Le Zeppole

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Regine della tavola natalizia in costiera, sono i dolci fritti tipici del periodo delle feste, che rievocano la dolcezza e la bontà di mamme e nonne, e ci riportano alla mente la gioia e l’allegria di noi stessi bambini.

Ogni regione italiana ha la sua pasticceria natalizia, ed anzi la distinzione potrebbe spingersi oltre il livello regionale a caratterizzare la singola provincia o la città, perché in questo periodo dell’anno ognuno sente più profondamente l’appartenenza alle proprie radici. Comuni a tutto il Sud Italia, gli struffoli, le friabili palline fritte ricoperte di miele e confettini, sono un must nelle vetrine di tutti i bar e le pasticcerie, nella sontuosa versione a cupola formato famiglia in un grande piatto da portata, o nell’irresistibile monoporzione da mangiare anche per strada.
Alla tradizione partenopea appartengono i Mustacciuoli, dolci di forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato, i Susammielli, dalla caratteristica forma ad esse, impastati col miele, e i Roccocò, durissime ciambelle al profumo di agrumi.
Tipici dolci delle feste immancabili sulle tavole della Penisola Sorrentina sono le Zeppole, ciambelline fritte con un sentore di anice, condite col miele e decorate con diavulilli e scorzette d’arancia.
S tratta di un dolce “povero”, che ha come ingredienti base acqua e farina. Per chi volesse cimentarsi, la preparazione non è difficile, anche se, si sa, l’esperienza fa la differenza. Si utilizzano in pari quantità acqua e farina, niente zucchero, perché le zeppole verranno condite col miele, e un pizzichino di sale. Si porta ad ebollizione l’acqua col sale e si versa pian piano la farina mescolando fino a che l’impasto non si staccherà dalla pentola. Poi, su un piano leggermente unto, si lavora la pasta e si formano i salsicciotti da chiudere a forma di ciambella. A questo punto non resta che friggerli. Per il condimento, si scalda il miele con un po’ di anice e le scorzette d’arancia e si versa il tutto sulle zeppole disposte sul piatto da portata. In ultimo, una cascata di confettini colorati, i diavulilli, che rendono il tutto irresistibilmente appetitoso!

I limoni di Sorrento e l’inimitabile Limoncello

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Il frutto simbolo della Costiera, un vero nettare degli dei made in Sorrento.
 
Giallo come il sole, profumato, succoso, protagonista del paesaggio sorrentino e della gastronomia della costiera, il limone “femminiello”, detto anche limone ovale per la sua caratteristica forma, è uno dei prodotti tipici più universalmente conosciuti di questo territorio. Fa bene, perché ricco di vitamina C, ed è incredibilmente versatile in cucina, dove conferisce personalità a tanti piatti della tradizione. Si può trovare in quasi tutti i giardini della penisola, insieme all’arancio, altro preziosissimo frutto della fertile terra delle Sirene.
Tante le declinazioni del limone di Sorrento, ma la prima resta indubbiamente il liquore Limoncello. Bisogna dire che non esiste una sola ricetta per questo delizioso liquore, e in Penisola Sorrentina ogni famiglia ha le sue dosi e le sue proporzioni tra acqua, alcool e zucchero. Di seguito la nostra versione, per chi volesse cimentarsi nella preparazione del mitico Limoncello, e senza timore di essere immodesti, possiamo affermare che il risultato è garantito.
Se invece desiderate portare ad un amico uno speciale cadeau da Sorrento, in Hotel potrete trovare uno spazio dedicato all’esposizione e alla vendita di un ottimo Limoncello della Penisola Sorrentina.

Limoncello
Ingredienti:
• 1 lt di alcool
• 1lt d’acqua
• 500 gr di zucchero
• 8-10 limoni di Sorrento
Lavare e sbucciare i limoni avendo cura di prendere solo la parte gialla della buccia, tralasciando quella bianca che risulta amara. Tagliare le bucce a listarelle e metterle in infusione con l’alcool in un contenitore chiuso ermeticamente per 3 giorni. Passato questo intervallo mettere acqua e zucchero in una pentola e portare ad ebollizione per il tempo necessario a far sciogliere completamente lo zucchero (bastano 8-10 minuti). Quando lo sciroppo così ottenuto si sarà raffreddato, unire all’alcool e mescolare bene, poi filtrare e imbottigliare. Se non resistete, potete assaggiarlo anche subito, ma per gustarlo al meglio è opportuno aspettare qualche giorno.

Il “Rigoletto Itinerante” fa tappa al Relais & Châteaux Bellevue Syrene a Sorrento

Riparte il Rigoletto Itinerante: il 21 Ottobre 2013 all’Hotel Bellevue Syrene a Sorrento cena a quattro mani 

Le violente scosse che hanno ferito l’Emilia nel maggio 2012 e hanno fortemente danneggiato Villa Manfredini – la dimora settecentesca che da 14 anni ospitava il Rigoletto – hanno costretto Fulvia e Gianni D’Amato a chiudere il loro ristorante, ma non hanno fermato la voglia di ripartire.

È nata così l’iniziativa Il Rigoletto Itinerante: ospitato dalle dimore dell’Associazione, secondo lo spirito di famiglia, Giovanni D’Amato – Grand Chef Relais & Châteaux insignito di due stelle Michelin – è protagonista di serate gourmand di altissimo livello con l’obiettivo di raccogliere fondi per Il Rigoletto.

Menu improntati ad una cucina semplice e ricca di sapori, che ricorda i piatti de “Il Rigoletto” ma li adatta alle esigenze della regione in cui si trova, per interpretare al meglio lo spirito della dimora e del territorio.

Una commistione di sapori e di tradizioni, un progetto che profuma di speranza e di voglia di ricominciare. Quella di lunedì 21 ottobre, al Relais & Châteaux Bellevue Syrene, sarà una cena che avrà per tema la Campania e l’Emilia grazie alla partecipazione dello chef di casa, Salvatore Buonocore.

Per info e prenotazioni tel. 081 8781024 o info@bellevue.it