Pescaturismo a Sorrento

pescaturismoFull immersion nell’anima più autentica della Terra delle Sirene
 
La Costiera Sorrentina ha molte anime, che derivano dalla sua storia millenaria e dalla contaminazione con popoli e culture diversi.
C’è l’anima dell’accoglienza, dell’ospitalità calda e familiare, l’anima del lavoro delle mani, delle tradizioni artigiane. L’anima della tavola, del piacere di preparare cose buone con i prodotti eccezionali che regala la terra. E poi c’è l’anima della gente di mare, degli antichi mestieri, dei pescatori che custodiscono i segreti di una memoria affascinante e avventurosa, perché chi sta sull’acqua salata sa che c’è sempre una dose di imprevisto e di avventura.
Un’unica identità fatta di mille sfaccettature, che si offre ai visitatori attraverso un’esperienza particolarmente stimolante e coinvolgente, il pescaturismo, un modo diverso e seducente di conoscere la natura, il mare, le tecniche di pesca, gli strumenti tipici di questo territorio, e poi di assaggiare il pescato locale cucinato secondo le ricette della tradizione.
Un modo inedito e accattivante per toccare con mano la vita vera di chi ha vissuto sempre di mare e il mare lo conosce e lo rispetta, un ricordo che resterà tra i più suggestivi, perché avrà offerto una prospettiva nuova di una costa che dal mare sembra più selvaggia, e sarà per sempre legato a quel momento, a quel pezzo di mare e a nessun altro.
In Hotel troverai il nostro front desk pronto a fornirti informazioni e programmi completi, per supportarti nell’organizzazione di una giornata speciale, dove verranno svestiti i panni del turista e potrai sperimentare un nuovo rapporto col mare in compagnia di persone che da generazioni fanno del mare la propria vita.

Classic Sorrento

La vera storia di “Torna a Surriento” : canzone d’amore…per la propria terra.
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La canzone classica napoletana esprime lo spirito di un tempo mitico, quello che ha dato vita alla leggenda di Napoli, raccontandone il modo di amare, di divertirsi, di lavorare, di viaggiare. Quadri vivissimi di attimi di vita vera, in cui ancora oggi si coglie una scintilla di quel modo di essere brioso, malizioso e sagace che caratterizza da sempre un intero popolo, un viaggio alla scoperta dell’animo partenopeo più autentico e vitale, fatto di sole, cielo, passione, musica.
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Una delle canzoni più famose e amate del vasto repertorio di musica napoletana è sicuramente “Torna a Surriento” .
E’ universalmente considerata una bellissima canzone d’amore, che prega la persona amata di non lasciare la città del cuore, la città del mare, del profumo degli agrumi, la terra delle Sirene ammaliatrici e seducenti. Perché la lontananza è un tormento insopportabile.
Eppure la canzone, opera dei due fratelli Giambattista ed Ernesto De Curtis, non è dedicata ad una donna!
La genesi del testo, realizzato in pochissime ore, è una captatio benevolentiae, una richiesta di appoggio e protezione all’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli in visita a Sorrento nel settembre del 1902. Risultato dell’operazione, La città ottiene il tanto agognato Ufficio Postale.
Senza nulla togliere all’alone romantico della canzone, sarà divertente ora riascoltare “Torna a Surriento” con un punto di vista alternativo!

Maestri in mostra a Sorrento

IMG_20161203_175224 (1)Torna il consueto appuntamento invernale con i Maestri dell’arte presepiale, nell’esposizione di Villa Fiorentino giunta ormai alla VII edizione. Fino all’8 gennaio 2016.
 
Una vera e propria forma d’arte, quella dei maestri presepisti, che realizzano spettacolari scenografie e personaggi dalla plasticità e dall’espressività straordinarie. Se la meraviglia del presepe, secondo la tradizione classica del Settecento, stupisce da sempre gli spettatori, è pur vero che i più appassionati del genere cercano nelle scene gli elementi significativi e irrinunciabili che rendono il presepe napoletano una grande rappresentazione, più profana che religiosa, della vita, della società, dei gusti e delle mode della capitale del sud nel suo periodo di maggiore sviluppo.
Così la Sacra Famiglia è posta davanti alle rovine di un tempio pagano, simbolo di una passione archeologica che arriva ai massimi livelli dopo le scoperte di Pompei ed Ercolano. Il gusto per la moda orientale è rappresentato dai Magi col loro corteo di musici, con le ricche fogge degli abiti e gli strumenti musicali così perfettamente rappresentati.
E poi le arti e i mestieri, la vita di tutti i giorni del popolo, diviso tra lavoro e osteria, che non disdegna di bere e divertirsi, ignaro del grande prodigio che sta per realizzarsi.
Solo la purezza e l’ingenuità di un giovane pastorello possono accogliere nel cuore con semplicità la verità del mistero che si compie: è questo il ruolo di uno dei personaggi più celebri del presepe, Benino, che sulla via della grotta dorme e sogna di Gesù Bambino.