Il limone di Sorrento

Giallo come il caldo sole estivo. Originario dell’India e dell’Indocina, il limone è simbolo e rappresentazione dei paesi del Mediterraneo.
Conosciuto per le sue proprietà terapeutiche e considerato sacro nei paesi islamici, il frutto dal colore del sole si diffonde in Occidente intorno all’anno 1000 grazie all’importazione araba in Sicilia.
Ovale tipico della vegetazione mediterranea, deve il suo nome al persiano “Limu”. La prima coltivazione europea fu impiantata a Genova a metà del XV secolo, risale a tale data anche la comparsa nelle Azzorre.
In America il giallo frutto giunge alla fine del XV secolo, dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, grazie all’introduzione per mano spagnola.

Lo sviluppo delle coltivazioni del limone nelle regioni del Sud Italia, dalla Sicilia alla Campania, avviene in seguito alla scoperta delle numerose proprietà benefiche del frutto. Esso si rivela infatti medicamento portentoso dello scorbuto, patologia causata da carenza di vitamina C di cui invece il limone è ricco.
In territorio italiano la coltura del limone vanta una lunga tradizione e un livello qualitativo impareggiabile. Bisognoso di modeste cure e adatto anche a terreni poveri, l’albero del limone teme il freddo ma non ha bidogno di temperature particolarmente elevate per dare i suoi frutti. Grazie a queste sue caratteristiche si è ben adeguato al clima mite e temperato che contraddistingue le zone costiere del Sud Italia che ben presto, sin da tempi antichi, ha iniziato una prospera produzione dell’agrume. Per secoli, in particolar modo dal 1400 al 1800, gli italiani hanno esportato ingenti quantità di limoni a livello mondiale, specie nei paesi del Nord Europa e in America.

Tra le tante varietà presenti sul territorio nazionale, il limone di Sorrento IGP. Parte integrante del paesaggio della penisola sorrentina, odoroso profumo delle atmosfere della costiera, “il femminiello comune ovale di Sorrento” dalla buccia medio spessa, ricca di olii essenziali, è uno degli elementi costitutivi dell’identità culturale degli abitanti della penisola sorrentina. I limoneti sorrentini e quelli della costiera amalfitana, che nel corso dei secoli sono andati aumentando nel numero e in ampiezza, rappresentano una delle risorse principali per gli abitanti della zona, che hanno sottratto alla natura impervia delle coste suoli scoscesi e impenetrabili per adattarli alla coltivazione di piante di limone. Protetto dal logo del Consorzio di Tutela, il limone di Sorrento IGP è uno dei prodotti più pregiati della terra campana, tanto che la produzione molto spesso viene venduta ancor prima del raccolto. Rappresenta, per l’agricoltura sorrentina e amalfitana, una delle risorse più fruttuose e performanti dal punto di vista economico.

Oltre a numerose proprietà terapeutiche, che lo vedono rimedio efficace per depurare l’organismo, aumentare le difese immunitarie, proteggere le pareti vascolari, essere un ottimo ipotensivo e un antierumatico naturale, il giallo frutto vanta un largo impiego in svariati ambiti. Ingrediente fondamentale della cucina mediterranea, viene adoperato per la preparazione di deliziosi primi e secondi piatti, ma anche di gustose bevande alcoliche e non e di deliziosi dolci.

Arancia di Sorrento

La Penisola Sorrentina, e Sorrento in particolare, è nota per la produzione di agrumi IGP. La coltura dell’arancio e del limone hanno tradizioni antiche e rappresentano da secoli una delle principali risorse economiche del territorio. I rinomati agrumi della Penisola sorrentina infatti vengono esportati nei principali mercati italiani ed europei.
L’arancia sorrentina, proprio come il più famoso limone, viene coltivata secondo la tradizione: per riparare le piante dal vento e dal freddo vengono costruite impalcature di legno, solitamente di castagno, alte anche 7 metri e coperte da pergolati di paglia.
La crescita dei frutti sotto i pergolati conferisce una peculiarità unica al prodotto che, proprio per la particolare maturazione, può essere venduto in tempi diversi e più ampi rispetto alle altre produzioni di agrumi italiane.
La produzione della Penisola Sorrentina vede due principali ecotipi di alberi: il Biondo Sorrentino e il Biondo Equense.
Entrambe le tipologie di piante hanno uno sviluppo vigoroso e raggiungono anche i 7 metri di altezza, i frutti che esse producono invece hanno un intenso colore giallo-arancio con una buccia di medio spessore. Le arance di Sorrento presentano numerosi spicchi ma ricchi di semi che regalano una generosa quantità di succo dal sapore zuccherino.
La raccolta delle arance sorrentine si colloca nell’ampio periodo che va da Maggio ad Agosto.
Proprio come per i limoni, anche le arance sono la base per un ottimo liquore noto anch’esso come prodotto tipico locale.

Le Palme di confetti

Tra gli appuntamenti più sentiti dalla popolazione sorrentina, la Settimana Santa a Sorrento e in Penisola è ricca di antichi riti e di millenarie usanze che ancor’oggi vengono riproste e valorizzate.

La Domenica delle Palme a Sorrento, oltre ai tradizionali ramoscelli d’ulivo, è consuetudine far benedire anche caratteristiche palme, realizzate a mano con confetti colorati, legate ad una suggestiva leggenda. Si narra infatti che durante un attacco alla costa sorrentina da parte dei saraceni, gli abitanti di Sorrento di rifugiarono presso la Cattedrale.

A lungo pregarono affinchè la città venisse salvata dall’attacco dei pirati e così avvenne: le navi naufragarono e i pirati perirono nelle acque in prossimità di Sorrento. Unica superstite fu una giovane schiava che raggiunse Sorrento a nuoto e, giunta anche’essa in Cattedrale, fu accolta e accudita. La giovane per ringraziare donò al popolo sorrentino l’unica cosa di cui era in possesso: dei confetti colorati. Secondo il mito questo avvenne durante la Domenica delle Palme e da allora, ogni anno a Sorrento, si realizzano palme di variopinti confetti da far benidere assieme all’ulivo.

La realizzazione delle Palme di confetti è divenuta nei secoli una vera e propria arte tipica della Penisola Sorrentina. La lavorazione artigianale è meticolosa e prevede la realizzazione di Fiori i cui petali variopinti sono costituiti con i confetti che vengono infilati in bastoncini di metallo ricoperti di carta velina e abbellitti con pizzi e passameneria d’ogni tipo.