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	<title>Hotel Bellevue Syrene &#187; Monumenti Sorrento</title>
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		<title>Sorrento: Chiese, Museo Correale e Ville</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Monumenti Sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[Duomo di Sorrento: Costruito intorno al XI secolo, il Duomo ospita, al suo interno, preziosi affreschi di pittori napoletani. La facciata principale ha tre aperture e la centrale, sulla quale è rappresentata la Madonna Assunta, è delimitata da due colonne di origini pagane. Emblematico, nell’ingresso principale, è il tamburo affrescato con scene religiose locali, sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2012/02/chiese-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-919" title="chiese 1" src="http://www.bellevue.it/wp-content/uploads/2012/02/chiese-1.jpg" alt="" width="467" height="189" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Duomo di Sorrento</strong>: Costruito intorno al <strong>XI secolo</strong>, il <strong>Duomo</strong> ospita, al suo interno, preziosi affreschi di pittori napoletani. La facciata principale ha tre aperture e la centrale, sulla quale è rappresentata la <strong>Madonna Assunta</strong>, è delimitata da due colonne di origini pagane. Emblematico, nell’ingresso principale, è il tamburo affrescato con scene religiose locali, sul quale vi è l’organo donato nel <strong>1897 dall’Arcivescovo Giustiniani</strong>. Al posto dell’altare settecentesco, smembrato e spostato dall’abside al transetto, è stato sistemato il coro in legno del <strong>Caucaso</strong> intagliato e con formelle raffiguranti i quattro <strong>Santi di Sorrento</strong>, gli <strong>Apostoli e Sant’Antonino</strong>. All’interno della sagrestia, eretta nel <strong>1608</strong>, si conservano gli affreschi degli arcivescovi succedutisi negli ultimi duecento anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basilica di Sant’Antonino</strong>: La chiesa sorge sull’oratorio eretto presso il sepolcro del <strong>Santo Patrono</strong>, risalente al <strong>X secolo</strong>. L’interno, a tre navate, è diviso da dodici colonne di marmi diversi provenienti da edifici di epoca greca. Al centro del soffitto vi è una tela del <strong>1734, </strong>di<strong> Giovan Battista Lama</strong>, che ritrae <strong>Sant’Antonino</strong> mentre libera dal demonio la figlia di <strong>Sicario, duca di Benevento</strong>. L’altare maggiore proviene dal ex <strong>Monastero della Santissima Trinità</strong>. Attraverso una scala a doppia rampa si accede alla cripta con volte sostenute da colonne di spoglio. Nell’altare sono contenute le spoglie di <strong>Sant’Antonino</strong>, il cui culto è dimostrato dai numerosi ex-voto in argento. Nella cripta è conservato un antico <strong>Crocifisso Ligneo</strong> che veniva portato in processione in caso di calamità, mentre, in sagrestia vi è la statua d’argento di <strong>Sant’Antonino</strong> del <strong>1564</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiesa dell’Addolorata</strong>: La chiesa è stata terminata nel <strong>1739</strong>, presenta due singolari altari in tufo. Sull’altare maggiore vi è una statua lignea settecentesca riproducente la <strong>Madonna Addolorata</strong>. In tufo è anche la facciata che conserva eleganti linee di architettura barocca settecentesca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiesa di San Francesco</strong>: La chiesa fu voluta nel <strong>XIV secolo</strong> dai <strong>frati francescani</strong> nel posto in cui sorgeva un oratorio risalente al <strong>600</strong> e dedicato a <strong>San Martino Vescovo di Tours</strong>. In seguito fu modificata in stile barocco e l’antico chiostro benedettino venne rifatto dai conventuali con arcate ogivali intrecciate su pilastri ottagonali. La chiesa francescana, che nel <strong>1550</strong> si era arricchita di un prezioso coro ligneo, andato poi perduto, fu modificata tra il <strong>1690</strong> e il <strong>1727</strong> ed oggi conserva l’impianto realizzato in quell’epoca. La facciata in marmo bianco, invece, è stata costruita nel <strong>1926</strong>, in occasione del settimo centenario della morte di <strong>San Francesco</strong>. Sull’altare maggiore vi è la tela con <strong>San Francesco</strong> che riceve le stimmate del <strong>1735.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiostro di San Francesco</strong>: Ha pianta rettangolare e presenta una molteplicità di stili perché è stato ristrutturato più volte. Al piano terra vi sono colonne ed archi di tufo che formano delle bifore con lunetta. Sui capitelli vi sono impressi i simboli delle famiglie che hanno provveduto al restauro come lo stemma della famiglia <strong>Sersale</strong> sui capitelli del lato settentrionale. Il refettorio, interno al chiostro, mantiene la sua struttura trecentesca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Museo Correale di Terranova</strong>: Il Museo, inaugurato nel <strong>1924</strong> da <strong>Giovanni Gentile</strong>, è stato costituito per volere dei fratelli <strong>Alfredo e Pompeo Correale</strong> che lasciarono la loro villa di campagna con il fondo rustico lavorato ad agrumeto e, in più, tutta la raccolta di arredi, dipinti e porcellane dal <strong>XVII al XIX secolo.</strong> Il museo è diviso in tre piani e conta di 24 stanze, dalla terrazza della villa si può vedere un magnifico panorama, sul <strong>golfo di Sorrento</strong>, mentre dal giardino, arricchito da platani e piante secolari, si giunge al belvedere che cade a strapiombo sul mare. Al piano terra vi è la sezione archeologica che contiene reperti risalenti all’età imperiale, reperti provenienti dalle necropoli della <strong>Penisola Sorrentina</strong>, frammenti di plutei, amboni, grifoni e aquile risalenti al <strong>IX e XII secolo</strong>. Sempre al piano terra vi è la sezione pittorica, con dipinti risalenti a diverse epoche, e quella degli arredi con, tra l’altro, tavoli, sedie e pannelli in tarsia sorrentina. Al primo piano, invece, vi sono la sezione pittorica e quella delle porcellane con dipinti di matrice caravaggesca o opere di Salvator Rosa. Al secondo piano sono esposti quadri di autori della <strong>Scuola di Posillipo (Giovan Battista Ruoppolo, Andrea Belvedere, Giovanni Cusani</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Comunale</strong>: Costruita tra il <strong>1877 e il 1879</strong>, la villa sorge sugli orti dei frati francescani, si affaccia a picco sul mare ed ha degli alberi secolari che regalano un’atmosfera piacevole e un po’ d’ombra a difesa dalla calura estiva. Vi si possono ammirare due busti: uno dedicato allo storico <strong>Bartolommeo Capasso</strong> e l’altro che ritrae <strong>Francesco Saverio Gargiul</strong>o. É dotata di una discesa a mare, ma i più pigri possono utilizzare l’ascensore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Tritone</strong>: La villa sorge a picco sul mare ed è circondata da una gran varietà di piante esotiche. É stata fatta costruire dal barone <strong>Labonia</strong> accanto ad un convento dedicato a <strong>San Vincenzo</strong>. Oltre che per la sua bellezza, la <strong>Villa</strong> è famosa per la presenza, nel<strong> 1942</strong>, di <strong>Benedetto Croce</strong>, e di altri influenti personaggi storici come <strong>Togliatti, De Nicola e re Umberto di Savoia</strong>. Attualmente la<strong> Villa</strong> è di proprietà privata e non è possibile visitarla al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Fiorentino</strong>: Situata nel centro storico, si affaccia su <strong>Corso Italia</strong> col suo sobrio prospetto frontale. É stata donata al comune di <strong>Sorrento</strong> dalla famiglia <strong>Cuomo-Fiorentino</strong>, ed è destinata a sede museale, da anni infatti ospita mostre archeologiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Villa Regina Giovanna</strong>: Tra il <strong>I sec. a.C e il I sec d.C</strong>. sul promontorio di <strong>Capo di Sorrento</strong> sorgeva una villa marittima di cui oggi è possibile visitare solo i ruderi, interpretabili grazie alle notizie lasciateci da <strong>Stazio</strong> nella sua opera <strong>Silvae</strong>. La villa, meglio conosciuta come “<strong>I bagni della Regina Giovanna”</strong>, con un’estensione di circa due ettari, era divisa in due zone: la villa a mare ed una domus a monte con funzione agricola. Le due aree erano collegate tra loro attraverso cunicoli, gallerie e terrazze artificiali. Gli ambienti mostrano grande fruibilità del paesaggio grazie ad ampie finestre e alla passeggiata attorno al porticciolo. L’elemento più rilevante è il bacino naturale che i proprietari usavano come attracco e piscina. I due isolotti ad ovest mostrano delle strutture murarie che probabilmente li collegavano con un ponticello.</p>
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