Charming Nymphaeum Syrene

L’atmosfera magica del Bellevue Syrene si arricchisce con nuovi spazi dal fascino suggestivo e senza tempo.
 
Un’antica rimessa per le barche di epoca romana, impreziosita con mensole scultoree e vestita di luci soffuse, diventa una location unica dove realizzare eventi più che speciali, indimenticabili.

Un meraviglioso ninfeo, per il quale è stato ripristinato l’impianto idrico originale, diventa raffinata scenografia per giochi d’acqua e di luce, che evocano i fasti delle lussuose ville d’ozio di cui era punteggiata la Costiera Sorrentina.
Sulle fondamenta di una di queste splendide dimore, che vide tra i suoi ospiti persino l’imperatore Augusto, sorge il Bellevue Syrene, che conserva un legame fortissimo con il suo illustre passato, di cui custodisce i reperti più importanti. Un esempio, oltre ai pezzi originali che ornano magnificamente le suites dell’Hotel, è la conservazione di un tratto della rete fognaria romana visibile lungo la galleria scavata nella roccia che conduce al ninfeo e alla spiaggia.

La riapertura di questi spazi è stata annunciata dalla Direzione del Bellevue Syrene durante il prestigioso congresso annuale della famiglia Relais&Chateaux Italia, che quest’anno ha onorato con la scelta della location l’Hotel sorrentino. L’entusiasmo suscitato in questa brillante occasione negli ospiti di pregio della serata, dalla seducente bellezza degli ambienti lascia intravedere nuove e originali possibilità per promuovere un territorio e una destinazione già enormemente attrattivi e accattivanti, ma che riservano ancora tante emozionanti sorprese.

Hiking a Punta Campanella

Un angolo di paradiso sospeso nella storia, un luogo magico dalla bellezza eterna.
 
Sempre più amanti del trekking e delle passeggiate nella natura non rinunciano a percorrere uno degli itinerari più suggestivi della regione, adatto anche a chi è alle prime armi, che parte dalla località di Termini e che offre la possibilità di cimentarsi anche in un percorso più impegnativo, che sale fino al Monte San Costanzo. La promessa è quella di ammirare panorami mozzafiato, dove il cielo e il mare del Mediterraneo diventano un tutt’uno e si respira il fascino ancestrale di una terra mitica che è capace ancora oggi di riservare sorprese a chi si avventura per questi sentieri con gli occhi e con il cuore aperti alla bellezza.

C’è solo il mare a separare l’estrema punta della Penisola Sorrentina dall’isola di Capri di fronte, vicinissima in linea d’aria, sembra di toccarla allungando semplicemente la mano. E’ lo stesso mare attraversato da Ulisse, lo stesso cielo percorso dal canto delle Sirene, è un piccolo mondo cristallizzato nel tempo, dove sembra riecheggiare la voce degli eroi e degli dei e si ritrova la natura più profonda e autentica dell’uomo, che si completa quando si è immersi e circondati dalla natura.

Il nome stesso di Punta Campanella rimanda ad una vicenda storica. La costa era oggetto delle incursioni dei saraceni, come dimostra la presenza di una torre di avvistamento risalente al 1300. Proprio una nave saracena lascia cadere sul fondo del mare una campana sottratta alla chiesa sorrentina di Sant’Antonino. Da allora la leggenda vuole che ogni anno il 14 febbraio, festa del santo, i rintocchi della campana risuonino sul fondo del mare.

La storia del sito, però, è molto più antica. Il sentiero di Punta Campanella era infatti una strada romana che conduceva al tempio di Minerva, già tempio di Atena che la leggenda vuole fatto erigere da Ulisse per ringraziare la dea di averlo salvato dal canto delle Sirene abitanti delle isole de Li Galli. Lungo il costone di roccia, al livello del mare, un’antichissima iscrizione in osco, una lingua preromana, indicava alle navi dove attraccare per offrire libagioni alla dea.

Il percorso più leggero dura circa due ore, per una lunghezza di 4 km. La variante più impegnativa per il Monte San Costanzo conduce invece ad un’altezza di 485 m sul livello del mare. Il percorso è costellato dalle indicazioni dipinte sulla roccia dal CAI, il Club Alpino Italiano.

Marc Chagall a Sorrento

I Colori dell’Anima in esposizione a Villa Fiorentino, in collaborazione con la Imago Art Gallery di Lugano.
 
Dall’olio su tela alle gouache su carta, dai disegni a matita colorata all’inchiostro di china su masonite, il mondo onirico e incantato di Chagall in 120 opere pittoriche e grafiche, tra cui tre cicli di litografie e acqueforti, oltre alle suggestive vetrate ecclesiastiche mostrate attraverso uno spazio multimediale dedicato.
Maestro dell’avanguardia europea, ebreo originario della Bielorussia, naturalizzato francese, sfuggito ai rastrellamenti nazisti grazie alla fuga del 1941, Chagall ha una vita intensa e tormentata, ma nelle sue opere i colori brillanti, la semplicità del tratto, l’immediatezza del racconto, trasmettono gioia e positività, pur mantenendo sempre uno stretto legame con gli elementi caratterizzanti della sua biografia.

Cuore della mostra ospitata nella sede della Fondazione Sorrento sono quattro opere di particolare pregio:
La cruche aux fleurs, olio su tela del 1925, emblema del filone floreale che accompagna per anni la produzione dell’artista, e Russian village, olio su tela del 1929, omaggio al paese natale. E poi Le Coq Violet, risalente al periodo 1966 – 1972, olio, gouache e inchiostro di china su tela, e L’homme rouge à la casquette, opera del 1976, olio e gouache su tela, opere matura e rappresentative della poetica del maestro.

La mostra, inaugurata il 15 luglio, che si muove nel solco degli ormai consueti appuntamenti sorrentini con i grandi maestri dell’arte, e che sta riscuotendo un notevole successo, si protrarrà fino al 15 novembre 2017.
 
Per maggiori info: http://www.fondazionesorrento.com/