Pompei: frammenti di vita quotidiana della cittadina romana più famosa al mondo.

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Qualche curiosità sull’alimentazione dei nostri antenati, antesignani della Dieta Mediterranea.
 
Ciò che rende unico il sito archeologico di Pompei è il fatto di ritrovarsi incredibilmente catapultati in una cittadina romana del I secolo d.C. e di poter girare per le sue strade guardando case, ville signorili, botteghe, lupanari, piazze, templi, in una straordinaria istantanea della vita di tutti i giorni di persone che svolgevano tranquillamente le loro faccende, vivevano i loro amori, facevano affari e progettavano il loro futuro senza sapere che da un giorno all’altro tutto il loro mondo sarebbe stato spazzato via dal Vesuvio e cristallizzato in una diapositiva straordinariamente affascinante e tragica che dopo duemila anni ancora attira milioni di persone da tutto il mondo.
Tra le tante informazioni che Pompei ci fornisce della vita delle persone dell’epoca, di sicuro quello che stimola maggiormente la curiosità dei visitatori sono gli usi e costumi della gente comune, come si lavava, dormiva, amava e soprattutto mangiava.
La giornata cominciava molto presto, all’alba, per sfruttare tutte le ore di luce e si apriva con una colazione a base di pane e formaggio, verdure, o  resti della cena del giorno prima. il pranzo, a base di focacce, pesce fritto, salsicce, dolci e frutta, era di norma consumato fuori casa, in apposite taverne chiamate Thermopolia, locali aperti sulla strada con banconi in muratura dove, in appositi fori, si collocavano le giare con le vivande. Gli ambienti potevano essere decorati con affreschi richiamanti Mercurio, dio del commercio, e Dioniso, dio del vino. La cena si si consumava abbastanza presto, nelle case nobiliari nelle stanze chiamate triclini, dove si mangiava sdraiati allietati da musiche e balli o recitazioni. Esistevano coltelli e cucchiai, ma non forchette, si mangiava con le mani, e per questo durante i banchetti i commensali erano dotati di ciotole con acqua per sciacquare le dita.
Nel Macellum, il principale mercato di generi alimentari della città, doveva esserci una gran folla e un notevole trambusto. In un angolo del foro, uno spiazzo rettangolare porticato con file regolari di botteghe ospitava i banchi per la vendita di carne e pesce, e un altro ambiente era destinato alle celebrazioni e ai banchetti in onore dell’imperatore. I Pompeiani, inoltre, dovevano essere grandi amanti di pane e focacce, come i loro discendenti vanno pazzi per la pizza: a Pompei sono stati individuati ben 34 panifici, dotati di forno a legna e macine in pietra lavica.