Le processioni Pasquali a Sorrento: cenni storici

A Sorrento le processioni degli Incappucciati che si tengono durante la Settimana Santa sono due: la Processione Bianca, anche nota come processione dell’Addolorata, messa in scena dall’Arciconfraternita di Santa Monica e la Processione Nera, o anche processione del Cristo Morto, rappresentata per le vie cittadine dalla Arciconfraternita della Morte e Orazione.

La tradizione delle processioni pasquali a Sorrento risale al 1300 circa: testimonianze riportano l’usanza di sfilate di incappucciati che si flagellavano durante il percorso in segno di penitenza. La rappresentazione delle processioni ebbe notevole importanza anche durante la dominazione spagnola nel Regno di Napoli.

Espressioni di fede religiosa ma anche interessanti rappresentazioni folcloristiche, le processioni della Settimana Santa hanno quindi antichissima origine e vengono organizzate e curate nei minimi dettagli ancor’oggi. Rinomate in tutto il mondo per l’atmosfera mistica e suggestiva che riescono a creare sono sicuramente un’incantevole spettacolo a cui partecipare durante una vacanza a Sorrento.

I Sepolcri

Tra le celebrazioni religiose della Settimana Santa che accompagnano i fedeli fino alle spettacolari Processioni degli Incappucciati della notte del giovedì e del pomeriggio del venerdì santo, tipica del giovedì pomerigggio è l’adorazione del Santissimo con una visita alle principali chiese della cittadina, conosciuta come la Visita ai Sepolcri.

Fortemente sentita e partecipata questa tradizione a Sorrento, la Visita ai Sepolcri raggruppa un notevole numero di fedeli e visitatori che la sera del giovedì santo fa visita agli altari con i sepolcri delle varie chiese.

La visita, effettuata in religioso silenzio, prevede la preghiera e l’ammirazione dei Sepolcri, che vengono allestiti con fiori e germogli di grano portati dai fedeli.
L’atmosfera è sommessa, le campane non suonano e le chiese si privano di illuminazione eccessiva: solo l’altare dedicato al Sepolcro diventa il luogo di raccolta dei semplici doni offerti dal sentimento religioso popolare. Tra questi umili simboli a rappresentare l’intera comunità: il pane, il vino, il grano germoglieto e i fiori di stagione.

L’esposizione dei Sepolcri si protrae fino a tardi proprio per consentire a fedeli e visitatori di compiere il giro delle chiese principali della cittadina.

La Festa Patronale di Sant’Anna

La Marina Grande di Sorrento si trova in un borgo incantato, abitato da pescatori e caratterizzato da un piccolo arenile e alcuni stabilimenti balneari.

E’ uno degli angoli più famosi di Sorrento, reso celebre dal film di Dino Risi “Pane Amore e..“, e vanta circa tremila anni di storia. Ogni anno, il 26 luglio, gli abitanti di questo vllaggio incantato celebrano la festa di Sant’Anna.

Ritualità attesa con trepidazione, la festa di Sant’Anna è un appuntamento che unisce in sè fede e folclore del popolo sorrentino. Per la popolazione sorrentina, Sant’Anna è la Santa Patrona del Borgo della Marina Grande nonchè protettrice delle donne incinte.

Musica, giochi, degustazioni e caratteristici riti religiosi, tra cui una suggestiva processione che vede la statua della Santa girare per le vie della città, caratterizzano ogni anno questa festa.
Le celebrazioni in onore della Santa Patrona del Borgo si chiudono sempre con un superbo spettacolo pirotecnico sul mare.