Agosto al Madre

L’arte contemporanea protagonista di una scena sempre più consapevole del proprio passato e fortemente proiettata verso il futuro. Un appuntamento imperdibile dell’estate napoletana.
 
Per il quinto anno consecutivo il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina sarà aperto e visitabile gratuitamente per tutto il mese di Agosto.
L’iniziativa si pone come un servizio reso ai cittadini e ai turisti campani nell’ottica di una promozione sempre più diversificata e trasversale dell’offerta culturale della regione. I visitatori potranno infatti ammirare le collezioni permanenti e le mostre in corso e partecipare gratuitamente alle attività connesse.

L’ingresso del museo ospita l’installazione architettonica Axer/Désaxer dell’artista francese Daniel Buren. Si tratta di un’opera concepita appositamente per gli ambienti del museo con l’intento di rimodellare l’intero atrio, spostandone l’asse prospettico e creando uno spazio di mobilità percettiva e cognitiva.

Le mostre in corso rappresentano un’occasione particolarmente interessante per leggere le tendenze più contemporanee del panorama artistico internazionale.
Al piano terra, in sala Re_PUBBLICA MADRE, la mostra English for Foreigners dell’italoamericano Stephen Prina ripercorre la storia del XX secolo, della sua famiglia e del rapporto con suo padre a partire dal libro per imparare la lingua e la cultura americana utilizzato dal genitore emigrato dal Piemonte a diciassette anni.
Il secondo piano piano ospita Perla Pollina, nome nonsense della retrospettiva per il ventennale della ricerca artistica di Roberto Cuoghi, uno degli artisti più famosi e controversi della sua generazione. Pittore, scultore, performer, storyteller dalla poetica complessa e misteriosa, che si basa sull’uso di materiali e tecniche non convenzionali.
Al terzo piano, Siamo Arrivati, di Wade Guyton, che indaga l’impatto della produzione e della circolazione delle immagini digitali attraverso la realizzazione di stampe realizzate su diversi materiali con strumenti pensati per immagini analogiche. Gli errori, le sovrapposizioni e le discrepanze impreviste della stampa danno il senso del difficile rapporto tra linguaggi e sensibilità diversi.

Ravello Festival 2017

ravello-festival-1Uno spettacolare palco che sembra sospeso nel vuoto, un contesto naturale dominato dagli splendidi giardini di Villa Rufolo e dal mare e dal cielo della Costiera Amalfitana che si confondono all’orizzonte. Una rassegna di musica, danza e parola, l’appuntamento più atteso dell’estate in Costiera.

Giunto alla 65° edizione, il Ravello Festival promette un calendario ricco di eventi esclusivi con i protagonisti della scena artistica internazionale. Il Festival si aprirà il primo luglio con l’omaggio a Wagner, che nel contesto lussureggiante della Villa vide il magico giardino di Klingsor. L’esecuzione delle musiche tratte dalla Walchiria e dal Sigfrido sarà affidata all’Hungarian Radio Symphony Orchestra diretta dal maestro Adam Fischer.
Dal richiamo alla tradizione della prima serata si passa il giorno dopo, 2 luglio, all’inaugurazione della rassegna Danza e Tendenze, in cui l’artista internazionale Francesco Clemente, protagonista storico della Transavanguardia, collaborerà ad una coreografia originale di Karole Armitage incentrata sul tema dei muri da abbattere, chiave di lettura delle performance coreutiche. In più, i solisti dell’American & NewYorkCity Ballet, renderanno omaggio a Balanchine, il ballerino e coreografo che unì nella sua ricerca balletto classico e moderno.
Il 14 Luglio Philip Glass, capofila del minimalismo musicale, festeggerà sul palco del Ravello Festival i suoi 80 anni con un’antologia delle sue composizioni, mentre il 16 gli amanti della musica afroamericana non potranno perdere l’appuntamento con il sassofonista e compositore Wayne Shorter.
Tra gli eventi più suggestivi, la Sagra della Primavera, sulle musiche di Stravinsky, balletto rappresentato per la prima volta nel maggio 1913 al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, opera controversa e considerata d’avanguardia per i tempi. Protagonisti due superstar della danza, come Maria Chouinard e Ohad Naharin.

Discovering the Amalfi Coast

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Un Nastro Azzurro lungo 50 Km per scoprire alcune delle località più romantiche e affascinanti d’Italia.
 
Tra la propaggine meridionale del Golfo di Napoli e il Golfo di Salerno, la Strada Statale 163 Amalfitana, realizzata in epoca borbonica, collega i 13 comuni, le tredici pietre preziose incastonate nella roccia digradante nel Mediterraneo, La Divina Costiera che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.
Alcune di queste località sono celeberrime, e attirano visitatori da ogni parte del mondo, grazie anche all’amore di tanti personaggi illustri che ne hanno celebrato le bellezze. Non parliamo solo di Positano, meta glamour per eccellenza, amata da Nureyev, e Zeffirelli, o di Amalfi, l’antica Repubblica Marinara dalla storia illustre e dall’architettura arabeggiante, o Ravello, che tanto deve a Wagner, che nei giardini di Villa Rufolo trovò ispirazione per il Parsifal.
Chi ha la fortuna di scoprire anche i piccoli borghi, i comuni minori, rimane stupefatto di fronte alla bellezza dei paesaggi, delle spiagge, dei profumi e dei colori, e anche della gente.
Praiano è un piccolo paese dolcemente appoggiato sulla roccia, percorso da stradine e sentieri, pervaso da un’atmosfera rilassante e serena. Ma è anche un luogo ricco di storia e di cultura, già meta di villeggiatura dei dogi di Amalfi, punteggiato dalle torri di avvistamento saracene, depositario di un miracolo della natura che si ripete ogni giorno, quello delle albe e dei tramonti più suggestivi che si possano immaginare, tinti d’oro, di rosso, di arancio, con il sole che qui si può vedere inabissarsi nel mare.

atrani-italyAtrani, a meno di un km da Amalfi, è il più piccolo borgo dell’italia meridionale, e uno dei più belli d’Italia.Si percorre grazie alle scalinate che collegano le abitazioni costruite una sull’altra e con gli archi che creano un magico contrasto di luci e ombre. Atrani deve la sua atmosfera senza tempo alla sua struttura medievale ancora perfettamente riconoscibile, alla suggestione della piazza che si affaccia sul mare, alle luci delle lampare che la notte partono dalla piccola spiaggia.

fiordo-di-furoreFurore è un paesino di meno di mille abitanti, diviso in zona alta, ai piedi dei monti Lattari, con le case che spuntano qua e là tra le rocce, e zona marina, conosciuta come Fiordo di Furore. Qui artisti del calibro di Fellini, Rossellini e Anna Magnani hanno respirato la dimensione surreale della natura selvaggia, della bellezza più estrema, della storia millenaria mista a leggende e racconti tramandati dalla gente del posto. Come quello legato al nome di Furore, che i vecchi attribuivano alla furia del diavolo scacciato dagli abitanti del luogo. Ma l’etimologia corretta non è meno affascinante: il nome deriva da Terra Furoris, per il rombo del mare spumeggiante che si infrange sulle pareti rocciose formate dalla profonda fenditura delle rocce che racchiude la piccola e deliziosa spiaggetta.
img_1235-e1428452968883.jpgtramonto