Il presepe napoletano

Emblema della tradizione natalizia partenopea, il presepe napoletano è uno dei simboli religiosi entrati a tutti gli effetti anche nell’immaginario collettivo profano.

Una magica sintesi tra sacro e profano che popola ritualmente le case campane e non, sintesi tra storia e vita quotidiana, il presepe napoletano è una delle produzioni artigianali apprezzate e stimate in tutto il mondo.

Il termine deriva dal latino e le prime testimonianze documentate di presepe napoletano risalgono al 1205. Le prime rappresentazioni del presepe, un pò in tutta Italia, riproponevano la scena della natività: la mangiatoia, il bue e l’asinello e San Giuseppe e la Madonna accanto al Bambinello. E’ nel Seicento che il presepe napoletano accorpa nella sua trasposizione simbolica scene di vita quotidiana, curate nei minimi dettagli per riproporle nel modo più fedele possibile.

Ma il secolo per eccellenza del presepe napoletano è il Settecento: a tale epoca risale la produzione artigianale migliore di pupi e scene della natività. Durante il XVIII secolo infatti nacque quella che poi diventò una vera e propria scuola riconosciuta universalmente, la scuola d’arte presepiale napoletana.
I personaggi che popolano i presepi napoletani non sono mai stereotipati: nuova e costante la ricerca, ispirata sempre alla vita quotidiana, di soggetti e ambientazioni inedite.

Il presepe della cattedrale di Sorrento

Il presepe napoletano della Cattedrale di Sorrento, opera permanente ma ammirabile solo durante il periodo natalizio, si trova nell’area adiacente alla sagrestia, ed è famoso per le numerose riproduzioni di pastori (ispirate ai pastori napoletani del 700) che lo popolano.

Progettato nel rispetto dei canoni dell’arte presepiale napoletana, il presepe della Cattedrale di Sorrento è composto da icantevoli scene che rappresentano la Natività, l’Annunzio ai Pastori e la tradizionale Locanda.

Legno, sughero, cartapesta e plastica, giochi di luce ripropongono fedelmente scene religiose e momenti di vita quotidiana tanto da essere considerate ricostruzioni museali della civiltà agreste e pastorale.

Il presepe fu privato dei suoi pezzi più preziosi donati dal poeta e letterato Saltovar in seguito ad un furto successivo al terremoto del 1980. Lo scoglio è però stato riassemblato: l’ opera, materialmente realizzata da Antonino e Giuseppe Parlato, è frutto della passione e dell’impegno di tanti tra i quali spiccano il parroco don Luigi Di Prisco e i suoi predecessori.

La festa patronale di Sorrento

Affollata e animata d’estate, Sorrento è una cittadina ricca di eventi e manifestazioni anche durante la stagione invernale.

Il 14 febbraio, di ogni anno, in concomitanta con la festa di San Valentino, Sorrento celebra la festa di Sant’ Antonino, Santo patrono della città. Dopia festa quindi per quanti decidono di trascorrere questo periodo nella Terra delle Sirene che vive con grande intensità i festeggiamenti in onore del Santo Patrono.

La leggenda racconta che Sant’Antonino Abate sia stato un monaco che, dopo l’apparizione dell’Arcangelo Michele e su ordine di questi, edificò una chiesa a Sorrento, oggi nota come Basilica di Sant’Antonino, tra le bellezze artistiche e architettoniche della città più importanti. Caro alla popolazione anche per i numerosi miracoli compiuti, ogni anno il patrono viene ricordato con una serie di piacevoli eventi.

Appuntamento religioso ma anche folcloristico e culturale, il 14 febbraio è quindi uno dei momenti più belli per vivere la magica atmosfera in cui è immersa Sorrento: riti religiosi si alternano a numerosi eventi profani rendendo fitta di avvenimenti la festa.
Sant’Antonino viene celebrato con una suggestiva processione devozionale che si svolge il 14 febbraio di mattina: a girare per la città è l’incantevole statua d’argento raffigurante il patrono che, accompagnata dai cittadini ma anche dalle autorità religiose, civili e militari, sfila per le strade sotto gli occhi affascinati dei presenti.