dei.

Agli itinerari marini e montani e a quelli gastronomici, imperdibile è l’itinerario shopping: Positano è infatti famosa, sin dagli anni Sessanta, per la moda di artigianato locale che produce particolari capi ricamati in tessuti naturali come lino e canapa.
Una vacanza a Positano rende facili anche gli spostamenti verso le più belle località turistiche della Campania: Ravello, Amalfi, Pompei, Ercolano, Napoli, Sorrento e la Penisola Sorrentina.

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Amalfi

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Repubblica Marinara nel IX secolo, Amalfi, fondata in epoca romana, è tra le più suggestive cittadine della Costiera Amalfitana, divenuta nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Come le altre cittadine della Costiera Amalfitana, Amalfi è una meta turistica internazionale visitata ogni anno da migliaia di turisti che vi si recano per trascorrere vacanze all’insegna del relax, del dolce clima ma soprattutto per ammirarne le bellezze ambientali, paesaggistiche e storico architettoniche. Da non dimenticare anche la bontà della gastronomia locale che accomuna le cittadine della Costiera Amalfitana con quelle della Penisola Sorrentina: grazie ai prodotti tipici derivanti dalla terra e dal mare il territorio campano, in particolare quello costiero, è rinomato per la squisitezza della sua cucina tipica.
Tra le bellezze più celebri di Amalfi va annoverato il Duomo, una imponente struttura in stile prevalentemente barocco dedicato al patrono della cittadina Sant’Andrea. La Chiesa attuale è il risultato di ristrutturazioni e sovrapposizioni architettoniche avvenute in varie epoche. Di notevole bellezza il Campanile che risale al 1180 e restaurato nel XVIII secolo.
L’interno del Duomo ha una pianta a basilicale con transetto e abside e le antiche colonne sono tutte rivestite da marmi commessi. Sulle navate è stato costruito un soffito a cassetooni mentre sull’altare maggiore è collocata una tela raffigurante Sant’Andrea Apostolo, patrono della città e protettore di pescatori e marinai.
La Chiesa custodisce anche un moderno Crocifisso Ligneo.
Risalente al 1266 ed edificato come cimitero per le personalità illustri di Amalfi, il Chiostro Paradiso è adiacente alla Basilica dell’Assunta. Al suo interno vi erano sei cappelle affrescate edificate nel XIV secolo che custodivano sarcofaghi di personaggi illustri di cui ne restano solo cinque. Il Chiostro Paradiso è collegato al Palazzo arcivescovile e attualmente si presenta come un incantevole giardino floreale circondato da un quadriportico in stile arabo.
Oltre a possedere una flotta e all’importante ruolo nel dominio del mar Mediterraneo, Amalfi è nota anche come produttrice di carta.
Importate dai paesi arabi, le tecniche di produzione della carta rappresentano una antica tradizione della cittadina. Per rivivere e ammirare il ciclo produttivo della carta amalfitana, il Commendatore Nicola Milano, ha messo a disposizione dei visitatori una antica cartiera trasformata in un interessante Museo dove, oltre ad osservare le esposizioni, è possibile seguire la realizzazione a mano di fogli di carta e vedere in funzione, grazie al torrente Canneto, gli antichi Mulini ad acqua.
Una vacanza ad Amalfi vi offre inoltre la possibilità di dedicarvi alla scoperta enogastronomica locale, ad una rilassante passeggiata dedicata alla shopping, grazie ai numerosissimi negozi nel percorso che va da Piazza Flavio Gioia sino alla Valle dei Mulini, o ancora un soggiorno dedicato a sole e mare grazie alle splendide spiagge ma ancor più alle cristalline acque.

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Massa Lubrense

autore: admin | data: 22 dicembre 2011 | Tag:

Ultima cittadina all’estremità della Penisola Sorrentina, Massa Lubrense è immersa in paesaggio naturale di straordianaria bellezza.
E’ costituita da più nuclei abitativi, tutti con una vivace vita locale, una deliziosa gastronomia, una natura mozzafiato e numerose bellezze storico architettoniche.

Fanno parte della località di Massa Lubrense, vicinissima alla Costiera Amalfitana, le frazioni di Sant’Agata sui Due Golfi, Marina della Lobra, Termini, Marciano, Marina di Puolo e Monticchio.

Da visitare il Santuario di Santa Maria della Lobra, simbolo architettonico della città, un imponente edificio religioso con interno a tre navate, transetto, cupola e abside.
Ad ornare il soffitto a cassettoni ottagonali vi sono tre autorevoli dipinti: il primo rappresenta Sant’Antonio Abate mentre riceve un giglio da un bimbo circondato di angeli, il secondo è dedicato all’Assunzione di Maria tra gli angeli con ai piedi la Marina della Lobra e le barche dei pescatori, il terzo ripropone la consegna della Regola di San Francesco d’Assisi a Santa Chiara.
Attiguo al Santuario e ugualmente degno di nota, il Convento edificato dai Frati Minori Francescani nel 1583.

Meravigliose le bellezze naturali di Massa Lubrense, tra le più famose la Baia di Ieranto e il Parco Marino di Punta Campanella.
Ben collegata con il resto della Penisola Sorrentina e con la Costiera Amalfitana, Massa Lubrense è il luogo ideale per quanti vogliano trascorrere una rilassante vacanza immersi in una natura incontaminata. Acque cristalline, sentieri naturalistici, deliziosa gastronomia partenopea, ottime strutture ricettive e numerosi eventi di folclore locale, come ad esempio l’annuale Sagra del limone o la tradizionale processione di Santa Maria Assunta sullo scolgio del Vervece, fanno della località una delle mete più ambite della Penisola Sorrentina.

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